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Via Cadore, giù la vecchia casa soffrono le antiche mura Così Cremona butta la sua storia secolare Sulle difese sporcizia, cassonetti e degrado

Via Cadore

– Sopra, parte delle mura in via Cadore

Cremona non ama le sue antiche mura. Intervento in via Cadore: restano spezzoni della costruzione. Via la casa, via anche i resti delle mura delle cantine peraltro testimoniati sia nel libro di Giorgio Balistrocchi “Le mura di Cremona ieri e oggi” che in quello più recente di Mariella Morandi “Le mura di Cremona”. Il progettista è il geometra Giovanni Leoni, assessore provinciale all’urbanistica. Per quasi 70 metri, le mura sono inglobate nelle case e la scarpa delle difese è distinguibile. Lì però, in via Cadore , le fortificazioni sono assai ben visibili. Un contrafforte proprio di fronte alla chiesa di San Pietro. Dal 1908 la città ha proceduto alla distruzione sistematica di uno straordinario sistema di difesa con l’avvio della soppressione del regime di dazio chiuso. Con Maria Teresa d’Austria le mura di Cremona, come testimonia la mappa catastale dell’epoca, ebbero il massimo sviluppo. Un sistema difensivo straordinario a difesa della città, abbattuto e ricostruito più volte. Su alcune parti di mura, anche in epoche recenti, ci hanno costruito sopra, come in via Montello o in via Gaspare Pedone (addirittura ci sono nati un capannone e un condominio). Ma, come testimonia la vicenda di via Cadore 7-9, le mura sono trascurate, abbandonate e sfregiate. Il torrione di via Ghinaglia – resto del castello di Santa Croce – è in pessime condizioni, con una fenditura verticale che lo percorre. Regno di bottiglie rotte, escrementi di cani e sporcizia. Come se non bastasse tutto intorno ci sono i cassonetti della raccolta differenziata: senza dubbio un panorama edificante per i turisti che vogliono vedere i resti del castello di Cremona. Stessa situazione anche in via Cadore-angolo via del Sale dove vi era l’antica Porta Po: anche qui sporcizia, cassonetti e una macchina per fotografie istantanee. Anche Porta Mosa e lo straordinario Baluardo Caracena, un complesso rimasto intatto ma in pessime condizioni di conservazione e di restauro, sono trascurati e, come ben documenta il video che abbiamo girato qualche mese fa, è in atto una vera e propria “rapina” delle antiche pietre senza che il Comune abbia fatto nulla per impedirlo e proteggere quanto resta. Se si eslcude lo splendido intervento dell’Avis in via Massarotti che esalta l’imponenza delle mura, Cremona ha sempre considerato “secondarie” queste sue straordinarie testimonianze secolari di difesa mentre, se opportunamente pulite e restaurate, potrebbero rappresentare un “giro” turistico alternativo di grande interesse.

FOTO DI FRANCESCO SESSA

 

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