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Inquinamento sotto l'ex Gasometro, dove le Acli stanno realizzando la nuova sede: contenzioso con il Comune sui costi di bonifica

Gasometro

Il cartello dei lavori per la sede Acli

Un'altra immagine del cantiere all'ex Gasometro

Il cantiere all’ex Gasometro (foto Francesco Sessa)

 

Vecchie cisterne e vasche interrate per lo stoccaggio dei residui della lavorazione del carbone. Questa la scoperta fatta tra ottobre e novembre nel corso dei lavori per la realizzazione della nuova sede provinciale delle Acli con annessa sede dell’Enaip (la scuola professionale delle Acli).
Il cantiere, aperto da diversi mesi, si trova vicino allo stadio Zini, in via Cardinal Massaia, precisamente dove sorgeva l’ex gasometro e l’area interessata dai lavori copre un’estensione di circa 5mila metri quadrati. L’area, in origine di proprietà del Comune, è stata venduta da quest’ultimo alla Cooperativa Pastore di Cremona, dalla quale l’hanno poi acquistata le Acli.
Nei mesi scorsi la scoperta della ‘camera’ di stoccaggio sotto terra (sostanzialmente una vasca di tre metri per due), con i residui di lavorazione dell’ex gasometro. A seguito del rinvenimento è stata chiamata l’Arpa di Cremona, che ha inserito l’area nell’elenco delle zone soggette a bonifica sul territorio cremonese. I lavori per la sede delle Acli sono quindi stati interrotti ed è stata avviata la bonifica, per la quale è stata contattata una ditta specializzata incaricata di portare il materiale a Caorso, in una discarica attrezzata per rifiuti speciali. La bonifica è stata avviata nelle scorse settimane e i lavori per la sede delle Acli sono ripartiti.
Resta però il contenzioso tra le Acli e l’amministrazione comunale. Sì, perché la normativa, stando all’interpretazione dei legali dell’associazione, prevede che responsabile della bonifica (e dei relativi costi) sia l’ente o il soggetto che ha inquinato l’area. Il Comune non è d’accordo e, tramite l’assessore all’Ambiente Francesco bordi e il direttore generale Massimo Placchi, ha però ribattuto che i costi per la bonifica sono a carico dell’ultimo proprietario.
Al momento, a quanto si apprende, non sono in corso azioni legali, ma il nodo è tutt’altro che sciolto e non è escluso che al contenzioso possa seguire una causa vera e propria.
Il complesso nel quale troveranno spazio la nuova sede provinciale delle Acli e la sede dell’Enaip dovrebbe essere pronto alla volta di giugno. L’Enaip dovrebbe essere operativa in settembre, mentre nelle settimane successive dovrebbe aprire a tutti gli effetti anche la sede Acli.

 

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