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A processo per rapina a prostituta La vittima lo denuncia, poi ritratta Assolto 30enne marocchino

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Avvocato Brambilla

Un trentenne marocchino, finito a processo per aver rapinato una prostituta in via Mantova, è stato assolto dal giudice Pio Massa. Per questa accusa, l’imputato, residente fuori provincia, artigiano, sposato e padre di due figli, è stato in carcere per più di quattro mesi. In un primo momento la vittima lo aveva riconosciuto con certezza, ma poi aveva ritrattato, dicendo di essersi sbagliata. “Non è lui, gli assomiglia”. La donna aveva riferito i suoi dubbi all’avvocato Paolo Brambilla, legale del marocchino, per poi sparire. Intorno alla mezzanotte di un anno fa la prostituta aveva trattato con il cliente il prezzo della prestazione, 40 euro. Improvvisamente l’uomo aveva bloccato le portiere della macchina e le aveva preso con violenza la borsetta nella quale erano custoditi i documenti, il telefono e un mazzo di chiavi. Poi le aveva afferrato il braccio e le aveva ordinato di spogliarsi, ma lei era riuscita a scendere e a fuggire. La donna aveva consegnato il numero di targa agli inquirenti che erano risaliti all’imputato, riconosciuto sia di persona che dal fascicolo fotografico. Successivamente, quando il marocchino era in carcere, la vittima si era rivolta all’avvocato Brambilla al quale aveva riferito di aver rivisto il suo aggressore in via Mantova. L’imputato ha sempre negato di essere stato a Cremona il giorno dell’aggressione.

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Commenti
  • Giovanni Baldesio

    Vicenda kafkiana piu’ tragica dell’originale del Signor K.
    Ma davvero siamo giunti a questo punto? Come e’ potuto accadere?
    L’imputato che si e’ fatto quattro mesi di galera, dunque qualche riscontro oggettivo alla denuncia doveva pur esserci, viene assolto perche’ la vittima, presunta tale, prima di sparire confessa all’avvocato del presunto REO che forse non e’ lui. Ma dico scherziamo? E’ l’avvocato dell’imputato che testimonia l’innocenza di uno che poi gli paghera’ l’onorario?
    Posto che una prostituta per il “lavoro” che fa (magari un lavoro che le italiane non vogliono piu’ fare e comunque un lavoro benedetto da tutti i puttanieri cremonesi che con l’abbondanza dell’offerta tengono i prezzi calmierati) non denuncia a vanvera e che uno si e’ fatto quattro mesi di galera (e si e’ comunqiue mantenuta la sua famiglia, of course) c’e’ un SOLO ed unico sconfitto: il popolo italiano in nome del quale pronuncia le sentenze la magistratura e che la mantiene per alcun servizio.
    Che schifo.

  • Il Giò

    Bisogna anche vedere come è possibile che un marocchino, residente fuori provincia, che quella sera dice di non essere stato a Cremona viene coinvolto in questo caso…aveva dei precedenti?