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Centropadane, cantieri fermi e finanziamenti bloccati Territorio si mobiliti

Dove sono finiti gli enti locali cremonesi? A Roma si sta giocando la partita più importante per il nostro territorio, cioè il futuro della società autostrade Centropadane – società per azioni nata nel 1960 e attiva dal 1971 –  la cui concessione è scaduta e della quale nella Capitale si è persa traccia. A Cremona tutto tace. Eppure, come detto, la concessione è scaduta, l’Anas non si è ancora espressa. Centropadane non può operare. I finanziamenti non ci sono, i cantieri sono stati messi in sicurezza ma sono fermi, le banche non concedono affidamenti in mancanza di garanzie per il futuro. E a Cremona? Non si fa nulla: Provincia, Comune, Camera di Commercio – azionisti della società –  dove sono? Bisogna muoversi. In sospeso ci sono l’autostrada Cremona-Mantova e il terzo ponte sul Po, per restare solo alle iniziative cremonesi, ma anche interventi nel bresciano e nel piacentino. E poi cantieri, occupazione, risorse che potrebbero ridare vita alla nostra asfittica economia. Ci sono appalti in corso per cento milioni di euro che sono in stand by.

Tutto ha una grande punto interrogativo: la Società Centropadane e la proroga della concessione per la gestione dell’autostrada Piacenza-Cremona-Brescia e dei servizi in finanza di progetto, come già richiesto dalla stessa società.

Mentre a Cremona c’è il silenzio, a Roma si sta battendo sulla vicenda il parlamentare cremonese Luciano Pizzetti (Pd) supportato dal piacentino Tommaso Foti (Pdl). “La situazione è complicata – afferma Pizzetti – Stiamo facendo pressioni politiche sull’Anas, sulla Cassa Depositi e Prestititi e sul Ministero dello Sviluppo Economico, guidato da Corrado Passera, per cercare di trovare una soluzione che permetta a Centropadane di tornare ad operare. La società è una delle poche risorse del nostro territorio ed è bene che tutto il territorio faccia sentire la propria voce, altrimenti facciamo la fine del Pendolino. Si muovano insieme gli enti locali di Cremona, Brescia e Piacenza: i Comuni, le Province, le Camere di Commercio. Magari Cremona faccia da capofila perché ci si batta unitariamente: il futuro di Centropadane deve diventare la madre di tutte le battaglie del territorio”.

E il futuro di Centropadane potrebbe uscire dalla convocazione di un tavolo ministeriale che il sottosegretario alle Infrastrutture, Guido Improta, si è impegnato a convocare a breve, con la partecipazione anche di Anas.

La concessione della Società Autostrade Centropadane è scaduta il 30 settembre 2011.  L’8 settembre 2011 l’Anas ha comunicato a Centropadane, che, a far data dall’ 1 Ottobre 2011 e nelle more del perfezionamento del subentro, avrebbe proseguito nella gestione secondo i termini e le modalità previste nella convenzione in vigore. Da allora non s’ è più saputo nulla. Sei mesi di proroga stanno scadendo e dall’Anas non si sono più avute notizie.

Il 9 giugno 2011 Centropadane, in attesa di conoscere l’esito della concessione autostradale (proroga, nuova gara), aveva chiesto la concessione di servizi in finanza di progetto. Il sottosegretario Improta ha reso noto che “ il 7 dicembre 2011 l’Anas ha comunicato a Centropadane che la proposta del giugno 2011 non era ricevibile, in quanto la stessa si configurava come concessione di costruzione e gestione, anziché di servizi” . Il 4 gennaio 2012 Centropadane ha presentato ricorso al Tar del Lazio per l’annullamento della comunicazione Anas  – viste anche le modifiche di legge intercorse – Il Tar ha rinviato al 23 maggio 2012 la discussione sul merito.  Ma non c’è più tempo. Bisogna far presto. Mancano purtroppo risposte sul futuro della concessione, sui cantieri, sui progetti. Risposte che devono arrivare dal Governo e dall’Anas in tempi rapidissimi. Per questo serve una mobilitazione urgente del territorio.

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