Cronaca
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“I primi a dispiacersi per la sentenza sono stati assessori e consiglieri del Pdl”

Non si dà per vinto: valuta la possibilità di ricorrere al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar, pensa di portare l’argomento in Consiglio Comunale e ‘vuota il sacco’ tirando in ballo il Pdl. Alessandro Carpani, vicesegretario provinciale della Lega e ricorrente sconfitto al Tar, commenta la sentenza di questa mattina.

A dargli lo spunto, il coordinatore cittadino del Pdl, Ugo Carminati. “Se alcuni individui hanno preferito percorrere strade che, come è stato loro ampiamente detto, si sono poi rivelate sbagliate, l’errore è tutto loro”, ha dichiarato Carminati nel primo pomeriggio.

“A Carminati dico che il ricorso non è di Carpani ma della Lega – chiarisce il vicesegretario del Carroccio -. L’ho presentato personalmente solo perché ero parte in causa e quindi l’unico che poteva farlo materialmente”.

Poi la bordata: “Le prime telefonate che ho ricevuto oggi, dopo che è uscita la notizia – dice Carpani – sono state quelle di esponenti del Pdl che si sono detti dispiaciuti per la sentenza. Parlo di consiglieri comunali e di assessori. I primi a seguire i passaggi del ricorso e i primi a dispiacersi della sentenza sono stati proprio esponenti del Pdl: Carminati guardi più in casa sua che non nella Lega”.

Quanto alla sentenza, Carpani non cambia idea: “E’ l’interpretazione del Tar, noi restiamo della nostra idea. Quel comma del regolamento comunale (il passaggio dove si pone il limite del doppio mandato; ndr) è scritto male, sarebbe interessante sentire i consiglieri comunali che all’epoca hanno scritto e approvato il regolamento”.

In primo luogo, prosegue, “per sapere se, come dice il Tar, intendevano escludere le società dagli indirizzi del regolamento stesso”. In secondo luogo, “sul limite dei due mandati, che per noi resta”. “Stiamo valutando, come Lega, di chiedere con un ordine del giorno un’interpretazione autentica del regolamento al Consiglio Comunale – conclude Carpani – e non escludiamo un ricorso al Consiglio di Stato”.

 

Federico Centenari

 

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