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Nottata da -14: gelano le canne dell'acqua In tilt alcuni riscaldamenti Allarme per l'approvvigionamento delle verdure

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FOTO FRANCESCO SESSA – La fontana di Porta Po ghiacciata

Meno 14. Nottata da brividi a Cremona città e provincia. Il termometro è stato abbondantemente sotto lo zero con punte da altri tempi. Canne dell’acqua ghiacciate, riscaldamenti in blocco, condutture che sono saltate in mattinata quando il freddo ha cominciato a scendere. Diverse le richieste di intervento inoltrate ai Vigili del Fuoco per via del freddo. Da segnalare qualche guaio alle scuole superiori di via Palestro (con intervento dei pompieri per una perdita di un idrante). Problemi anche per alcuni automezzi con il gasolio che questa notte è ghiacciato.

Le forniture di verdure e degli altri prodotti deperibili hanno subito un taglio di almeno il 30 per cento nelle regioni interessate dal maltempo con le consegne che procedono a macchia di leopardo sul territorio nazionale dove in alcuni paesi isolati i negozi sono addirittura chiusi o gli scaffali completamente vuoti mentre la situazione migliora nelle città come Roma. E’ quanto emerge da un monitoraggio alla riapertura settimanale di negozi e mercati effettuato dalla Coldiretti.

Lavorano a rilento lungo tutta la penisola i mercati generali all’ingrosso di frutta e verdura, da Roma a Milano, dove – continua la Coldiretti – si trovano i prodotti locali ma mancano quelli che devono subire lunghi trasporti mentre le basse temperature ed il gelo danneggiano il prodotto scaricato e frenano gli acquirenti. Anche per questo i prezzi alla produzione e all’ingrosso – continua la Coldiretti – sono al momento stabili ma si temono speculazioni al dettaglio come purtroppo è già avvenuto in situazioni simili.

Il danno per la filiera agroalimentare ammonta già – stima la Coldiretti – a cento milioni di euro non solo per le difficoltà nei trasporti che hanno già impedito la consegna di oltre centomila tonnellate di frutta, verdura, uova, latte fresco ed altri prodotti deperibili ma anche perché le piante  cedono sotto il peso della neve mentre si registra una impennata nei costi di riscaldamento delle serre, il gelo sta bruciando le verdure invernali in campo cavoli, verze, cicorie, carciofi, radicchio e broccoli e se continuerà a morire saranno anche viti e ulivi come nel 1985, con danni incalcolabili destinati a durare nel tempo. Almeno due  milioni di mucche e maiali nelle stalle isolate rischiano di rimanere senza acqua e cibo per le difficoltà di garantire l’approvvigionamento dei mangimi sulle strade e per i danni provocati dal gelo alle condutture che portano l’acqua agli abbeveratoi ma in alcuni casi a cedere – conclude la Coldiretti – sono le stesse stalle,  le serre o le strutture agricole sotto il peso della neve.

 

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