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In Pianura Padana tira una brutta aria Livelli di ozono preoccupanti Nord Italia magli nera d'Europa

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– FOTO FRANCESCO SESSA

In Italia tira brutta aria. E in Lombardia soprattutto. Questa volta non si tratta di polveri sottili, ma di ozono, uno degli inquinanti più pericolosi che, trascinato al suolo dalle alte temperature o dall’intensità dei raggi solari (quindi uno degli effetti del riscaldamento climatico), può interagire pericolosamente con altri inquinanti fino a creare delle miscele mortali. A dirlo è il report Air pollution by ozone across Europe dell’European Environment Agency che ha misurato i livelli di ozono nell’estate scorsa (aprile-settembre). Su 343 stazioni istallate in Italia ben 149 (il 43%) hanno registrato un numero superiore alla soglia di sforamenti di ozono. Ben 81 giorni (in 6 mesi) di valori massimi. Preoccupante la situazione della Pianura padana. Qui, il limite di 240 microgrammi al metro cubo (soglia di allarme) viene spesso largamente superato.
La quantità elevata di ozono è dannosa per la salute, danneggia l’agricoltura e rappresenta una minaccia per l’ambiente. Secondo un recentissimo studio dell’Ocse di previsione per il 2050 sulle conseguenze dell’inquinamento su cambiamento climatico, biodiversità e qualità di aria e acque, “le emissioni inquinanti urbane sono destinate a diventare la causa ambientale numero uno di mortalità nel mondo entro il 2050″.
A Cremona i valori dell’O3, d’estate superano spesso quota 100. Il 29 giugno la centralina di via Fatebenefratelli ha misurato 199 microgrammi al metro cubo, 19 in più della cosiddetta soglia di informazione che è di 180 microgrammi.

 

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