Commenta

Il gioco dell'oca in salsa cremonese sulle due ruote

Lettera scritta da Luci Cremona

Tra le caratteristiche della vita amministrativa di Cremona c’è lo schizofrenico rispetto delle regole, ed è forse per questo che il Codice della Strada viene consultato e interpretato senza un senso logico. Prendiamo come esempio la pista ciclabile in via dei Tribunali e in p.za Santa Lucia, fino a poco tempo fa percorsa dai ciclisti in senso contrario a quello delle auto, con tanto di segnaletica che ne autorizzava il passaggio: dopo i recenti lavori stradali in corso V. Emanuele II la pista ciclabile, temporaneamente cancellata, è stata ripristinata, abolendo però il senso contrario alle auto. La giustificazione, analogamente per quanto successo in corso Matteotti, è relativa alla “sicurezza”, in quanto nel Regolamento attuativo del Codice della Strada il “senso contrario” in pista ciclabile non protetta non è previsto, con la conseguenza che entrambi questi tratti di pista ciclabile risultano ora inutili. Chi arrivava da via Po passando da via del Vasto, entrando in P.za S. Lucia e poi in via dei Tribunali, evitava le insidie del traffico di P.za Cadorna e di una parte del Corso V. Emanuele II, mentre ora è costretto, al termine di via del Vasto, a una direzione obbligatoria per via Bissolati, perché se per sbaglio prende la via Ricca è costretto a ritornare in piazza Cadorna (segnale di direzione obbligatoria), ricordando con questo le penalità del gioco dell’oca. Il passaggio in via dei Tribunali invece serve solo ai ciclisti che arrivano da via Manna per andare verso il centro: in teoria, essendo via dei Tribunali una ZTL, il passaggio delle auto dovrebbe essere estremamente limitato, rendendo inutile quindi la pista ciclabile. Chi arrivava invece da via Ponchielli per andare verso via Po dovrà ora transitare sul Corso, che diventa a questo punto l’arteria principale percorribile dai ciclisti, costretti a subire il traffico automobilistico e la nuova scomoda pavimentazione a blocchi di porfido.

Insegne

L’interpretazione sghemba del Codice della Strada consente però ad altre piste ciclabili con senso contrario alle auto, ad esempio in corso Garibaldi e corso Vacchelli (illegali secondo gli ultimi chiarimenti dei “tecnici” ) di poter esistere. Tutta questa attenzione alla “legalità” delle piste di via dei Tribunali e P.za S. Lucia diventa ridicola (e avvilente) quando invece analoga attenzione non viene mai posta per le auto che parcheggiano sul ciotolato della chiesa di Santa Lucia, davanti (con tanto di divieto 24 ore su 24 e rimozione forzata) e sul retro (il divieto di sosta è stato tolto per i lavori e mai più ripristinato) senza dimenticare le auto perennemente parcheggiate in divieto di sosta in ampi tratti del Corso, compreso l’ormai famoso tratto davanti alla sede della Provincia. Questo atteggiamento di chiusura-di-un-occhio-e-a-volte-anche-l’altro verso conduttori di auto indisciplinati ha portato a una moltiplicazione di “furbi” che si sentono autorizzati a tutto, il cui atteggiamento arrogante e prepotente non si è più in grado di controllare: meglio allora prendersela con i ciclisti, come recentemente (e incomprensibilmente) richiesto dal Prefetto o complicando loro la vita con le piste ciclabili in stile gioco dell’oca, testimoniando con ciò la disastrosa politica di Cremona per la mobilità sostenibile.

Via Perugino

Invitiamo i ciclisti a rispettare le regole del Codice della Strada, compresi i tratti da non percorrere in senso vietato, ma chiediamo a loro e a tutti i cittadini di battersi per una politica che incentivi e faciliti l’uso della bicicletta, e a segnalare alla Polizia Locale (0372-407427) i numerosi abusi che autisti con scarso senso civico affliggono a pedoni e ciclisti. Per quanto riguarda i nostri tecno-politici, confusi e non più in grado di garantire la corretta applicazione delle regole, non ci resta che ridere. Ecco alcuni esempi della serietà con la quale viene applicato il Codice della Strada:

– pista ciclabile “a scomparsa”: non sapendo dove farla proseguire la si è troncata di netto, i ciclisti si trovano improvvisamente senza sapere dove andare.
– preinsegne pubblicitarie “amici miei”: irregolari nella forma, nella dimensione, nei colori e nella posizione, vengono comunque autorizzate.
– area pedonale “a loro insaputa”: in Delibera la via Perugino risulta area pedonale, senza che i cittadini lo sappiano. Abbiamo chiesto di toglierla dalla Delibera (è evidentemente un falso) o di adeguare la segnaletica e renderla davvero pedonale.

 

Luci Cremona

 

© Riproduzione riservata
Commenti