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Ex Inam, smantellare la struttura non significa disimpegno rispetto alle responsabilità

Lettera scritta da SEL e Federazione Sinistra

Nei giorni scorsi abbiamo appreso dalla stampa che, dopo poco più di due mesi dalla sua approvazione ufficiale, il progetto di smantellamento del Poliambulatorio predisposto dalla direzione dell’Azienda Ospedaliera in pratica non esiste più. Infatti, nel famoso appartamento di via Dante di poco più di 200 mq che avrebbe dovuto ospitare 2 cardiologi, 5 oculisti ed il centro prelievi con annessi e connessi, pare che vi sia posto solo per un cardiologo e per due oculisti.
Per quanto riguarda gli spostamenti previsti in ospedale:
– Il piano triennale delle opere prevede solo quello degli ambulatori di Odontoiatria; per Terapia Inalatoria, per la quale dovrebbe essere approntato un locale idoneo, non è previsto nulla;
– Medicina dello Sport era destinata nei locali dove attualmente si trova la plasmaferesi, ma quella ubicazione pare sia ormai definitivamente tramontata; sembra che il servizio sia destinato a rimanere dov’è adesso in attesa che si “liberi” un sito idoneo in ospedale (quando non è dato sapere);
– degli spostamenti a “costo zero” previsti, è stato dato seguito solo a quelli della Fisioterapia e dell’ambulatorio di Fisiatria; per Otorinolaringoiatria, Neurologia e Dermatologia pare che ci siano difficoltà di ordine logistico ed organizzativo.
Inoltre non è ancora chiaro se il centro prelievi troverà davvero posto nell’appartamento di via Dante o se l’esiguità di quegli spazi, nonché la difficoltà di accesso, indurrà l’Azienda a rimangiarsi anche quella che doveva essere la promessa più gradita dalla cittadinanza, e cioè il mantenimento di un punto prelievi nel centro cittadino. Infine non si parla più nemmeno di trasformazione del Poliambulatorio in polo universitario.
Insomma, alle prime difficoltà, peraltro già da noi paventate nella nostra proposta alternativa che ci è stata sollecitata ma alla quale nessuno si è degnato di dare risposta, il progetto presentato dall’Azienda si sta sciogliendo come neve al sole. Siamo decisamente stupiti nei confronti della superficialità con cui la dirigenza ospedaliera ha approntato un progetto di queste dimensioni, tra l’altro sotto gli occhi dell’opinione pubblica che con quasi 4.000 firme chiedeva di non chiudere la struttura, senza preventivamente appurare se le proposte erano fattibili o meno; le difficoltà di applicazione che incontra il progetto sono infatti lì a dimostrare che ciò non è stato evidentemente fatto.
In pratica l’Azienda sta smantellando un presidio sanitario pubblico senza poter dar corso alla volontà, più volte da essa stessa ribadita, di mantenimento dei servizi. Servizi che, ormai è chiaro, non potranno più essere garantiti.
Per questo motivo ci  rivolgiamo a quanti (l’assessore Bresciani, l’assessore Rossoni, il Sindaco Perri, l’assessore Amore, il Presidente Salini, nonché il Direttore Generale dell’ASL Compagnoni solo per citarne alcuni) hanno legittimamente creduto al progetto presentato dall’Azienda.
Non ritengono forse che, alla luce delle recenti notizie, quel giudizio vada rivisto? Non ritengono forse che il progetto presentato dall’Azienda sia davvero un libro dei sogni e che invece la realtà sarà proprio quella condizione che si voleva evitare a tutti i costi e cioè la riduzione dei servizi alla cittadinanza? Non ritengono forse che sia giunto il momento di fare quella verifica in corso d’opera che tutti loro (in particolare l’assessore Rossoni) si erano impegnati di fare?
Ma dicevamo che non c’è pace per l’Ex Inam. Recentissime notizie ci dicono anche che lo stato di abbandono a cui l’ha oggettivamente costretto la dirigenza ospedaliera, sia nel corso degli anni che in questo periodo di smantellamento, starebbe iniziando a causare problemi di sicurezza per il personale e per gli utenti.
Ricordiamo al Direttore Generale che lo smantellamento della struttura che ha in animo non significa disimpegno rispetto alle sue responsabilità in materia. Responsabilità richiamate da precise disposizioni di legge.
Per quanto ci riguarda, confermando che non consideriamo conclusa la nostra battaglia per evitare la chiusura di un importante presidio sanitario pubblico della città, battaglia che proseguiremo comunque e su più fronti, stiamo valutando anche l’opportunità di informare le autorità competenti, chiedendo anche il supporto delle associazioni di categoria e delle organizzazioni sindacali, circa le condizioni di sicurezza del Poliambulatorio per accertare eventuali responsabilità della dirigenza passata e attuale in merito.

Il Portavoce della Federazione della Sinistra Cremona
Piergiorgio Bergonzi

Il coordinatore di Sinistra Ecologia e Libertà
Lapo Pasquetti

 

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