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Raid contro sede del Pd a Crema Fiamme e scritte, indaga la polizia

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Una scritta sul muro e fiamme alla porta d’entrata. Un raid notturno ha preso di mira la sede del Partito democratico di Crema, in via Bacchetta. ‘No Tav’ e il simbolo dell’anarchia: questo è comparso sulla parete esterna, imbrattata a pochi centimetri dall’ingresso. Parte della vetrata risulta scheggiata, come se qualcuno avesse cercato di sfondarla. La porta, invece, è stata bruciata, con l’utilizzo di liquido infiammabile.

E’ stata l’addetta alle pulizie ad accorgersi dell’accaduto, attorno alle 7,30. Subito sono stati avvertiti i dirigenti democratici. Ed è quindi stata allertata la polizia: indaga la Digos.

La portata del danno è di alcune migliaia di euro.

“E’ davvero spiacevole quanto accaduto – commenta il coordinatore del Pd cremasco Matteo Piloni – soprattutto perché stiamo terminando i lavori di ristrutturazione. Nessun danno impegnativo, ma di certo è da sottolineare la gravità dell’atto in sé che, per quanto ci riguarda, non ha precedenti. Comunque abbiamo già sporto denuncia presso la questura che ora farà il suo corso”.

AGGIORNAMENTO – Al vaglio degli investigatori le registrazioni delle telecamere. Ingresso della sede a fuoco a notte inoltrata. Quando l’addetta delle pulizie è arrivata in via Bacchetta l’incendio doloso – che avrebbe potuto avere conseguenze ben peggiori e che è stato appiccato verso le due da una persona che aveva poco prima imbrattato il muro – si era fortunatamente già spento. Del caso si sta occupando il personale della Uigos del commissariato di Crema, che ha già raccolto i primi indizi.

 

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Commenti
  • INTOLLERANTI CON GLI INTOLLERANTI

    La lezione del titolo non è mia, è del centro sociale Kavarna, di Cremona: impediremo a chi la pensa diverso da noi di manifestare, questo è il succo, mascherato come sopra. Il bello, lettori di altre città, che ‘sto proclama l’han pubblicato su un giornale e le “autorità” non hanno aperto bocca. Il Comune, semplicemente, per non far danni al centro, manda gli “estremi” a far politica in periferia.
    Per cui nessuno si stupisca di Bologna, dove i kavarnicoli del luogo han cercato di impedire, stavolta, niente di meno del Presidente della Repubblica:
    “per noi Napolitano non è la faccia pulita che tutti descrivono. Altro che re Giorgio! Lui è il primo responsabile di un futuro segnato dalla precarietà.”
    Non chiedo alle autorità di essere intolleranti, solo di far rispettare la legge anche a questi nuovi “Costituenti”.

    Cremona 31 01 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info