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Al Ponchielli il mondo di Alice nel Paese delle Meraviglie della Compagnia Arteballetto

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Il viaggio nello stimolante e metaforico mondo di Alice nel Paese delle Meraviglie, sarà portato in scena al Teatro Ponchielli dalla Compagnia Aterballetto domenica 1 aprile (ore 21.00). La coreografia è affidata a Francesco Nappa affiancato per le creazioni multimediali dal video designer di fama internazionale Gilles Papain.

I biglietti sono in vendita alla biglietteria del Teatro, aperta tutti i giorni feriali dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 16.30 alle 19.30 (tel 0372.022001/02) – info@teatroponchielli.it –www.teatroponchielli.it
biglietti: posto unico numerato € 20,00.

Chi è Alice? È semplicemente Alice Liddell, malinconica bambina inglese che si lasciava ritrarre in fotografie misteriose e, chissà, allusive, e cullare dalle parole nonsense di Charles Dogsdon, alias Lewis Carroll, sulle rive del Tamigi, nelle estati vittoriane fatte di cantilene, giochi di parole, sciarade e invenzioni di creature fantastiche? Oppure è l’incarnazione poetica di uno stato della vita nel quale anima e corpo stanno per trasformarsi e assumere una propria identità – che ne determinerà il ruolo futuro nell’esistenza?

Fortemente legato alla parola, ma ugualmente stimolante per la potenza immaginifica, il viaggio metaforico di Alice ha sfidato teatranti e coreografi.

È il caso di Francesco Nappa, danzatore dal prestigioso curriculum, da qualche tempo felicemente attratto dalla composizione coreografica, che ha scelto di affrontare il labirinto di Alice per la sua prima commissione ‘a serata’ con Aterballetto.

La scelta di una nuova messa in scena, in forma di balletto, del famoso racconto di L. Carroll ‘Alice nel paese delle meraviglie’, affidandone la creazione a Francesco Nappa nasce non solo da una sua proposta, radicata da molto tempo in una sua affascinata attrazione per quel testo, ma anche per la originalità di una impostazione che, pur in un vasto dominio della fantasia, fa emergere costante una modernità del racconto, in una dialettica tra senso e non-senso, duplice modalità di rapporto della propria esperienza nella vita che ci circonda, sia su di un livello reale che su un livello psicologico ed onirico, quali componenti costanti della costruzione dell’identità, specie nell’adolescenza.

In base a questo assunto interpretativo, Nappa si fa accompagnare, in questa costruzione coreografica, dalla creazione di video-proiezioni, realizzate da Gilles Papain, videodesigner di fama internazionale, sia in sintonia con i propri interessi multimediali, sia per ottenere atmosfere fantastiche, pur in una economia di gestione che eviti impianti scenografici invadenti.

Nella fluidità di un percorso drammaturgico, sotteso ma sempre percepibile, Nappa rileva ed evidenzia una costante immedesimazione dell’Autore Carroll in alcuni personaggi, in una ricerca di molteplicità di rapporti: ecco quindi il bruco, che conforta Alice in una caratterizzazione quasi paterna; il personaggio bianco, che la conduce dove vuole con capacità psicologiche manipolatorie; il cappellaio, che giunge ad esprimere un puro sentimento di amore, evidenziato in un conclusivo passo a due, lasciando, proprio nel finale, al risveglio di Alice, una indefinibile eppure forte sensazione di magico ricordo.

 

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