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Acquisti con carta smarrita: "Chi vende confronti firme"

Carte di credito

L'avvocato Curatti, presidente di Assoutenti

Lo scorso febbraio qualcuno ha acquistato merce per più di mille euro in un centro commerciale  e in un supermercato della zona con una carta di credito che non era la sua. Il vero proprietario l’aveva smarrita. Due giorni dopo gli ammanchi, quando il titolare della carta se n’è accorto, ha sporto denuncia, ma la banca, visto il procedimento tardivo, non lo ha potuto rimborsare. Così si è rivolto ad Assoutenti, che ora verificherà eventuali “negligenze” nei confronti delle società commerciali. “Chiederemo spiegazioni”, ha detto l’avvocato Luca Curatti, presidente di Assoutenti, “perché secondo una giurisprudenza costante c’è una responsabilità contrattuale ed extracontrattuale da parte dell’esercente che non ha verificato la corrispondenza tra la firma sulla carta di credito e quella sul documento di identità che non è stato chiesto a chi ha fatto gli acquisti”. Secondo Curatti, dunque, è mancata “una verifica accurata nei pagamenti con le carte di credito”. Per il legale, “un mal costume, quello di non chiedere il documento di identità, diffuso specialmente nei centri commerciali”. “In questo caso, inoltre”,  ha concluso Curatti, “gli importi degli acquisti effettuati erano considerevoli. Uno dei prodotti, ad esempio, costava 468, 99 euro, un altro quasi 300”.

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Commenti
  • rafla

    Non sarebbe più semplice rendere obbigatoria per ogni carta di credito una password come già esiste per i bancomat?