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Così il centro di Cremona muore Le videointerviste ai commercianti: "Viabilità, parcheggi, richiamo"

http://www.youtube.com/watch?v=AC_Y8fh7G5c

Il centro di Cremona è in crisi. Poca gente ci arriva, molti negozi chiudono, altri sono in sofferenza. Le liberalizzazioni di Monti sono un piatto prelibato solo per la grande distribuzione. A questo aggiungiamo il caos della viabilità, i parcheggi cari e mal segnalati, la mancanza di richiamo. C’è poi la concorrenza dei centri commerciali che offrono vetrine, grande distribuzione, caldo d’inverno e fresco d’estate. Tra la fine del 2011 e l’inizio di quest’anno, Cremona ha segnato un’ecatombe di negozi storici. Colpa della crisi, non c’è dubbio, ma anche di affitti stellari (in alcuni casi superiori a quelli della metropoli) e di un centro storico distrutto dalla politica amministrativa (e quindi urbanistica) di questi anni. Hanno abbassato le serrande decine di esercenti storici. Ma sbaglia chi pensa che l’addio di negozi storici sia solo effetto della crisi (con una contrazione intorno al 10% dei consumi). C’è molto di più. Pensate che CoinCasa pagava di affitto oltre 9 mila euro al mese. Come è possibile sostenere simili costi? Ed ancora sapete qual è l’affitto del vicino negozio di intimo? Dodicimila euro al mese. Quante mutande, calze, reggiseni si devono vendere per pagare simili affitti, consumi e commesse? Ed ancora un negozio di corso Garibaldi – ci dice un esercente – ha chiuso perché l’affitto di 3800 euro al mese era diventato insostenibile. Guardate com’è ridotto proprio corso Garibaldi dove sono salite a 23 le chiusure nel tratto tra sant’Agata e San Luca o com’è il commercio in piazza Marconi dove neppure il parcheggio ha portato gente.

Certo il centro città non è solo commercio ma una vetrina spenta o una serranda abbassata è un pezzo di Cremona che viene meno. Con la telecamera in spalla abbiamo girato per i negozi del centro, intervistando gli operatori commerciali. Sono uscite lamentele ma anche proposte, osservazioni critiche ma anche idee. Il commercio cremonese attende che qualcuno le colga e le porti avanti con decisione. Per non lasciar morire il bimillenario cuore di Cremona.

 

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Commenti
  • germana

    non muore solo il commercio, muore il centro della città come luogo di incontro, di comunicazione, di vita collettiva, di vita “in comune”….. il pregio di una città come Cremona è quello di avere un “centro” con la piazza della chiesa, la piazza del mercato, i giardini, il corso… se li vuotiamo si spegne la città. Si chiama miopia della politica. D’altra parte i politici passano, quindi non si preoccupano del dopo…. per farlo dovrebbero amare un pochino la loro città, ma questo è un discorso da anziani quale io sono

  • ge’.

    Chissa’che alla fine non tutti i mali vengano a nuocere.L’aumentare dei negozi sfitti giochera’ al ribasso degli affitti.E’ora che si diano una regolata!

  • Lorella Galanti

    Sembra sia venuta meno la consapevolezza dell’immenso valore storico artistico che la nostra città conserva,quanti cremonesi si soffermano ad osservare con incanto la bellezza dell’orologio astronomico del Torrazzo?(è solo un esempio banale naturalmente),eppure è lì in una piazza aperta,fruibile da tutti,gli affreschi dei Campi sono in Duomo,aperto a tutti,quanta storia e quanta bellezza sono alla portata gratuita dei cittadini,a chi vogliamo dare la “colpa” per questo disinteresse?

  • alessandro

    il centro inteso come centro di vita e economico non sempre coincide con il centro storico. E’ normale che il centro di vita della città cambi e si sposti nel tempo. Il centro commerciale non è altro che l’evoluzione del commercio ai giorni nostri e la sua capacità di concentrare in un solo luogo più servizi rispondendo quindi a più bisogni della popolazione fa si che strutture come Ipercoop e in minor modo il Cremonadue rimpiazzino sempre maggiormente il centro cittadino nella veste di centro di vita. Il centro storico rimarrà tale solo che i luoghi di vita sociale si spostano altrove.

    Da aggiungere poi che,francamente, non ho notato diversità di qualità fra merce del centro e dell’ipercoop dato che vengono prodotti altrove e non di certo dai negozianti cremonesi. Il prezzo invece si e non riesco a capirne le ragioni. Fare compere in centro non credo che gratifichi al punto da giustificare un aumento di prezzo, ma magari mi sbaglio.

    Certo i parcheggi sono pochi e tutti a pagamento (e neanche molto economici).

    Il centro storico continuerà a vivere solo che cambierà la sua fisionomia da commerciale a sede di servizi come banche,assicurazioni, sedi legali di imprese o studi professionali.

    • Paolo

      Certe considerazione hanno sempre il potere di stupirmi.

      “Il centro storico rimarrà tale solo che i luoghi di vita sociale si spostano altrove.”
      In Francia, vent’anni fa, hanno desertificato i centri storici riempiendo le periferie di centri commerciali. Da oltre dieci anni, lo stato sta intervenendo (economicamente!) per invertire questa tendenza. Sono stati obbligati, i centri storici, senza attività, si degradavano portando criminalità, sporcizia e una conseguente perdita di valore degli immobili.
      I centri commerciali hanno fatto il danno, i cittadini devono riparare (film già visto).

      “Il centro storico continuerà a vivere solo che cambierà la sua fisionomia da commerciale a sede di servizi come banche,assicurazioni, sedi legali di imprese o studi professionali.”
      Le svelo un segreto, gli uffici e gli studi professionali, avendo bisogno di un facile accesso, stanno già andandosene in periferia da anni.
      Le Banche si insediano in prossimità delle attività commerciali, quindi…

      Ha dipinto, con estrema leggerezza, una situazione agghiacciante, di un centro desolato e desolante.

      • Marzio

        Sig.Alessandro, la devo ringraziare, anzi credo che dobbiamo ringraziarla tutti noi commercianti del centro, perchè credo che l’immagine di commercio e di aggregazione commercio/persone che ha dato nel suo post. Faccia intendere che a lei della sua CITTA’, intesa come tale, non interessi proprio niente. I centri commerciali, i parchegi, tanto discussi in questi tempi, ritenuti come la causa principe di tutti i mali del commercio cittadino, sono solo che una piccola parte dell’insieme di problematiche che forse lei nemmeno ha tentato di tenerne conto. Se non si vive il commercio da dentro ma si guarda solo il cartellino in vetrina, non si riesce a capire quali esperienze personali (ognuno ha le sue) vive quotidianamente un commerciante; ci PERSONE E FAMIGLIE che non lo fanno solo per il becero scopo del lucro, ma lo fanno veramente con passione e quando leggo quello che ha scritto, sento che tutto quello che sto (stiamo) facendo e portando avanti con tanta fatica sia tempo sprecato. Vedere il “Centro Storico rivalutato solo con banche,assicurazioni, sedi legali di imprese o studi professionali” sono cose che mi fanno pensare: o pensa di vivere in un’altra città o Lei è di un’altra città! Siamo a Cremona!!! Vogliamo buttare via secoli di attività per questo!!!! Non capite che il Centro è bello proprio perchè deve essere pieno di vita! La città è vita!! e il commercio è parte integrante di essa!

      • checca

        l’importante e’ che non si riempia di sale da gioco d’azzardo ed altri templi analoghi figli di questo tempo.

  • mario

    Sono ormai anni che non acquisto più abitualmente in centro. Prezzi più alti della media, poca scelta, pochi negozi che effettivamente offrono qualcosa di qualità superiore alla media generale. Se devo acquistare prodotti “importanti”, in senso economico, trovo molto più conveniente andare a Brescia, Milano, Parma, o in altre città dove due ore spese in auto e il costo del viaggio vengono abbondantemente coperti dall’effettiva convenienza e garanzia di scelta dell’articolo acquistato. Acquisto spesso anche su internet, elettrodomestici, libri, accessori e abbigliamento, dove la garanzia di risparmio è assicurata. Personalmente trovo che un’ipotetica difficoltà di accesso al centro non sia un impedimento reale. Mi spiego meglio: un negozio che offre prodotti interessanti a prezzi convenienti ci mette poco a diventare una meta “ambita” da parte dei potenziali acquirenti. Mi pare che il successo degli outlet ne sia una dimostrazione: pur essendo spesso in posti “scomodi” la gente ci compra comunque. Trovo questo continuo tenere “sotto scacco” la città (o almeno la sua classe politica) da parte delle associazioni di commercianti con continue lamentele una forma di violenza gratuita. Il centro non è dei negozi, ma dei cittadini. Forse sarebbe il caso invece di cominciare a fare serie considerazioni sull’età media di chi abita in città (Cremona è una delle città più vecchie d’Europa). Le famiglie “giovani”, il grosso dei potenziali clienti, ormai si sono spostate per la maggior parte nei comuni limitrofi, per ovvie ragioni economiche legate ai costi del mattone. Chi glielo fa fare di superare un centro commerciale per andare a spendere di più per un prodotto? A parte poche eccezioni non conosco negozi che sono in grado di offrire qualcosa di “superiore” rispetto alla maggior parte dei supermercati e centri commerciali.

    • Marzio

      a onor del vero a volte, e ribadisco, a volte “non si è profeti in patria” lei trova comodo andare a far compere nelle città citate e io le posso garantire che la maggior parte della clientela che ho proviene proprio da quelle città e dall’interland delle stesse, l’unica lametela che pongono è l’accesso al centro e questo glielo posso garantire. Poi ognuno è libero di andare a far compere dove gli pare però attenzione: Lei ha parlato di outlet, non paragoni questi tipi di esercizi commerciali ai nostri, in quanto loro trattano articoli fine serie di passate stagioni cedute da noi stessi commercianti o dalle catene stesse(altrimenti ci faremmo del male da soli non crede?), noi compriamo stagionalmente articoli dell’anno, se poi a una persona non interessa neanche questo non può giudicare e fare dei commenti così, le cose bisogna conoscerle ed essere chiari fino in fodo. Il giudizio che la città è dei cittadini e non dei commercianti non mi sembra congruo in quanto tutti paghiamo le tasse al Comune e usufruiamo dei servizi che esso deve dare come tornaconto ad esse. Pensa che con solo quello che il cittadino medio versa nelle casse comunale tutti noi potremmo avere i servi che abbiamo? Quello che si cerca di ottenere è solo un miglioramento della situazione attuale, non ci vuole tanto, ne trarrebbe beneficio tutta la collettività.

      • mario

        Caro signor Marzio, posso capire le sue ragioni, ma le garantisco che “non trovo comodo” andare in altre città. Ora le chiedo: conosce Carnevali, a Brescia? Quello è sicuramente uno dei miei negozi di riferimento. Non è certo un outlet. Ho cominciato a frequentarlo dopo che 6 o 7 anni fa ho fatto il giro di tutti i negozi del centro per trovare un giaccone taglia XXL. DUE giorni (DUE!!!!) in giro a cercare un capo così. Sono andato da Carnevali: entrato, provato 6 modelli diversi (tutti che mi calzavano a pennello) e comprati 2. Non so lei, ma io non ho DUE giorni di tempo da dedicare alla ricerca, con il lanternino, di un capo d’abbigliamento (in teoria) diffuso. Per gli acquisti legati alla montagna vado da Gialdini, a Brescia, sulla Triumplina, negozio iperspecializzato in capi tecnici, campeggio e camperistica. Per il mare Decathlon (o Koodza a Orzinuovi) non di certo “L’altro Sport” ora chiuso, che non aveva (viste anche le dimensioni) una gran scelta ma era sicuramente molto caro; per le scarpe centri commerciali (per Timberland) o Feroldi (per scarpe più impegnative), a Bagnolo Mella (dove ci sono le collezioni di stagione). Da Abelli non ci vado quasi più: o faccio le corse a inizio stagione per trovare i numeri (e ho una taglia molto comune) oppure va regolarmente a finire che mi devo accontentare di quel che passa il convento (e non ho il tempo di “andare per vetrine” per curare i nuovi arrivi). Personalmente frequento pochi gli outlet. Qualche negozio in città lo frequento, dove so di trovare il prodotto particolare e non quello da grande distribuzione, ma sono pochi (purtroppo) e in alcuni casi cari (Rispetto ad altri simili ma troppo distanti per giustificare il viaggio). E se devo comprare, ad esempio un elettrodomestico o un orologio ormai lo faccio solo sul WEB, dove sono certo di spuntare prezzi anche del 40% più bassi di quelli di listino. Non voglio entrare infine nel merito dell’atteggiamento di alcuni negozianti, dove a volte sembra che facciano fatica anche a salutarti. Ho abitato diversi anni a Milano: le prime volte che andavo a fare la spesa, abituato agli standard cremonesi, restavo regolarmente stupito dall’approccio gentile e propositivo del personale (dal negozio di abiti al salumiere). Non che non ci siano negozi così anche in città, ma la mia esperienza diretta (anche recente) mi continua a confermare che sono sempre troppo pochi.

        • germana

          mi par di capire che comunque un centro commerciale in più o in meno a Cremona per lei non farebbe differenza, ha già i suoi punti di riferimento….. magari poi nel nuovo centro commerciale potrebbe incontrarci gli stessi commessi poco simpatici che ne frattempo hanno perso lavoro nei negozi del centro…. oppure gli stessi negozianti che hanno avuto un calo di vendite e si sono spostati sperando di recuperare clientela…. si chiama cannibalismo, termine brutto ma efficace 🙁

          • mario

            Cara Germana, non sono un “abitudinario”…. Ho le “tessere” di tutti i centri commerciali della zona. Alcuni, effettivamente convenienti, continuo a frequentarli, in altri non metto quasi più piede. Ma ci vado solo per fare acquisti, non per fare delle “vasche”. Ci fossero realtà commerciali in zona come quelle riportate sopra sarei ben contento di andare a far compere in bicicletta invece di dovermi mettere al volante!
            Sul cannibalismo sono d’accordo, io appartengo ad una categoria (libera professione) dove da un pezzo tira questo tipo di aria (Monti non ha di fatto peggiorato più di tanto la situazione).
            Non credo ci sia una ricetta, nel breve o medio periodo, in grado di invertire questa situazione. Credo che il problema sia legato a politiche (inesistenti da decenni)decise da gente che non sa cosa significa produrre qualcosa o fornire un servizio reale ( e la burocrazia NON è un servizio). La situazione che sta vivendo ora il centro non cambierà, a meno che non vengano incentivati turismo e la voglia di stare in centro (a piedi, o in abitazioni a prezzi non ignobili, non certo in giro a guardare le vetrine dal finestrino dell’automobile). Come già detto, Cremona è una delle città più vecchie d’Europa. Come siamo arrivati a questa situazione? Come si può pensare di trovare nuove energie e spirito di iniziativa in una condizione di “gerontocrazia”? A Bonemerse hanno aperto DUE gioiellerie! A Bonemerse! Ora andiamo a vedere chi ci abita: sono per la maggior parte famiglie che erano (e sottolineo erano) cittadine. Per non parlare di Malagnino, Castelvetro, Castelverde, Costa S. Abramo….

          • Marzio

            Mi dispiace che l’abbia presa sul personale, questa discussione se ha un senso di esistere, lo deve essere in modo costruttivo, come già citato nel mio precedente intervento, se ha letto bene, ognuno è libero di andare a far compere dove vuole, non serviva l’elenco. Sulla simpatia o antipatia del Negoziante/Commessa, anche quello può essere soggettivo, le stesse cose che ha citato Lei le sento io quasi quotidianamente sui negozi delle città dei rispettivi clienti(ogni mondo è paese).

  • germana

    possibile che si debba ridurre il tempo libero sempre a shopping ? e comunque continuare a moltiplicare i punti vendita in un periodo di contrazione di consumi vuol dire solo far guadagnare i costruttori…. i centri commerciali sono pieni di gente che passeggia e non acquista… forse ritengono che passeggiare al chiuso sia più salubre che all’aperto : sarà meglio respirare l’aria viziata del centro commerciale o le polveri sottili ?

  • yoduro

    Bisogna prendere atto della realtà, cioè che i commercianti non possono PRETENDERE di funzionare trainati dal centro storico e dal suo valore culturale o dai parcheggi liberi!!….devono saper VENDERE questo è il loro lavoro…forse un tempo erano abituati troppo bene!….credo che NON investino nemmeno un euro in pubblicità questi commercianti (che si sa è l’anima del commercio…se fatta bene!) e questi sono i risultati….i centri commerciali oltre che comodi FANNO PUBBLICITA’

    • Paolo Mantovani

      Quanto livore per una categoria che occupa così tante persone e che è la principale fonte di introiti per l’amministrazione comunale.
      Si tratta probabilmente di gelosia nei confronti di chi, RISCHIANDO i propri soldi, negli scorsi anni è riuscito a ottenere dei risultati. Senza poter godere di nessun aiuto statale/cassa integrazione, ma mettendo a frutto le proprie capacità.
      I commercianti sanno VENDERE, chi non sa vendere viene eliminato dal mercato stesso. Solo che per VENDERE hanno bisogno di essere raggiunti dalla clientela. Avrà visto anche lei che TUTTI i centri commerciali hanno un enorme parcheggio, che sono, come dice lei, COMODI!
      Che poi non INVESTANO nemmeno un euro in pubblicità è facilmente smentibile, basta guardare questo o altri giornali.
      Credo che questa città abbia bisogno di tutto, fuorchè del qualunquismo.
      Capisco (con tristezza) che qualcuno, probabilmente per invidia repressa, goda nel vedere che, finalmente, questi commercianti sono in sofferenza.
      Quello che non riesco a capire è come non comprenda che il centro (la città) si regge anche grazie al commercio. Le città dove questo è morto, sono morte con lui.

      • yoduro

        ok allora i commercianti sono bravissimi ma sfortunati! poverini…

        • Paolo Mantovani

          Com’era il detto? Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire?

          • Paolo

            Non è invidia repressa è la consapevolezza che prevale una cultura assistenziale anche nella vostra categoria. Affermare che non si vende perché la gente non può accedere al centro storico mi sembra una panzana incredibile che dimostra lo spessore del dibattito riportato da certi rappresentanti della vostra categoria. Sabato ero in centro: tanta gente e negozi vuoti, come mai? Forse perché l’offerta non è adeguata? Forse perché si cerca di andare verso prodotti meno cari? E allora che facciamo, riduciamo la concorrenza dei centri commerciali? Mi sembrerebbe un provvedimento corporativo e poco liberale. Costruite alleanze, fate fronte comune con l’amministrazione, l’Ascom rappresenta solo un pezzo di città (in provincia non ha alcuna voce), in centro ci sono altre rappresentanze, siete frammentati e questo è una vostra responsabilità e dopo criticate la politica….ma per piacere

  • E ci risiamo con le bancarelle di alimentari in fila sul Corso.. Tutto bellissimo, ma insomma, i negozi proprio che ci stanno a fare? Ma a cosa servono tutte le normative igienico-sanitarie e compagnia che ci hanno appioppato se poi basterebbe avere un banchetto in piazza per vivere felici e contenti? Non ci capisco più nulla: è così che si anima una città? Si chiamano mercanti da fuori e si fanno morire quelli che già ci sono?
    Sul fatto che la professione”negoziante” debba essere rinnovata dall’interno, sono più che d’accordo. Sul fatto che la città sia comunque vecchia e che poche quindi sono le persone che portano economia facendo acquisti sono sempre d’accordo. Sul fatto che l’accessibilità al centro non sia la madre di tutte le battaglie anche.
    Ma di fatto troppi sono fattori che opprimono e violentano la natura del commercio tradizionale. I prezzi sono imposti dai parametri di settore che la GD non ha. Più è alto il giro di affari più si possono ridurre i prezzi, che sono direttamente collegati ai volumi. I redditi personali sono erosi continuamente: si salvano i commercianti che sono proprietari dei muri, o le catene che differenziano ricavi e perdite su tanti punti vendita ma se calcoliamo gli affitti e tutta l’enormità di costi che abbiamo addosso, davvero anche le bancarelle della domenica pesano. Manca una strategia politica, un quadro nel quale si tenga conto del piccolo imprenditore, che in questo momento o resta piccolo o muore del tutto, perché nessun aiuto gli viene fornito dal sistema. Anzi. Chiaro che i commercianti cremonesi per certi versi si sono giocati la fiducia dei clienti, ma il cremonese dimostra anche di essere troppo speculatore e la sua disaffezione è non solo una conseguenza ma proprio causa dell’impoverimento del sistema commerciale cittadino. Spero che le varie associazioni si riuniscano e affrontino seriamente il problema: servono atti concreti, autocritica, ma anche forti sottolineature di questi torti che il commercio è costretto a subire ” a prescindere”.

    • italiana

      Signora, ma voi dove eravate quando a noi lavoratori dipendenti venivano massacrati i salari, obbligandoci ad acquistare dove è più conveniente (qualche volta con una piccola rinuncia sulla qualità)? Io non ho visto solidarietà da parte vostra, tutt’altro, e ho la tentazione di non essere solidale con voi

      • Paolo

        Qui di autocritica non ne vedo, vedo solo una cultura corporativa. Non volete i centri commerciali? Peccato io li voglio perché da consumatore preferisco spendere meno, preferisco avere l’opportunità di scegliere. Non volete il blocco delle auto? Peccato perché invece sarebbe importante avere un centro storico pedonale, nella consapevolezza che dai parcheggi corona al centro ci vogliono 10 minuti e che da Piazza Marconi a Corso Campi ce ne vogliono tre, quasi come dai sotterranei dell’Ipercoop al corridoio centrale. Pertanto evitiamo questo vittimismo, cercate invece di incalzare l’amministrazione e i vostri rappresentanti, l’approccio assistenziale non è la soluzione per il commercio.

  • Sara

    Premetto che ho ascoltato attentamente ciò che è stato detto dai miei colleghi e aggiungo che personalmente sono stufa marcia dei blocchi per i fumi ogni 3×2 che personalmente reputo inutili con una viabilità allucinante come quella che è stata fatta a Cremona , visto e considerato che ho impiegato 16 minuti di orologio per transitare da via Dante fino a Porta Milano e ritornare poi su Viale Trento Trieste. Inoltre vi ricordo che non esistono solo i negozi di Corso Campi e di Corso Mazzini e che quindi oltre a sentire la crisi come i miei colleghi del pieno centro (con le stesse loro motivazioni) ho anche da lamentarmi del fatto che tutto quanto viene fatto per la città è sempre e solo in 3 piazze del centro e in 3 vie del centro. Direi che questo più l’abbinamento dei “fantastici” centri commerciali in crescita da come risultato il collasso di una città che ERA davvero una bella città

  • PROPOSTA

    E va bene, cittadini, arrendiamoci. Anche per un senso di riconoscenza ravvivato dalle toccanti parole di Mantovani Paolo, bottegaio del Centro: la nostra categoria occupa tante persone ed è la principale fonte di introiti per l’amministrazione comunale.
    Dunque: ritorno al parcheggio in piazza del Duomo e libera circolazione di qualsiasi mezzo a motore; chiusura della metà dei MegaSuper esistenti, con tassa di parcheggio per quelli che rimangono, e divieto assoluto di nuovi; obbligo agli ambulanti di praticare prezzi almeno del 10% superiori ai negozi; abbellimento delle strade cittadine, in simil Gardaland; proprietari dei muri obbligati a ridurre gli affitti ai commercianti almeno del 50%; divieto di qualsiasi manifestazione politica che possa inquietare i Centri Sociali, costretti dalla loro natura alla reazione con conseguente blocco del centro.
    Finalmente negozi pieni!
    Ma c’erano già, ai saldi di dicembre, per bocca del presidente Ascom Pugnoli Claudio: tanta gente, guarda le vetrine, entra, chiede, confronta, ma poi esce senza comprare.
    Allora, signori della Giunta di Cremona, un ultimo sforzo: assumete un congruo numero di “buttadentro” che spingano i cittadini nei negozi, quelli del centro, s’intende, e li facciano uscire solo se mostrano congrui scontrini d’acquisti.
    Già, dimenticavo, adesso mi prendono per uno che li odia: abito vicino all’Esselunga, il migliore, dove compro detersivi, carta e acqua. Tutto il resto, solo nei negozi di fiducia, che sono ancora tanti. Molti di più dei loro portavoce.

    Cremona 03 03 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

    • GENIALE !!!!!!!!!!!!!

      • Marzio

        « E io ch’avea d’error la testa cinta,

        dissi: “Maestro, che è quel ch’i’ odo?
        e che gent’è che par nel duol sì vinta?”.

        Ed elli a me: “Questo misero modo
        tegnon l’anime triste di coloro
        che visser sanza ‘nfamia e sanza lodo.

        Mischiate sono a quel cattivo coro
        de li angeli che non furon ribelli
        né fur fedeli a Dio, ma per sé fuoro.

        Caccianli i ciel per non esser men belli,
        né lo profondo inferno li riceve,
        ch’alcuna gloria i rei avrebber d’elli”.

        E io: “Maestro, che è tanto greve
        a lor che lamentar li fa sì forte?”.
        Rispuose: “Dicerolti molto breve.

        Questi non hanno speranza di morte,
        e la lor cieca vita è tanto bassa,
        che ‘nvidïosi son d’ogne altra sorte.

        Fama di loro il mondo esser non lassa;
        misericordia e giustizia li sdegna:

        non ragioniam di lor, ma guarda e passa”. »

        (Dante Alighieri, Inferno III, 31-51)

        • mario

          Se lo viene a sapere Dante aggiunge un’altra terzina !!

          • Marzio

            Bella questa…..!!!

    • Paolo Mantovani

      Lei ha usato bottegaio in senso dispregiativo, per me, che lo sono da tre generazioni, è un complimento.
      La vedo, su questo giornale (ma immagino anche tramite il suo sito), commentare notizie di ogni genere, con un preoccupante astio verso tutto e tutti! Evidentemente ha delle straordinarie competenze, un vero tuttologo. Però, a volte, volendo occuparsi di tutto, si rischia di non poter approfondire bene gli argomenti, di dare giudizi in settori nei quali non si è competenti. Evidentemente è per questo che il resto del suo scritto è così pieno di “chiacchiere da bar”. Chiacchiere che, probabilmente, non meriterebbero risposta. Lei sa benissimo che nessuno di noi ha mai chiesto di togliere la pedonalizzazione, di avere le auto davanti ai negozi. Da anni chiediamo una razionalizzazione della viabilità, di poter disporre di parcheggi (facili da raggiungere) a ridosso della zona pedonale, di una segnaletica decente. Tutte cose normalissime, che tante altre città hanno da tempo! Chiediamo solo che ci si metta in condizioni di poter lavorare.
      Sicuramente fa più scena scrivere che vogliamo le auto in piazza Duomo.
      Per cui non pretendo che capisca, le chiedo però un minimo di coerenza. Visto che disprezza così tanto la categoria, almeno non utilizzi più i nostri negozi come veicolo per distribuire i suoi scritti.

  • I centri delle nostre città sono nati nel medioevo, ed anche prima.

    Quindi le auto ed i furgoni non erano previsti.

    I negozianti del centro e della città si lamentano, ma non si fanno mai delle domande con risposta adeguata possibile e realistica.
    Ad esempio:

    Non si chiedono perché i centri commerciali sono strutturati come “cittadelle medioevali”.

    Una lunga via pedonale ed a lato i negozi di nicchia.
    Le auto fuori, in parcheggio.

    Riuscite ad immaginare un centro commerciale che fa entrare le auto nella sua struttura di vendita ??!!

    Meditate, gente, meditate e fate proposte serie e fattibili.
    E se del caso riciclateVi.

    Altri non possono risolvere i Vostri problemi e neppure pagare per Voi.
    Ne va della Vostra sopravvivenza e della vita di una città.

    Ma l’amministrazione comunale che fa ??!!

    In una città come Cremona i problemi si possono solo inventare !!

  • Mario

    Senza vergogna…
    Vedere chi ha cercato di bloccare il centrocommerciale e in seguito si e visto assegnare senza grossi problemi un bel negozio nella galleria, lamentarsi e veramente incredibile…
    Ma la cosa piu incredibile e vedere altri commercianti non dire nulla a tale proposito, e mi fermo qua per…

    La storiella ” se ci deve andare qualcuno, allora megliomche sia io non regge “

    • mario

      Questo non è il Mario che segue, sia ben chiaro !!

      • Mario

        no questo è il Mario che segue, sia molto chiaro!!

        • mario

          quello che segue sa scrivere: tu no !!

  • MAI SMENTIRSI

    I commercianti cremonesi inquadrati nell’Ascom si sentono soli, ed hanno ragione, perfettamente, fin che si lasciano rappresentare dai soliti tre o quattro che parlano e insegnano a nome di tutti. Ecco, sulla Provincia di ieri, il solitissimo Pugnoli Claudio, presidente: dopo i sabati “blindati” per manifestazioni che la giunta poteva tranquillamente dirottare altrove etc etc.
    Nei “sabati blindati” c’è tutto. Premessa, provate la critica più lieve a loro: come vi permettete di parlare di cose che non conoscete, tuttologi che non siete altro! Lor mercanti, invece, possono ordinare tutto. Uno d’essi, ieri, da http://www.cremonaoggi.it, ha impegnato una cartella per riportare, a nostra cultura, i versi di un poeta, tale Alighieri Dante, che chiudono con un: non ragioniam di lor, ma guarda e passa. Lor, è chiaro, siamo noi cittadini, tenuti a rispettare gli ammaestramenti Ascom, anche culturali….
    Ma torniamo ai sabati blindati. Nonostante l’evidente sconcezza della tesi, siccome una banda di teppisti sé dicenti politici stabilisce chi deve o non fare convegni in centro, ad evitare casini si segua il loro precetto e li si permetta in periferia, dove i commercianti sono rari e perciò poco importanti!! la ripete, il Pugnoli Claudio, strafregandosene del disprezzo che getta sull’intera categoria, di cui è presidente.
    Almeno, se insistono su un presidente del genere, i commercianti cremonesi non la facciano da vittime….

    Cremona 04 03 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • Paolo

    leggetevi l’articolo di un ristoratore oggi sul giornale questa si che è capacità imprenditoriale….. senza mugugni!

  • MERITANDO LA SIBERIA

    Se un potenziale consumatore cremonese, tanto sprovveduto da andare a far visita ai Super Mega Commerciali, quelli agevolati da politici corrotti, come ciascun ben scopre, ogni giorno, dove gli servono simil robaccia a basso costo, che lui acquista a piene mani ignorando i commercianti del Centro Storico, si permette un accenno di critica ai sapientissimi dell’Ascom, presidente Pugnoli Claudio, giudici a latere Signorini Patrizia e Mantovani Paolo, l’accusa ovviamente è superflua, fa tutt’uno col tribunale, ecco il minimo di pena, senza condizionale: tuttologo e qualunquista, chiacchierone da bar impregnato di invidia e livore e, suggello finale, come si permette un giudizio lui che non è mai stato dietro un banco e quindi non può conoscere etc etc, lui che non capisce che gli Ascomiti conservano i centri storici e la loro bellezza, li rendono più gradevoli, rinforzano le casse del Comune quali maggiori contribuenti, ancora etc etc, e, come nei migliori finali, pur non avendo mai abbandonato il loro banco, loro sì in due parole sono in grado di spiegare come deve funzionare il mondo!
    Tiro il fiato, e mi ritempro sorridendo al pensiero del presidente Pugnoli. Dopo un’intensa campagna verso le Autorità, comunali in primis, acciocché non permettano agli sgraditi ai Kavarna, Lega anzitutto, di fare convegni, banchetti, incontri etc, in centro o in luoghi dove possano disturbare le loro attività di vendita, si presenta al Cittanova ad omaggiare Roberto Maroni. Uno che conta, non si sa mai, e magari nessuno ricorda cosa ha appena finito di chiedere alle Autorità, comunali in primis etc etc. Quando si dice coerenza…..
    Perché tutto questo?
    Non pretendo che gli Ascomiti accettino il diritto di critica, quando lo esercitano gli altri. A me hanno intimato: la smetta di farci avere i suoi scritti, da che son senza motivo ostili, e basta. Darei solo un ultimissimo suggerimento, non inimicatevi potenziali clienti bollandoli incapaci di accorgersi della robaccia che acquistano ai Mega Super, cambiassero fornitore, dubito verrebbero da voi.
    Perché tutto questo?
    Mi incuriosisce la risposta, che immagino durissima, morte civile? è uno dei loro, addirittura vice presidente del Gruppo ristoratori, a Fabio Triacchini, titolare dell’Osteria del Melograno, un ottimo locale in pieno centro storico: la Provincia gli ha appena pubblicato, attacco in prima e pagina interna, una nota che più semplice non si può. Riprende pari pari tutte le critiche che gli incompetenti ficcanaso fanno agli Ascomiti.

    Cremona 07 03 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info