Un commento

Alloni e Rossoni sempre presenti in Consiglio regionale Ma quanto ci costa la politica lombarda

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Sempre presenti. Ventiquattro sedute, ventiquattro presenze. I due cremonesi al Pirellone non sono mai mancati, quest’anno, alle sedute del Consiglio Regionale. Il consigliere regionale Agostino Alloni (Pd) e l’assessore regionale Gianni Rossoni (Pdl) – entrambi cremaschi, a voler essere precisi – sono in cima alla lista delle presenze per le sedute del 2011 della IX Legislatura lombarda. Il dato emerge dall’inchiesta pubblicata oggi da Repubblica sui costi del Consiglio Regionale. Il dato, va precisato, è aggiornato al 6 dicembre, quando le sedute erano 24, ma a fine 2011 le sedute saranno 26.
E se il dato sulla presenza dei consiglieri cremonesi può fare piacere, meno entusiasmante è quello sul costo della macchina lombarda.
E’ sufficiente pensare che ogni seduta degli ottanta consiglieri regionali costa ai cittadini lombardi più di trecentomila euro (309,223 per la precisione). Il dato è riferito al complesso delle sedute, dunque consiglio ma anche riunioni delle otto commissioni. La spesa complessiva annuale, così come certificato dal bilancio da poco approvato dallo stesso Consiglio, ammonta a 71 milioni e mezzo di euro.
Non meno notevoli sono le cifre riguardanti lo stipendio dei consiglieri regionali. Ognuno degli ottanta consiglieri, ricorda Repubblica, ha un trattamento economico suddiviso in quattro voci. C’è anzitutto una indennità di funzione di 3.341,89 euro netti al mese a cui si aggiunge una diaria di 2.277 netti. A questi si aggiungono un “rimborso spese” per i trasporti che va da un minimo di 295,06 euro  sempre mensili  a un massimo di 2.360,45 e un rimborso spese forfettario per le «missioni nel territorio regionale»: e sono altri 3.525,12 euro.
Complessivamente, lo stipendio dei consiglieri oscilla tra gli 8mila e gli 11mila euro.
I consiglieri assenti ad una seduta del consiglio si vedono trattenere l’importo di 126,50 euro, ma, osserva il quotidiano, “c’è anche chi firma e se ne va”. Tra i più presenti, ad ogni modo, oltre ad Alloni e Rossoni, spiccano l’assessore regionale ciellino Giulio Boscagli e i capigruppo di Pdl, Lega e Pd: Paolo Valentini, Stefano Galli e Luca Gaffuri. Presente a 21 sedute su 24 il  lodigiano Andrea Gibelli, esponente leghista, vicepresidente della Regione e assessore all’Industria, piuttosto noto a Cremona.
Tra gli assenteisti, spiccano invece l’assessore regionale Stefano Maullu (17 presenze, un’assenza ingiustificata, 6 congedi) e gli ex assessori Massimo Ponzoni, indagato per bancarotta fraudolenta per un buco di 600mila euro nella bancarotta dell’immobiliare Il Pellicano, e Giorgio Pozzi, ex socio di Ponzoni nella stessa società. Spesso assente è anche Nicole Minetti, eletta nel listino bloccato e coinvolta nel caso Ruby (18 presenze, un’assenza ingiustificata e 5 congedi).
A fondo classifica Roberto Formigoni: 16 presenze, un’assenza ingiustificata e 7 congedi.
A partire dalla prossima Legislatura, verranno aboliti i vitalizi e il trattamento di fine mandato per gli ex consiglieri regionali. Da gennaio scatterà invece una riduzione del 10 per cento dell’indennità e verrà introdotto l’utilizzo dei parametri Istat (come per tutti i lavoratori) per aggiornare le retribuzioni, finora agganciate a quelle dei parlamentari. “È stata abolita – annota infine Repubblica – anche la somma che veniva erogata come indennità di missione: che era fissata come «pari a undici viaggi aerei MilanoRoma»”.

 

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Commenti
  • Luca Burgazzi

    articolo che cavalca ancora una volta l’antipolitica più becera! la domanda sorge spontanea: se non vogliamo spendere perché non abolire la democrazia? sicuramente costa meno!
    se anche coloro che dovrebbero fare informazione cadono in questo giochino, allora davvero c’è da preoccuparsi