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Fulvio Rampi e i Cantori Gregoriani a S. Abbondio

Cantori

“Viva il canto gregoriano!”: così Fulvio Rampi concludeva il suo accorato e commosso intervento domenica 12 febbraio dall’ambone della chiesa di S. Abbondio in Cremona in occasione della serata di presentazione di un compact disc celebrativo della venticinquennale attività dei suoi Cantori Gregoriani. Un sodalizio di studiosi, non semplici cantori, che ormai da un quarto di secolo lotta – non è esagerato dirlo – affinché quello che è ufficialmente considerato il “canto proprio della liturgia romana” sia liberato dall’esilio che ormai da decenni sta patendo. Un esilio che lo ha allontanato dal culto divino della Chiesa cattolica, come incapace di esprimere la religiosità dell’uomo moderno, a favore di repertori in lingua volgare, non sempre di buona qualità testuale ancor prima che musicale, per lasciarlo sul tavolo di eminenti studiosi e sul leggio di cantori da concerto. Sì, perché i Cantori Gregoriani di Fulvio Rampi (Angelo Corno, Enrico De Capitani, Giorgio Merli, Alessandro Riganti, Francesco Spadari, Roberto Spremulli) hanno diffuso il verbo del venerabile sacro canto precipuamente attraverso la forma dell’esibizione veramente in mezzo mondo, in chiese come in sale da concerto, piuttosto che nella liturgia, non essendo particolarmente legati nel servizio liturgico ad alcun ente ecclesiastico. Ciò ha reso loro possibile di rimarcare con doppia forza, se così possiamo dire, l’importanza che ha (anzi, veramente, che potrebbe avere) il Canto gregoriano nella vita della Chiesa. Respirando dunque incessantemente quest’aria buona, ha detto Rampi, i Cantori hanno continuato a predicare dal tetto, mentre dall’interno della casa latino e gregoriano sono ancora fumo negli occhi! Ultimo ‘sermone’ uscito: un significativo cd che contiene brani tolti dai preziosi antifonari quattrocenteschi della Cattedrale di Cremona, per l’occasione eruditamente spiegati, nella loro nascita come sussidi per l’Ufficiatura dei santi patroni di Cremona Imerio e Omobono, dal parroco stesso di S. Abbondio don Andrea Foglia in qualità di direttore dell’Archivio Storico Diocesano di Cremona. Prima che i Cantori Gregoriani stessi finalmente uscissero ad interpretare alcune di queste affascinanti raffinate preghiere cantate, hanno pubblicamente esposto il proprio plauso il vaticanista e collaboratore di TV2000 Sandro Magister (per presentare il successo della trasmissione “La domenica di Benedetto XVI” registrata ogni sabato per tivù della CEI da Fulvio Rampi con i suoi Cantori Gregoriani e il suo Coro Sicardo di Cremona) e Giovanni Conti di Lugano, già membro del coro di Rampi e oggi vice-presidente dell’Associazione Internazionale Studi di Canto Gregoriano (AISCGre) che ha sede a Cremona e che ha in questi anni svolto parallelamente all’attività dei Cantori Gregoriani il non indifferente apporto di studi storico-semiologici sul canto gregoriano che, anzi, è necessario per andare sempre più vicini alla fonte del canto ufficiale della Chiesa, nato intorno al IX secolo, per poterlo interpretare in maniera sempre più appropriata e vicina agli intendimenti di quei creatori, innamorati della Parola di Dio cantata, dei quali non conosceremo mai il nome.

Paolo Bottini

 

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