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"Perri faccia tutto quanto è in suo potere per far dimettere Pasquali da Lgh": ecco il testo dell'ordine del giorno di Quinzani

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Ferdinando Quinzani

Il Consiglio Comunale “invita il presidente di LGH a rassegnare con effetto immediato le annunciate dimissioni ed impegna il Sindaco a compiere tutto ciò che è in suo potere sotto il profilo politico ed amministrativo al fine di raggiungere lo scopo ed avviare la procedura per una nuova nomina”.
Ecco, nero su bianco, la richiesta del consigliere Ferdinando Quinzani. Come anticipato un paio di giorni fa, Quinzani riapre il caso Pasquali con un ordine del giorno in vista della prossima seduta del consiglio. “Sono trascorsi oltre nove mesi – scrive il consigliere di Cremona per la Libertà nelle premesse – da quando, a seguito di una interrogazione, è stata resa nota la vicenda riguardante il presidente di LGH e la superconsulenza auto-affidatasi”. “Il sindaco nel corso del consiglio comunale del 22 maggio scorso – aggiunge – ha messo pubblicamente in discussione la modalità di affidamento della consulenza e l’operato del presidente di LGH nella specifica circostanza; in data 23 maggio il presidente di LGH per iscritto rimetteva nelle mani del sindaco il proprio mandato”.
La cronologia dei fatti, riportata da Quinzani, prosegue con la data del 12 settembre, quando “al termine di un incontro con i presidenti di AEM ed LGH, il sindaco preannunciava che le dimissioni sarebbero giunte entro il mese di dicembre. La stampa locale titolava a nove colonne: “Pasquali si dimetterà a dicembre”.”.
Nella stessa circostanza, ricorda Quinzani, “il presidente di LGH comunicava testualmente a mezzo stampa che la sua “scelta di lasciare l’incarico è dettata dalla precisa volontà di mettere al riparo l’azienda da polemiche e strumentalizzazioni… che l’attuale situazione politica è troppo perturbata perché io possa difendere le mie ragioni senza rischiare di trascinare anche LGH nella bagarre… e che pertanto ho reputato opportuno lasciare l’incarico””.
“A distanza di mesi – argomenta Quinzani – queste dimissioni vengono ciclicamente annunciate dal diretto interessato ma mai confermate nei fatti, rischiando in questo modo di alimentare ulteriore discredito sulle aziende coinvolte ed i relativi cda, sul Comune di Cremona cui spetta la nomina, su chi ha responsabilità decisionali e nutre la legittima aspettativa che alle parole seguano i fatti. La vicenda è tutt’altro che sopita anche nell’opinione pubblica, che quasi quotidianamente si interroga, anche mediante la stampa locale, accusando la politica di voler insabbiare la vicenda con la vecchia strategia del continuo rinvio”.
Di qui la richiesta di Quinzani: “il Consiglio Comunale di Cremona invita il presidente di LGH a rassegnare con effetto immediato le annunciate dimissioni ed impegna il Sindaco a compiere tutto ciò che è in suo potere sotto il profilo politico ed amministrativo al fine di raggiungere lo scopo ed avviare la procedura per una nuova nomina”.

 

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Commenti
  • danilo

    oltre a cio’ il Sindaco ha il dovere di spiegare le motivazioni alle origini del ritardo di ormai quasi due mesi rispetto a quanto annunciato.

  • RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE !!

    Non so voi, cari lettori, ma io, al posto di Pasquali Andrea, presidente di Lgh, fossi anche convinto d’esser un angioletto, senza un cane che abbia il coraggio di difendermi in pubblico, attaccato in continuazione da chi mi rinfaccia indennità di comodo e promesse da marinaio, non mi farei tirare la giacca ogni momento: grazie della fiducia che mi avete dato fino a ieri, da oggi addio!

    Cremona 19 02 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

    • NON SI TRATTANO COSì GLI AMICI !!!?

  • MEZZI FORTI

    Non sono un indovino, era chiaro da un pezzo che Pasquali Andrea, che cura la propria azienda personale come il ”buon padre di famiglia”, avrebbe comunque sempre trovato il tempo di lavorare anche per il bene, lui insostituibile, di Lgh. Adesso scopriamo che lo vogliono i soci, e lui si trova costretto ad ubbidire, pena la perdita della stima e dell’amicizia. E nell’attesa che in una maniera o nell’altra, corretta, sia chiaro, i soci riconoscano il suo impegno. Che non gli dà tregua: bilanci, piani industriali, scadenze naturali, regimi concorrenziali, insomma, mai si presenta l’attimo buono per tirare il fiato, dare uno sguardo, rassegnare finalmente le dimissioni.
    Per aiutarlo, forse il sistema c’è, e manco a dirlo l’ha fatto capire Ferdinando Tritatutto Quinzani: passare gli atti della sua “indennità” alla Procura, che magari, tra l’istruzione di un processo e l’altro, tipo quello al ragazzo che impallinava il piccione, trova il tempo di controllare s’era lecito che il presidente di un’azienda pubblica si facesse assegnare da una controllata, quatto quatto, una corposa indennità per una consulenza tanto indispensabile che, costretto, uno come lui! ad abbandonarla per la pubblica riprovazione, era tanto, non dico indispensabile, ma il più modesto “utile”, che a distanza di un anno nessun altro la riprendeva!!

    Cremona 20 02 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info