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L'ex Soldi diventa Fondazione, Pd accusa: 'Scelta politica contro azienda pubblica'

Sopra, uno striscione allo sciopero di agosto e la commissione Affari sociali

Cremona Solidale non sarà più Azienda Speciale (per i servizi alla persona) e diventerà Fondazione. La comunicazione ufficiale è avvenuta al termine della Commissione consiliare Affari sociali con un intervento dell’assessore Luigi Amore e con la consegna di un documento dal titolo “Prime proposte relative alla riorganizzazione del welfare locale a partecipazione pubblica”. Nessuna discussione in commissione, tutto rinviato ad un incontro ad hoc previsto per il 31 maggio. Ma il Pd ha fatto sentire subito la sua assoluta contrarietà all’operazione. “Non ci sono ragioni perchè lo si debba fare. – afferma Maura Ruggeri, capogruppo democratico in Consiglio comunale – E’ solo una scelta politica del centro destra, da sempre ostile all’azienda pubblica dei servizi alla persona”.

L’INTERVENTO DELL’ASSESSORE AMORE

L’assessore alle Politiche Sociali Luigi Amore nella sua dichiarazione ha detto che: “Nell’analisi e nelle considerazioni fatte non ho avuto nessun condizionamento ideologico privato-pubblico, semplicemente ho fatto alcune riflessioni nel proporre una impostazione più snella, un corretto uso del denaro pubblico e dove possa essere ben chiaro a tutti i cittadini chi fa, cosa fa e quali sono le responsabilità. Ho comunque messo al primo posto le persone che usufruiscono dei servizi, i più fragili, i lavoratori che hanno permesso di raggiungere una buona qualità e le famiglie degli utenti”. Amore si è poi augurato un confronto leale e corretto, in grado di analizzare i punti di forza e quelli di debolezza, però  “considerando che il mondo sta cambiando sia dal punto di vista normativo, sia per i nuovi bisogni che necessitano di risposte veloci e condivise”. L’assessore, prima di consegnare la bozza dello studio sulla riorganizzazione, ha anche avuto parole di elogio per chi lo ha preceduto sia per intelligenza che per valori ma “tutto questo oggi non basta” aggiungendo che insieme si può costruire un “nuovo sistema”.

COSA CAMBIA

Ma cerchiamo di capire cosa potrebbe cambiare con il passaggio di Cremona Solidale da Azienda Speciale  a Fondazione. Lo studio legale Martinoli-Massa Saluzzo-Degani ha collaborato con il Comune per il “riordino istituzionale del Welfare Città di Cremona”. Secondo il documento Cremona Solidale avrebbe alcune criticità rappresentate dal fatto di svolgere attività di natura assistenziale come stazione appaltante senza esercizio diretto, di aver piena titolarietà dei servizi sociosanitari ma svolge attività inappropriata per un ente di natura strumentale, inoltre la legge del 2008 richiede una ridefinizione delle modalità di servizio “in house”. Sostanzialmente si ritiene che la prestazione di servizi sociosanitari, non tipica degli enti locali, possa avere anche rischi di richiesta di danno erariale. Quindi il riordino prevede che tutta l’assistenza sia in carico al Comune (assistenza domiciliare agli anziani, disabili, Comunità alloggio minori ecc.) mentre si costituirà una Fondazione ad hoc per i servizi di natura sociosanitaria ma con il Comune come fondatore e detentore della governance. La Fondazione sarebbe un ente con personalità giuridica di diritto privato ed autonomo economicamente, organizzativamente e dal punto di vista decisionale. Cremona Solidale trasferirebbe gli accreditamenti  regionali (come trasferimento d’azienda). Per quanto concerne l’utilizzo da parte della nuova fondazione dei beni immobili di proprietà della Fondazione Città di Cremona (erede della Carità cremonese), si è individuata la possibilità di una cessione di diritto d’uso, ad esempio il diritto di superficie. La Fondazione Città di Cremona indirizzerebbe poi le sue risorse verso le altre attività del sistema di welfare cremonese.

DURA REAZIONE DAL PD

Dura Maura Ruggeri sull’ipotesi di trasformare Cremona Solidale in Fondazione. “Riteniamo che l’azienda Cremona solidale debba restare pubblica per tante ragioni”, afferma il capogruppo del Pd, “ad esempio per la particolarità dei servizi prevalentemente destinati agli anziani ed alla disabilità che richiedono una forte tutela pubblica, il che significa assunzione diretta di responsabilità da parte del Comune, bilanci approvati dal Consiglio comunale  e pertanto maggiore informazione e trasparenza per le le famiglie e per i cittadini, pur mantenendo piena autonomia organizzativa e gestionale all’azienda. Poi per la tradizione solidaristica cremonese che ha sempre visto il Comune fortemente coinvolto e garante sia dei servizi all’infanzia ed ai minori (asili nido , scuole materne, comunità alloggio per minori ) che di quelli destinati agli anziani ed ai disabili ed anche per la necessità di mantenere un forte rapporto, attraverso l’azione del Comune, con la fondazione città di Cremona depositaria del patrimonio delle IPAB ex ECA e del patrimonio dell’IPAB  Soldi, per garantire, in forma indiretta, un supporto  ai servizi gestiti dall’azienda”

“C’è poi l’esigenza di continuare a garantire condizioni contrattuali adeguate agli operatori ed una vigilanza costante della comunità sulla qualità dei servizi erogati – prosegue ancora l’ex assessore ai Servizi Sociali – Poi perché esistono tutte le condizioni, dopo il completamento delle nuove strutture, per rilanciare l’attività aziendale senza mutarne la forma giuridica. Infine perché costituire un nuovo soggetto, con personalità giuridica privata, scollegato dalla Fondazione Città di Cremona (anche se da questa in qualche forma risarcito della perdita patrimoniale) indebolisce il sistema dei servizi destinati alla parte più fragile della popolazione, rompendo legami solidaristici e andando a separare ciò che invece è opportuno tenere insieme, soprattutto in tempo di crisi, quando le risorse sono scarse e non si può continuare ad  aumentare la pressione sulle famiglie”.

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