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Prescrizione:caso Lafranconi archiviato

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Sopra, il vescovo (foto Francesco Sessa)

Il gip del tribunale di Savona Fiorenza Giorgi ha archiviato per prescrizione il caso giudiziario del vescovo di Cremona Dante Lafranconi, indagato per concorso in atti sessuali su minori per non aver impedito ad alcuni sacerdoti della sua ex diocesi di Savona di compiere atti di pedofilia. Monsignor Lafranconi avrebbe quindi “coperto”, pur essendone a conoscenza, le tendenze pedofile di almeno due preti della sua comunità ecclesiale, non denunciandoli. Nella sua ordinanza, il gip ha evidenziato che “è astrattamente configurabile” l’omissione nell’impedire il verificarsi degli eventi, che equivale a cagionarli. L’opposizione alla richiesta di archiviazione era stata avanzata dall’associazione della Rete L’abuso, che tutela le vittime di sacerdoti pedofili, rappresentata da Francesco Zanardi, che da mesi accusa la diocesi di insabbiare i casi. Secondo il responsabile dell’associazione, monsignor Lafranconi era al corrente degli abusi avvenuti all’interno della curia savonese, ma non fece nulla perché venissero alla luce.

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Commenti
  • Leggete gli ultimi due capoversi della sentenza del Gip. Sono di una chiarezza abbagliante. La responsabilità del vescovo è chiarissima. Altrimenti ci sarebbe stata archiviazione perché il fatto non sussiste, non per archiviazione.
    La LEGGE DEVE ESSERE UGUALE PER TUTTI.
    La democrazia e lo stato di diritto danno fastidio, ho capito. I ricchi e potenti DEVONO essere sempre innocenti. Ho capito. Ma non è vero. La sentenza non dice che Lafranconi non sapeva. Dice che ha tenuto un comportamento omissivo, e che si è preoccupato dell’immagine della diocesi, non della salute psicofisica dei minorenni che hanno subito abusi. Ci sono sacerdoti condannati, per questi. Condannati.
    Il gip scrive “è triste dirlo” che il vescovo Lafranconi abbia pensato più all’immagine della diocesi che alla salute dei minorenni. E’ triste dirlo. sì. Devo aspettarmi i soliti insulti??????

    • Luca Ferrari

      Nessun insulto, anzi. Sono perfettamente d’accordo con lei. Bisogna – sempre – perseguire la verità, anche quando può turbare le coscienze dei più. E l’informazione, per potersi dire tale, non può essere imprecisa o, addirittura, omissiva dei fatti…

  • Il titolo “caso archiviato” non dice perché è stato archiviato.
    Anche il caso Mills è stato archiviato. Se diciamo archiviato e basta non capiamo niente.
    Quando c’è prescrizione vuol dire che il reato è stato commesso!
    Non c’è stato il processo? Per forza, c’è prescrizione. Ma perché c’è prescrizione? Perché c’è il reato. Art. 157 del c.p.

  • Non m’interessano i crucifige e le vendette, ma le dimissioni sarebbero la cosa migliore secondo me. Sine ira ac studio.

  • Luca Ferrari

    Nessun insulto, anzi. Sono perfettamente d’accordo con lei. Bisogna – sempre – perseguire la verità, anche quando può turbare le coscienze dei più. E l’informazione, per potersi dire tale, non può essere imprecisa o, addirittura, omissiva dei fatti…

  • Carlo Giordano

    Ho letto la sentenza: raccapricciante.

  • elia

    il problrma e che i pedofili bisognerebbe scoprirli al seminario e non dopo 40 anni ,povera chiesa che pena mi fai

  • H

    la gente è accecata dalla religione e non “vede” questi fatti…

  • AL BUIO

    Madre e figlia, un prete, due uomini occupano lo scompartimento. D’improvviso la luce si spegne, proprio in galleria. Rimbombo di uno schiaffone da olimpiade.
    La madre: ho educato bene mia figlia, uno dei due ha allungato le mani e lei ha reagito come deve.
    La figlia: non credevo che mia madre potesse ancora interessare gli uomini, lui ci ha provato e lei se l’è presa.
    Uno dei due: furbo il mio vicino, crede che tutte siano a sua disposizione, ben gli sta.
    Il prete: avrà fatto il villano, la donna ha risposto ma lo sberlone l’ho preso io.
    L’altro dei due: eran vent’anni che aspettavo l’occasione di menare un prete.
    Nel buio di Cremona lo schiaffone l’ha preso il vescovo, monsignor Lafranconi. Molti anni fa, quando reggeva la diocesi di Savona, non avrebbe denunciato preti pedofili, questa l’accusa secondo i giornali del posto, che i colleghi di Cremona diligentemente hanno ricopiato. Incerta anche l’ordinanza del giudice, zeppa di avrebbe, che però tronca l’iter giudiziario per l’avvenuta prescrizione.
    Figuriamoci. La Costituzione, continuamente buttata in faccia a Berlusconi nella speranza che abbia almeno uno spigolo duro, proclama che l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Ma non tiene conto che viviamo in un Paese di cattocomunisti, strutturalmente incapaci di praticare le regole che si sono dati: il cittadino è sempre colpevole davanti a una divinità, che solo gli iniziati dell’una o dell’altra parte possono interpretare. Per cui la prescrizione è sinonimo di colpa. Non, naturalmente di un sistema giudiziario che non riesce a concludere nemmeno il primo processo in dieci anni: dell’imputato. Che dovrebbe rimanere a disposizione fin che campa.
    Gli iniziati non sono in grado nemmeno del minimissimo dei confronti: aspetterebbero dieci anni un rimborso Iva o un rinnovo di passaporto?

    Cremona 09 05 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

    • Luca Ferrari

      Scrive il giudice nella sentenza: “(…) da tali documenti, perfettamente in linea con l’atteggiamento assolutamente omissivo del Lafranconi risulta – è triste dirlo – come la sola preoccupazione dei vertici della curia fosse quella di salvaguardare l’immagine della Diocesi piuttosto che la salute fisica e psichica dei minori che erano affidati ai sacerdoti della medesima, e come principalmente (per non dire unicamente) per tale ragione l’allora Vescovo di Savona non avesse esercitato il suo potere-dovere di controllo sui sacerdoti e di protezione dei fedeli”.
      Quindi: di cosa va disquisendo?

  • Stelladelmattino

    Mi domando come davanti alle chiare parole della sentenza si possano ancora alzare scudi a difesa…. povera Italia e povera Chiesa….