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Acqua, Borghetti (Pdl): “Il voto in Provincia non è vincolante” Perri: “Aem dialoghi con le altre società del servizio idrico”

borghetti

Il voto del Pdl in Consiglio provinciale sul tema dell’acqua è stato dettato unicamente dal senso di responsabilità. L’indicazione uscita lunedì dal Consiglio comunica unicamente una ‘preferenza’ a favore di un modello di gestione, ma non può essere ritenuta una scelta. Diversamente “sarebbe una imposizione” e il futuro approfondimento con i sindaci “un’appendice inutile”. Così il capogruppo del Pdl in Provincia, Maurizio Borghetti, torna sul voto del Consiglio provinciale sulla gestione del servizio idrico.
Borghetti, con l’intervento trasmesso oggi, sembra voler ricontestualizzare il pronunciamento dei consiglieri provinciali, riconducendolo ad una semplice indicazione di preferenza per un modello piuttosto che per un altro, tenendo al contempo aperta la porta del dialogo con i sindaci.
“Non è vero che ha vinto il “referendum per la gestione pubblica dell’acqua” – osserva Borghetti -, altrimenti avrebbe cancellato le norme di legge, tuttora in vigore, che consentono l’ingresso dei privati in tale ambito. L’ultima votazione consiliare provinciale sul tema della gestione del servizio idrico ha visto due consiglieri della Lega uscire dall’aula prima del voto e il PdL sottolineare la propria partecipazione unitaria al consenso sul testo della mozione legandola al mandato di attuare un approfondimento con i sindaci affinché la decisione sia consapevole”.
“La ‘preferenza’ di un modello di gestione – dice poi il capogruppo del Pdl – non può essere una scelta, altrimenti sarebbe una imposizione e l’approfondimento un’appendice inutile. Essendo direttamente destinatario dell’indirizzo del consiglio, non è illogico né interpretabile diversamente che il Presidente non abbia partecipato al voto. Ciò che trovo sbagliate, inadeguate rispetto ai tempi, sono le battaglie per finalità diverse da quelle di arrivare a scelte ragionevolmente buone per il bene della collettività, modulando e interpretando solo a favore dei propri convincimenti e/o interessi, argomenti e situazioni. Il gruppo provinciale del PdL, anche per tali considerazioni, non ha voluto politicamente arroccarsi nelle proprie tesi”.
“La finanziaria appena approvata – prosegue – dice chiaramente che il necessario rientro della spesa pubblica passa attraverso un ulteriore rientro del finanziamento statale agli impegni degli enti locali i quali, da soli, possono reperire risorse attraverso modulazione ‘in alto’ delle proprie entrate quali ad esempio addizionale Irpef e Imu (che sostituisce l’ICI). In un contesto come quello attuale e con questo genere di indirizzi governativi, largamente approvati in Parlamento, è ragionevolmente difficile pensare che gli enti locali da soli possano affrontare gli investimenti previsti per portare acqua pulita nei rubinetti senza toccare sensibilmente le tasche dei cittadini”.
Conclude quindi l’esponente della maggioranza: “Ciononostante, per responsabilità che riteniamo non solo doverosa ma utile alla collettività, non ci sottraiamo al dialogo e alla discussione del tema. Per arrivare in tempi adeguati a scelte che rispondano al meglio alle esigenze dei cittadini è, peraltro, indispensabile che tutti facciano altrettanto”.

IL SINDACO PERRI – Della gestione del servizio idrico ha parlato questa mattina anche il sindaco Oreste Perri in occasione dell’assemblea dell’Aem. “Il Sindaco – si legge in una nota stampa dell’azienda – ha colto l’occasione dell’Assemblea per fornire un preciso indirizzo all’organo amministrativo perché si adoperi per ricercare le condizioni di integrazione con i vari soggetti  gestionali attivi nel ciclo idrico integrato operanti in Provincia di Cremona al fine di favorire scelte strutturali che siano concretamente orientate alla qualità e sostenibilità del servizio nei confronti dei cittadini. Il Sindaco ritiene infatti di fondamentale importanza che si possa riprendere un confronto di merito sulle prospettive strategiche relative ai  futuri assetti gestionali e ciò potrà essere sicuramente facilitato da un consolidamento di fatto delle realtà pubbliche storicamente attive nel settore a livello provinciale”.

 

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Commenti
  • Sandro Gugliermetto

    Il voto dei cittadini non è vincolante. Quello dei sindaci non è vincolante. Quello del Consiglio Provinciale, nemmeno. Solo la volontà del capo è vincolante, come in Corea del Nord.

    • Garghi

      Eh si! caro Sandro, ma Tu che hai più memoria di me, questo Borghetti non è lo stesso che difende tutt’ora a spada tratta la discarica di amianto?
      Ma questi privati puntano alla santità? E’ lecito pensare che i soldi li recupereranno dalle bollette e magari ci attaccheranno la remunerazione del capitale investito del 7% (abolito dal referendum e quindi totalmente illegittimo)…ma anche il pubblico prenderebbe i soldi dalle bollette…che sia solo una scusa per non ammettere palesemente che la volontà del capo è un’altra?

  • LEZIONI DI STILE

    Sfoglio ogni giorno il sito del Pd cremonese, spunto per tante riflessioni. L’ultima. Salini cerca la vittoria nell’affare dell’acqua, con tutti i mezzi che la legge permette. Qualche intoppo, per adesso l’opposizione, usando gli stessi mezzi, lo ferma. E, come succede da millenni, prima ancora di contestare la condotta dell’avversario, cerca di demolirne la persona. Con uno stile Magnoli, con un altro Burgazzi…..

    Cremona 24 12 2011 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • Entrando nel merito.
    Come è noto a tutti, il referendum di giugno ha cancellato tutta la normativa possibile che riguardava la privatizzazione del servizio idrico. Tant’è che la Corte Costituzionale, nell’ammettere i referendum, ha chiarito che la normativa che sarebbe rimasta vigente, in caso di vittoria dei sì, sarebbe stata quella europea (che prevede 3 possibilità di affidamento: pubblico, privato, misto). Mica si può abrogare la normativa euroopea con un referendum nazionale!!!
    Ma il dispositivo congiunto dei due quesiti sull’acqua non lascia margini d’interpretazione sulla volontà della maggioranza assoluta degli italiani: cancellato l’obbligo a privatizzare (art. 23bis) ed eliminata la “remunerazione del capitale investito”. Non resta che il pubblico!
    Altro tema: la normativa vigente impone che gli investimenti sulle reti idriche debbano essere interamente ripagate dalle bollette, qualunque sia la forma gestionale. Cioè, non è vero che il privato porta i soldi per investire. Si può discutere di come si ottengono i prestiti per iniziare gli investimenti: qua si valutano le capacità di un buon amministratore pubblico a trovare qualcosa di meno oneroso del costosissimo project-financing già prospettato tempo fa da Guffanti in caso di scelta della gestione privatistica…
    Ma queste sono spiegazioni inutili, vero? Infatti, non credo sia assolutamente possibile il perdurare di cotanta ignoranza sul tema del servizio idrico tra taluni nostri amministratori pubblici. Quindi non rimane che pensare alla malafede dettata da interessi di potere o economici…

  • C’è stato un referendum. Ci sono stati innumerevoli rinvii da parte dei sindaci. C’è stata una dichiarazione di incostituzionalità di diversi punti della legge regionale lombarda sul servizio idrico. C’è stata una richiesta di revoca del piano d’ambito da parte di 102 sindaci. C’è stato il respingimento del piano d’ambito di 60 sindaci, che hanno sfiduciato il cda dell’ATO. Ci sono state innumerevoli manifestazioni e presidi. C’è stata una democrazia.