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Cgil, tutto pronto per l'attivo provinciale al Cittanova con Susanna Camusso

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Un attivo provinciale dei delegati di tutto spessore per la Cgil cremonese. Ospite al Palazzo Cittanova, martedì 3 aprile, il segretario generale Susanna Camusso, alla quale è affidato il contributo finale dell’appuntamento. L’evento che inizia alle ore 9 si intitola ‘Il lavoro che c’è, il lavoro che non c’è’. Due gli interventi sul palco prima del contributo della Camusso. Donata Bertoletti della Segreteria Cgil Cremona presenterà una ricerca sul lavoro in azienda condotta dal sindacato sul territorio cremonese. A seguire, il segretario Mimmo Palmieri interverrà sulla riforma del mercato del lavoro, spiegando le ragioni della protesta e della mobilitazione della Cgil che ha proclamato sedici ore di sciopero. «Un appuntamento importante – dichiara la Cgil – per fare il punto sui  provvedimenti presi dal Governo Monti rispetto alla situazione in cui si trova il Paese. In un momento di piena recessione, dovremmo essere in grado di spostare la nostra analisi e la nostra attenzione su come favorire la crescita di questo paese e non invece pensare a come poter licenziare. La disoccupazione è in aumento, le donne e i giovani sono tenuti fuori dal mercato del lavoro o costretti a un lungo e umiliante precariato. Le crisi aziendali fanno perdere lavoro ai cinquantenni che difficilmente potranno ritrovarlo. E’ necessario che il Paese torni a crescere attraverso un nuovo Piano del Lavoro». Il lavoro dunque, ma anche la riforma delle pensioni e le liberalizzazioni al centro del dibattito al Cittanova che vedrà, intorno alle 12, l’attesissima Susanna Camusso salire sul palco dei relatori.

 

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Commenti
  • Marco

    Il lavoro che non c’è, il lavoro che non c’è

  • Livia

    no alla modifica dell’articolo18!

  • kunta

    la Cgil è la corresponsabile n. 1 della crisi del lavoro in Italia. Finchè ci saranno i sindacati come la Cgil non ci sarà rinnovamento.

    • Marco

      Il rinnovamento non può passare sulla PELLE dei lavoratori

    • quelo

      Ma è anche un po’ colpa delle nutrie. Tutte queste auto, poi: i treni ci vogliono, i treni! Per non parlare delle stagioni, che non sono più quelle di una volta.
      Ecco perche c’è crisi del lavoro. Grossa crisi.
      Lo dice Quelo.

    • italiana

      Ci dica: lei cosa intende per rinnovamento?

      • kunta

        Rinnovamento = evoluzione, progresso, futuro.

        possibile avere contratti di lavoro basati su statuti, leggi e norme vecchie di 50 anni?

        possibile avere i sindacati che diano il benestare alla modifica dell’art. 18 per il settore privato ma non per quello pubblico.

        possibile che i sindcalisti abbiano assurde agevolazioni, indennità su stipendi e pensioni che i lavoratori non hanno?

        possibile che in Italia i giovani non riescano ad entrare nel mondo del lavoro perchè c’è una casta (Cgil in primis) che copre i cd. ‘fannulloni’, difende senza se e senza ma chi non ha voglia di lavorare a scapito di chi fa il suo dovere, copre gli assenteisti, esalta i provocatori…e potrei andare avanti all’infinito.

        questo rinnovamento, questa voglia di cambiare in italia non l’avremo mai. e, ripeto, grazie anche e soprattutto ai sindcatati, cgil in primis.

        saluti.

        p.s.: apprezzo il contributo di “by c” e “by cozzaglio” ed anche il Suo, Signora “by italiana” anche se ovviamente non la pensiamo allo stesso modo.

        • italiana

          Io invece partirei da un controllo molto severo sulle dichiarazioni dei redditi. Perché non mi convincerà mai che mille fannulloni statali in Italia (ma mettiamo che siano anche di più), creino più danni di tutti gli evasori

          • kunta

            ecce homo.

            il solito benaltrismo. guai a toccare le caste, c’è ben altro…gli evasori per esempio.

            gli evasori e i fannulloni sono per me sullo stesso piano: rubano ai danni della collettività.

            guarda caso gli uni e gli altri difesi a spada tratta dalle associazioni di categoria.
            i sindacati per i fannulloni, le associazioni di categoria (industriali, commercio e artigianani) dall’altro.

            sì, ma ha ragione Signora Italiana: c’è ben altro…
            avanti così.

        • vito

          “..potrei andare avanti all’infinito”, dice.
          Indubbiamente sparare stupidaggini infondate è un’attività che può non andare mai in pensione: un test alcolemico per chi scrive i commenti potrebbe essere divertente, qualche volta.
          Anche Mussolini è arrivato con un rinnovamento, ma non mi risulta abbia portato evoluzione/progresso/futuro.
          La sua capacità di analis si vede dagli apprezzamenti a “by c”, “by cozzaglio” e “by italiana”: forse lei pensa siano parenti, ma “By” non fa parte del nome, ha un altro significato. Chieda in giro.
          Anche per il resto, chieda in giro.

  • c.

    I tempi cambiano ma i sindacati(soprattutto la cgil)mantengono posizioni ormai obsolete.La cgil ha grosse responsabilita’non ultima quella di aver tutelato i peggiori lavativi.Ma non è vero!!!Ma cosa dice questa!!!Se state perdendo tessere è anche per questo.I lavoratori onesti sono stanchi di pagare due volte.

  • CONTARE BENE

    Pietro Ichino, studioso e politico di sinistra, per l’ennesima volta cerca di spiegare dalle pagine del Corriere che non è vero manchi in sé il lavoro, sono le strutture rigide, e ne descrive alcune, che lo impediscono. Io non ho la sua preparazione, e nemmeno la forza. Lui il primo in Italia, per distacco, a voler chiamare le cose col loro nome, e mi limito alla banale osservazione: non avremmo milioni di immigrati, con tutti i problemi che comportano, se chi è senza lavoro accettasse quello che la società gli offre.

    Cremona 03 04 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info