24 Commenti

Catastrofe del commercio in città Altri negozi hanno abbassato le serrande Serve politica di rilancio Si salvano distributori, sale gioco e 'compro oro'

Negozi in corso Vittorio Emanuele

Continua l’abbandono del commercio in città. Accanto a pochi interventi coraggiosi come quello della famiglia Zeliani con Swarovski in via Solferino, si assiste al degrado di intere zone con l’abbandono di negozi anche di grandi dimensioni. Basta guardare il lato di piazza Roma verso la Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza, in pieno centro, dove si sono susseguite le chiusure: i mobili di Stile (mai rimpiazzato), lo splendido negozio di lampade e arredi su via Filodrammatici, i negozi chiusi sotto il palazzo Carulli, Extyn all’imbocco di corso Mazzini. Ed ancora il Blockbuster di largo Paolo Sarpi, le chiusure a raffica su via Manzoni (sei negozi sfitti) e poi il corso Vittorio Emanuele con sette vetrine spente tra le quali quelle del supermercato di fronte a via Ruggero Manna. E poi piazza Marconi, corso Pietro Vacchelli, via Buoso da Dovara. E’ la crisi? E’ il prezzo eccessivo degli affitti? E’ il centro di Cremona che non attira più? Tante domande tutte senza risposte. Manca sicuramente una politica seria di rilancio del centro città da parte dell’Amministrazione comunale. I negozi sfitti sono lasciati in maniera oscena, spesso vengono abbandonati arredi, scritte, il disordine in questi spazi è totale. Perché il Comune non interviene, ad esempio, ricorrendo al regolamento comunale che prevede il mantenimento del decoro in centro magari obbligando i proprietari a pulire e sistemare anche i negozi sfitti? Perchè non si ricorre all'”affitto sociale” per il rilancio dei piccoli negozi come già hanno fatto alcune amministrazioni locali? Il disastro delle chiusure, con tutte le conseguenze che abbiamo visto, è ormai palpabile in tutta la città e non ha eguali nelle città vicine: Piacenza, Parma, Brescia, Mantova o Pavia, pur vivendo la stessa crisi, non hanno situazioni simili. Nessuna città ha un disastro come in corso Garibaldi: 23 i negozi chiusi tra le chiese di S.Luca e S.Agata. E’ evidente l’agonia di questo tratto di strada centrale della città. Le uniche alternative sembrano essere i negozi di kebab, le “Camere caffè ” con distribuzione di bevande calde,  fresche e merendine (ormai sono quattro in pieno centro, probabilmente le uniche che riescono a pagare affitti stratosferici per una piccola città), le sale gioco, i “compro oro”. Ogni vetrina che si spegne è un pezzo di città che muore, lo si è detto tante volte. Per Cremona siamo all’emergenza. Chi se ne preoccupa?

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti
  • Girolamo Savonarola

    Siamo alle solite, purtroppo non se ne occupa nessuno. Chi dovrebbe farlo sembra più preoccupato a difendere il proprio compenso, magari su Facebook, che a mettere mano con piglio deciso a questa situazione che per fortuna CremonaOggi continua a denunciare. Vedremo di questo passo dove arriveremo, visto e considerato che anche il mercato immobiliare ristagna (vedi bombardamento IMU in arrivo) questi spazi resteranno abbandonati a se stessi. Avanti così il futuro del “Centro” è prevedibile… Non so se avete presente i film western… Rotoli di erba rinsecchita a rotolare per corso Campi nei mezzogiorno di fuoco e Saloon agonizzanti gestiti magari dai nostri sempre ben presenti amici cinesi che rilevano tutto. E agli angoli i “soliti benpensanti” col sombrero calato sugli occhi per la consueta siesta, iniziata purtroppo da un bel po’ d’anni.

  • Filippo

    Tranne la grande distribuzione di videocassette e DVD che ha fatto storia il tutto il mondo (Blockbuster) mi sento di condividere il rammarico per tutte le attivita’ che hanno chiso e quelle che chiuderanno. Lo scopo delle varie amministrazioni locali (ed inseriamoci pure Ascom e Botteghe del Centro) e’ stato raggiunto: decentrare il commercio nei grandi ipermercatti, abbandonare la storicita’ dello shopping cittadino e dedicarsi essenzialmente al mantenimento del proprio posto di lavoro. Ricordiamo a chi non fosse informato che le migliori vetrine all’interno dell’ipercoop cremonapo sono state assegnate ai rappresentanti dei commercianti…sara’ forse un casa?

    • Paolo Mantovani

      Massì, inseriamoci pure Ascom e Botteghe del Centro, perché no??? Sono dieci anni che diciamo che non si dovevano costruire centri commerciali fuori porta e simultaneamente chiudere il centro senza parcheggi. Devo ammettere che si tratta di una tesi talmente banale, che probabilmente fa sospettare qualcosa di losco… Ha pensato a un legame con la massoneria?
      Provi passare alla sera vicino all’associazione, se ascolta bene sentirà recitare strane formule e riti massonici…

      • Danio Ampollini

        altra cazzata scritta…visto che già 5 anni prima della costruzione ufficiale del cremonapo…già i principali proprietari di negozi del centro si giocavano le posizioni nella galleria ….dietro tutto…la spinta di una certa politica…maschi..a….accordi accordi accordi…e in pasto all’opinione solo balle….inverità giro di soldini..notevole…ps…guardate i nomi dei negozi …la gente vi segue …ora più che mai….

        • Paolo Mantovani

          Cerco di interpretare quanto scrive, con tutti quei puntini risulta difficile. Credo intenda dire che la Confcommercio di Cremona abbia fatto il doppio gioco. Da una parte si è schierata nettamente contro la costruzione del nuovo centro, dall’altra ha contrattato per qualcuno le migliori posizioni in galleria. Visto che “ci seguite… Più che mai” sarà inutile, ma le ricordo che siamo ricorsi fino al TAR per bloccare la costruzione del CremonaPo.
          Se poi qualche collega (personalmente ne conosco solo uno), ha deciso, per opportunità commerciale, di aprire il negozio nel centro, non mi sento di biasimarlo. Deve sapere che, alcune volte, le aziende trattate ti mettono di fronte a una scelta obbligata “o apri tu o facciamo aprire un’altro”.
          Comunque, opinione mia personale, il problema non è il CremonaPo, ma averlo costruito senza aver dato al centro storico la forza per combattere ad armi pari, anzi, “tenendogli le mani legate dietro alla schiena”.
          Questo è quanto, senza trame oscure o altro.
          Personalmente rispetto le opinioni di tutti e cerco di rispondere, se mi compete, con la massima cortesia, visto che la maggior parte delle volte, i problemi sono creati da errate o parziali informazioni. Spero che la sua risposta, se vorrà darla, avrà un incipit diverso.

  • Bruno

    Strano… in 3 siamo interessati a prendere un paio di vetrine, ma i prezzi sono troppo alti! Peccato! Se qualche proprietario di buona volontà e buoni propositi vuole farsi sentire…ben venga!!!

    • Girolamo Savonarola

      Speriamo!

  • Paolo Mantovani

    Probabilmente il mercato è precipitato in maniera così verticale, che i proprietari ancora non si rendono conto che i loro affiti sono fuori mercato. La situazione di corso Garibaldi, della Galleria XXV Aprile e di tante altre vie del centro (in aumento) è sotto gli occhi di tutti. Abbiamo vie dove, per un negozio di 50 mq, si chiedono 6.000 euro mensili, se poi la proprietà non è cremonese ma di qualche immobiliare/società, la possibilità di contrattazione è nulla. Con il risultato che si preferisce lasciarli vuoti, piuttosto che affittarli a un canone ragionevole.
    Facile sarebbe puntare il dito contro l’amministrazione. Va però capito che si tratta di privati, che sul libero mercato possono fare ciò che vogliono.
    Certo, magari anche un semplice tentativo l’avremmo apprezzato. Da qualche anno chiediamo un progetto complessivo per rilanciare il centro, abbiamo fatto parecchie proposte costruttive, sempre però inascoltate.
    La riqualificazione di via Dante e di corso Garibaldi che fine hanno fatto?
    L’individuazione di alcune aree di sosta a ridosso di corso Garibaldi?
    La razionalizzazione della viabilità? Sempre corso Garibaldi ne è un assurdo esempio.
    Il trasporto pubblico? Bus piccoli, la revisione delle linee?
    La prima mezz’ora di sosta gratis?
    La riduzione dei permessi di sosta? Ci sono giornate con la città deserta e i parcheggi completamente occupati, è evidente che qualcosa non funzioni!
    L’assessore Zanibelli era partito “lancia in resta” per questa avventura, poi, probabilmente accortosi che avrebbe dovuto toccare anche alcuni permessi di qualche signorotto locale, oltre a quelli dei colleghi, ha fatto quello che tanti politici sanno benissimo fare, NULLA.

    • Girolamo Savonarola

      Caro Paolo, concordo con la tua analisi e con ciò che hai scritto… Trovo anch’io che sia fin troppo facile puntare il dito contro l’amministrazione però è anche vero che tutte le proposte che hai citato e che le sono state rivolte sono cadute nel vuoto, per tua stessa ammissione. Idem il discorso per il quale la crisi c’è un po’ in tutte le città però proviamo ad andare a vedere nelle città vicine cosa vuol dire “vivere il centro”… Ciò significa che dunque “qualcuno” potrebbe fare qualcosa o provarci. E’ il rilancio di cui giustamente parli il nodo centrale. Sta tutto lì. Un cordiale saluto

  • anna

    Il sistema commercio sta saltando. Quella metastasi che sono i centri commerciali ha devastato tutto, e se a questo si somma l’oppressione sui commercianti esercitata da tasse, affitti, bollette, adempimenti amministrativi, ben si capisce che i negozi chiudono. Non è la crisi, è il sistema italiano ad essere mortifero, e i nodi sono al pettine.Poi c’è l’aggravante Cremona, ma ormai su questo mantovani ha già detto tutto.

  • ftw

    un’altra battaglia contro i mulini a vento! suvvia, come si fa a guardare sempre tutto con il paraocchi! non preoccupatevi troppo, tra qualche anno anche i centri commerciali inizieranno a chiudere in seguito all’avanzata delle vendite on-line. e ancora, ci sarà qualcuno pronto a protestare, senza riuscire a rendersi conto che non serve a nulla…. chi si adegua soppravvive, gli altri peggio per loro!

    • lari

      Sei tu che sembri avere il paraocchi: la nascita della tv non ha “ucciso” la radio, le novità non devono per forza cancellare tutto quello che c’è stato prima. bisogna riorganizzare, ma la riorganizzazione deve essere “organizzata”. Il commercio in città ha bisogno di attenzioni per essere rilanciato!E non solo per chi ha negozi, ma per evitare che Cremona e il suo centro diventino un deserto fatto solo di strade con pavimentazioni pregiate…

      • ftw

        il commercio ha bisogno di gente che entri nei negozi… tutto il resto sono stronzate! la radio e la televisione si usano a casa e non costano un cazzo…. tu non hai il paraocchi, ti manca proprio il cervello!

        • Paolo Mantovani

          È bello poter commentare le notizie in modo libero. Approvo anche la possibilità che lo si faccia in maniera anonima. La città è piccola e ho imparato, a mie spese, che alcuni potenti sono sufficientemente ignoranti per non tollerare (e capire!) certi commenti. Però, che ci si nasconda dietro l’anonimato per insultare e usare liberamente certi termini, è solo una dimostrazione di ignoranza.

          • ftw

            che palle…. siamo mica una confraternità delle buone maniere! se la vs sensibilità non riesce a sopportare un “cazzo” qua e la e commenti pepati per scaldare la discussione, è meglio che torniate al circolo del bridge!

        • lari

          il tuo commento ftw si commenta da solo, non sei nemmeno riuscito a capire l’esempio di cambiamento che ti ho fornito..non ti parlavo di scatolette nere da dove escono suoni o suoni e video, ma di tutto l’apparato che c’è dietro. Ripeto, le novità non devono per forza cancellare tutto quello che c’è stato prima. secondo me centri commerciali e negozi in città possono convivere, soprattutto se la c’è possibilità di trovare parcheggio con la macchina senza pagare l’impossibile, o almeno arrivare con mezzi pubblici, vicino a entrambi in modo comodo! La crisi c’è, ma a Cremona si aggiungono altri problemi!

          • ftw

            ma se solo poche settimane fa si discuteva del fatto che il parcheggio sotteraneo è sempre vuoto… perchè è troppo caro vero? Botte piena e moglie ubriaca e a pagare devono sempre essere gli altri! la tv e la radio soppravvivono non per chi ci sta dietro ma perchè c’è qualcuno disposto ancora a pagare la pubblicità che trasmettono

  • anna

    i centri commerciali hanno già i loro guai: la gente ci va anche solo per passare il tempo e non per comperare veramente. Questo svuota la città e non risolve l’economia comunque. Ma le loro finanziarie
    hanno risorse che il commercio da solo non ha. Serve una scelta politica, su che società si vuole per immaginare la sopravvivenza dei negozi.

  • irene debona

    Egr. Sig. Savonarola, Le chiedo la cortesia di permettermi di scrivere ciò che voglio sul mio sito Facebook anche perchè, non sapendo chi Lei sia, farei fatica a chiederLe un parere preventivo!
    Per quanto riguarda la competenza dei Comuni in materia di Commercio, vorrei ricordarLe il recente provvedimento governativo relativo alle liberalizzazioni: questo significa che il mio Assessorato ha, a tutt’oggi, solo competenze relative alla Regolamentazione dei mercati su suolo pubblico! Questo significa che ai Comuni, ma questo già in parte dall’introduzione della legge Bersani, non spettano più i compiti di “programmazione commerciale”, una volta previsti dai Piani del Commercio.
    Ciò nonostante per cercare di arginare le difficoltà che stanno vivendo i negozi di vicinato, soprattutto quelli in centro storico, stiamo definendo, insieme alle tre Associazioni del settore e alla grande distribuzione, un progetto di natura “strettamente” commerciale (promozioni, invio messaggi tramite cellulari, inziative varie,ecc.)che possa dare slancio al nostro commercio cittadino. Ciò nonostante, grazie al Distretto Urbano del Commercio (du cui fa parte il Comune, le Associazioni, i Sindacati, la Provincia, le Unioni dei consumatori) molti progetti sono stati cofinanziati anche tramite Regione Lombardia. In questo momento due bandi interessano le imprese commerciali, con risorse a fondo perduto.
    Se ha dubbi o perplessità non esiti a contattarmi a questo indirizzzo: assessore.debona@comune.cremona.it
    Cordialmente
    Irene

    • Girolamo Savonarola

      Gentilissimo Assessore De Bona,
      premettendo che mai mi sono permesso di vietare nulla ad alcuno, lei è liberissima di scrivere ciò che vuole sul suo Facebook senza chiedere il mio permesso, tanto è vero che io ho espresso una mia opinione così come lei ha espresso la sua, senza che ciò costituisse alcun problema, almeno per me. E’ ormai costume diffuso inalberarsi appena viene toccato l’argomento denaro, specialmente quando ci si rivolge a politici e pubblici amministratori, quindi capisco il suo disappunto. Volendo andare un pochino oltre queste scaramucce (cui lei tiene molto par di capire), fa piacere vedere che ha scelto di rispondere a me piuttosto che a tutti gli altri che qui, certamente con maggiore competenza di me, hanno espresso il proprio disagio. Fa piacere altresì constatare che la piccola provocazione ha sortito un effetto, distoglierla dalla lunga querelle sui compensi e portarla a parlare di cose più concrete e certamente più interessanti per i lavoratori cremonesi. Il fatto che non spettino più al suo assessorato i compiti di “programmazione commerciale” credo non costituisca impedimento al fatto che si possano predisporre tavoli di lavoro, chiamiamoli informali se le piace, e progettazione con i commercianti e le varie associazioni ( sull’invio di sms tramite cellulari nulla da eccepire, cosa siano “promozioni”, “iniziative varie”, “ecc.” è da capire). Plaudo perciò con soddisfazione il suo lavoro e mi fa piacere che abbia deciso di renderlo noto attraverso questo canale. Oggi siamo tutti più consapevoli di quanto lei si stia impegnando per il rilancio dell’economia cremonese con i risultati che certamente, è un sincero auspicio, non mancheranno. Resta il fatto che i problemi sollevati dall’articolo e qui condivisi da altri utenti non hanno trovato non solo nessuna risposta concreta, che sarebbe un’utopia, ma nemmeno una blanda promessa di interessamento. Leggasi ad esempio le proposte inoltrate da Mantovani più sotto. Verrebbe da dire come al solito, ma non vorrei si offendesse ulteriormente accusandomi di impedirle di esprimersi. Stia serena, mi raccomando, e se occorrerà non mancherò di contattarla. Grazie per la cortese risposta e ricambio il cordiale saluto.

      • Girolamo Savonarola

        Dimenticavo di precisare che non ho assolutamente nulla di personale contro di lei, ci mancherebbe. Come lei molti altri hanno espresso lai per la questione stipendi…I miei interrogativi riguardavano in generale la politica locale. Detto questo, grazie per l’intervento e per il coraggio, ben noto a chi la conosce, con cui è scesa nell’agone. Un saluto

  • Giacomo Zaffanella

    La cosa scandalosa è che si organizzano serate con gli industriali locali per raccogliere fondi per salvare…udite udite….la vanoli!!! Chiudono negozi ed aziende e ci si mobilita per salvare la vanoli!!! Quale indotto alimenta? Quanti posti di lavoro locali? I giocatori e lo staff?? Cremona fai passare la voglia di lottare per il bene comune…

    • Girolamo Savonarola

      Concordo. Ahimè.

  • fabrizio

    sono un piccolo commerciante. Certo, in centro sempre meno gente a favore dei centri commerciali. Ma vogliamo parlare dei canoni di locazione che vengon richiesti per certi spazi commerciali?! vi assicuro che in centro a Cremona sono esorbitanti