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A primavera il risveglio delle motoseghe comunali Alberi tagliati e fame di posteggi?

da Luci Cremona

Sarà che si avvicina la primavera, in pochi giorni c’è stato un risveglio poderoso delle motoseghe comunali. La cronica mancanza di fondi, almeno quando si tratta di operare ordinaria manutenzione, compresa la sostituzione delle essenze abbattute, è svanita come per incanto e le garrule voci degli attrezzi meccanici riecheggiano festose. Girando per vie e piazze cittadine, ma anche appena fuori del centro abitato, si è assistito a questa sequenza: albero intero, tagliato a poco più di un metro e mezzo/taglio a raso (in città/fuori città), cancellazione delle prove del ‘misfatto’. Da non esperti, desiderosi però di apprendere il più possibile in vista della prossima presenza ‘a palazzo’, ci poniamo delle domande. Perché è necessario questo tipo di interventi? Molte piante abbattute sono apparentemente sane.
In via Cadore, zona piazza S. Anna, sono state tagliate altre piante in aggiunta a quelle eliminate lo scorso anno, di cui erano ancora presenti i ‘mozziconi’ di tronco. A distanza di pochi giorni vecchi e nuovi residui sono stati definitivamente rimossi. Al loro posto, questa volta, son ‘germogliati’ posti auto, altre volte un plateatico di bar. Questo è accaduto perché ci sono i soldi per tagliare alberi e rimborsare fioriere acquistate da privati mentre mancano per ripiantumare? In via Castelverde (solo per citare un esempio fuori porta) è stata abbattuta una fila intera di alberi in riva al fosso che costeggia la strada.
Che fastidio potevano arrecare? Erano forse tutte piante malate o ci sono altre motivazioni? Chiediamo quindi di sapere il perché di questi interventi, possibilmente evitando risposte come quelle ricevute in passato: “Perchè avete tagliato le piante?”, “L’ha detto l’esperto.”, “In base a cosa lo ha detto?”, “Perchè è un esperto.”.
Siamo consci del fatto che le piante, come ogni altro essere vivente, fatalmente muoiono. Quindi, in caso una pianta sia effettivamente arrivata alla fine del proprio ciclo vitale, se si deve eliminarla, la si elimina. Però bisogna comunicare, spiegare al cittadino il perché delle scelte che vengono fatte. Questo perché il cittadino ha ditirro di essere partecipe della vita e delle scelte che riguardano la città, in questo modo ci sarebbero sicuramente meno situazioni conflittuali.
Bisognerebbe anche spiegare (per non dire ‘rendere conto’) anche di come viene gestita tutta l’operazione: dal censimento del patrimonio arboreo, alla determinazione degli interventi necessari per ordinaria/straordinaria manutenzione. E anche spiegare come mai i fondi disponibili per piantumare sono sempre così scarsi, a fronte di spese francamente inspiegabili sostenute in altri ambiti. Come è noto a pensar male si fa peccato, però sovente ci si azzecca. Quindi, visto che il primo peccato l’abbiamo già commesso, completiamo l’opera.
Non sarà che lo stato salute delle piante è determinato dalla ‘fame’ di posti auto (non fosse già la città intera un immenso parcheggio a cielo aperto)? Oppure, in previsione del nuovo inceneritore, ops!, della nuova centrale a biomasse legnose il comune sta facendo scorta? Attendiamo risposte (sensate).

Luci Cremona

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