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Villa Medici del Vascello, cantiere fermo da sei mesi Torchio: «La Provincia cosa fa?»

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Giuseppe Torchio

Il restauro di Villa Medici del Vascello a San Giovanni in Croce (guarda il video), dimora nobiliare resa celebre per essere stata l’abitazione della Dama con l’ermellino ritratta da Leonardo da Vinci, approda in Consiglio provinciale. L’interrogazione a risposta orale è firmata da Giuseppe Torchio e vuole indagare sui ritardi dell’intervento di restauro e sulle prossime mosse previste dalla Giunta provinciale.
La villa è stata acquistata, grazie ai fondi della Fondazione Cariplo, dall’amministrazione comunale guidata prima dall’ex sindaco Vittorio Ceresini e ora dall’attuale Pier Guido Asinari. Successivamente, con 3 milioni di euro derivanti dall’8×1000, il Comune ha predisposto la risistemazione del complesso. “Il governo Prodi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta – ricorda Torchio nell’interrogazione –  ha deliberato un contributo in conto capitale derivante dalla destinazione dell’ otto per mille statale di circa 3 milioni di euro per il recupero della Villa Medici del Vascello, acquisita dal comune di San Giovanni in Croce, anche per porre fine ad una sequenza di atti predatori non solo degli arredi e di parti architettoniche ed artistiche significative ed ora in condizioni di visibile degrado”.
“Da circa sei mesi
– prosegue Torchio – il cantiere è fermo, a quanto pare per divergenze di vedute da parte del nuovo Soprintendente alle Belle Arti di Brescia rispetto alle previsioni tecniche del suo predecessore e la cosa potrebbe compromettere la stessa disponibilità del finanziamento anche a seguito delle disposizioni dei governi precedente ed attuale di raschiare il barile recuperando ogni possibile risorsa. Inoltre, Provincia e enti del territorio, d’intesa con la Regione Lombardia e l’Autocisa hanno definito un accordo di programma che prevede una compensazione ambientale di ulteriori 2 milioni di euro. Tale finanziamento é intimamente connesso alla realizzazione della Tibre ed al completamento dei lavori previsti a livello governativo. L’amministrazione comunale, poi, ha previsto il restauro dei “tempietti”, vere e proprie pertinenze dell’imponente complesso artistico e monumentale: è stata per questo inoltrata domanda di finanziamento al Gal Oglio Po per il progetto Akropolis”.
Il consigliere provinciale Torchio chiede alla Giunta se si sia o intenda attivarsi per conoscere lo stato dell’arte della pratica a livello della Soprintendenza di Brescia e se diano attendibili i “rumors” relativi ad una possibile revoca del finanziamento a livello governativo. Inoltre, domanda “quali siano i tempi e le modalità dell’intervento di compensazione ambientale previsto presso la storica villa ad opera di Autocisa, come da impegni a suo tempo sottoscritti e se, nelle more delle precedenti iniziative, non si possa prevedere una programmazione progettuale atta a candidare il completamento dell’opera sui prossimi bandi europei di PSR, FEASR e fondi FAS”.

 

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