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Un incidente ogni due giorni Cremona prima per densità di sinistri in bicicletta E in via Buoso da Dovara ciclista investita

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Sopra, la biciclettata di protesta del 31 marzo nel passaggio da via Sesto

Dopo le polemiche sulle condizioni delle piste ciclabili in città, le biciclettate di protesta a favore di percorsi per le ruote e in ricordo dei ciclisti morti sulla strada, a pochi giorni dalla Giornata della Bicicletta (in programma domenica 13 maggio), ecco l’analisi di D.A.S. (gruppo Generali), compagnia specializzata nella tutela legale: Cremona è la prima provincia in Lombardia, la dodicesima in Italia, per densità di incidenti con biciclette. Se ne verifica uno ogni 1.752 abitanti tra i 6 e gli 85 anni. Seguono le province di Milano (1 incidente ogni 1.773 abitanti – 14° in Italia) e di Monza e Brianza (1/1.950 – 15° in Italia).
Secondo gli ultimi dati disponibili elaborati da D.A.S., nel 2010 in provincia di Cremona si è verificato un incidente con biciclette ogni 2 giorni, circa 16 al mese, per un totale di 191 sinistri. Esaminando le statistiche dell’intero decennio si nota che il picco di incidenti è stato toccato in provincia di Cremona nel 2007, anno in cui se ne verificarono 238. Non andò meglio nel 2009, quando furono registrati 215 sinistri. Il 2002, con 151 incidenti con biciclette, è stato invece l’anno con il più basso; a seguire il 2003 (165) e il 2001 (167).
Nell’arco del decennio 2001-2010, fanno ancora sapere da D.A.S., gli incidenti della provincia di Cremona sono cresciuti del 14%, un valore nettamente inferiore al +27% registrato mediamente in Lombardia. Le province lombarde dove il numero di sinistri è cresciuto di più sono Lecco (+117%), Brescia (+85%), Bergamo (+80%), Como (+62%) e Lodi (+43%). Pavia uguaglia la performance di della provincia di Cremona, mentre gli incrementi sono stati relativamente più contenuti nelle province di Mantova (+10%) e Varese (+6%). Milano (-6%) e Sondrio (-50%) sono le uniche province lombarde dove gli incidenti con biciclette si sono ridotti.
A livello nazionale, secondo i dati elaborati da D.A.S., Emilia Romagna (1 incidente ogni 1.341 abitanti), Veneto (1/2.261) e Lombardia (1/2.410) sono le regioni con la più alta incidenza di sinistri con biciclette, mentre le regioni dove se ne riscontrano di meno, in rapporto agli abitanti tra i 6 e gli 85 anni, sono la Basilicata (1/90.808), la Calabria (1/39.587) e la Campania (1/30.226).

Foto Francesco Sessa

AGGIORNAMENTO – CICLISTA INVESTITA IN VIA BUOSO DA DOVARA

E l’ennesimo esempio del difficile rapporto ciclisti-Cremona si è registrato attorno alle 15,30. All’ospedale è finita una 62enne, dopo l’urto tra la sua bici e un’automobile all’altezza dell’incrocio con via Pippia.

Fortunatamente non ci sono state conseguenze fisiche gravi. Intervento dell’ambulanza e codice verde all’ospedale.

 

Sotto: sulla sinistra la classifica della densità di incidenti, sulla destra quella della variazione

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Commenti
  • Chele

    Mi sia permesso di spendere due parole a commento dei dati proposti al lettore.
    Valorizzare l’uso della bicicletta è sacrosanto, specialmente in queste giornate di tempo bello; io stesso ne sono un grande sostenitore, perché mantiene il fisico allenato, permette di muoversi con agilità nelle ZTL e si trova parcheggio quasi ovunque.

    D’altro canto è sciocco strapparsi le vesti per il numero di incidenti tra ciclisti e veicoli a motore, quando molto spesso chi siede in sella si comporta come se il codice stadale fosse opzionale!
    Si vedono continuamente incoscienti passare con il semaforo rosso, imboccare e percorre contromano strade anche piuttosto trafficate; o perlomeno comportarsi da incivili, per sempio salendo (e pedalando) sui marciapiedi obbligando i pedoni a scansarsi, e ostinandosi a procedere sulle due ruote nelle aree pedonali dove NON sia previsto il traffico veicolare in assoluto (come via Solferino).

    Ripeto, la bicicletta è comoda, pratica e non ha costo di manutenzione – Dio ce ne scampi! – ma indubbiamente occorre che ANCHE i ciclisti facciano la loro parte nel comportarsi responsabilmente in strada, altrimenti… a costo di sembrare cinico, “chi è causa del suo mal, pianga sè stesso!”

    • by paolo

      Sicuramente vi sono ciclisti indisciplinati come altrettanto autisti. Non penso che tutti gli incidenti siano procurati da ciclisti incoscienti… Abito al Boschetto,che ormai è diventato un vero quartiere,ogni mattina quando vado al lavoro, vedo studenti e altre persone che percorrono la strada con macchine che sfrecciano come se fossero in tangenziale… e qui purtroppo la pista ciclabile purtroppo non esiste. Vedo piste ciclabili in periferia che non vengono usate perché fatte in luoghi quasi disabitati e invece dove veramente occorrono neanche l’ombra (appunto vedi via Boschetto o altre zone molto frequentate).

      • Chele

        Questo è vero: ad esempio via Milano, fino a non molti anni fa, non aveva la pista ciclabile che porta comodamente (e in relativa sicurezza) al centro sportivo Stradivari, tanto per fare un esempio.
        Poi ci sono idee perlomeno discutibili, come la ciclabile nel tratto di via Sesto in discesa, dall’incrocio di via S. Ambrogio (perché obbliga ad attraversare in prossimità di una curva e con veicoli che sopraggiungono ad andatura sostenuta, appunto essendo in discesa).

        Certamente corsie apposite per i cicli sarebbero ben gradite, in specie nelle zone di periferia (per chi è nelle frazioni, quindi in mezzo ai campi, ci vuole poco: basterebbe allargare di due metri la carreggiata coprendo un fosso!), anziché togliere l’asfalto seminuovo dai viali per sostituirlo con lastre di marmo e sampietrini, che per quanto belli richiedono anni e anni di rodaggio affinché siano davvero fruibili, cioè senza causare sobbalzi da lavatrice in centrifuga!

        Tornando al discoeso principale, di incidenti causati da “pericoli al manubrio”, anziché al volante, non ne ho visti ancora nessuno dal vivo; ma ho visto veramente troppe persone girare con la luce spenta di sera (anche contromano, o con la nebbia più fitta!) oppure tagliare per un incrocio con il semaforo rosso.
        Tutto ciò non per far polemica, s’intende, ma semplicemente perché mi piace sentire anche l’altra campana, come si suol dire, e mi piace che si faccia altrettanto… un po’ più spesso di quanto non succeda.

    • mario

      Io vedo spesso i tuoi assistiti virtuali con il telefonino in mano mentre guidano : tu cosa fai ??

  • Wilkins Micawber

    Sciocchezze. Ma è una indagine statistica seria quella che mette insieme da provinciali? PROVINCIALI. Manca il primo requisito l’omogeneità delle fonti, si può paragonare la PROVINCIA di Varese con quella di Cremona o Milano? E poi, chi ha fatto il titolo dell’articolo dovrebbe imparare a dominare i suoi nervi – è isterico o un tantino falso 😉

    • mario

      Tu No ………vero ???????????!!!

  • danilo

    Bici e auto insieme , sulla strada, non vanno d’accordo. Chi è convinto di poter girare con maggiore sicurezza a Cremona perchè la città è piccola e il traffico limitato si sbaglia.
    D’accordo i comportamenti indisciplinati dei ciclisti, ma grande disattenzione e altrettanta indisciplina e superficialità degli automobilisti, che spesso invadono le poche e inadeguate piste ciclabili esistenti anche parcheggiandovi stabilmente. Corso Garibaldi ne è un esempio. Ovviamente tollerato dai vigili.
    Un suggerimento conreto : oltre ai sistemi di illuminazione notturni, obbligo di casco e di guantini con imbottitura palmare anche per chi va in bici in città.
    Oltre naturalmente alla richiesta di avere autentiche piste ciclabili da non condividere con le auto e a controlli da parte dei vigili urbani sullo stato di salute delle bici, in particolare di copertoni e freni.
    Ma so di chiedere la luna !!!

  • jacopo

    servono vere piste ciclabili…e non devono essere cancellate quelle che ci sono (come gia succeaso)!

  • CAPIRE E PRENDERE DECISIONI

    La DAS, del gruppo Assicurazioni Generali, s’è accorta che Cremona è la prima provincia in Lombardia, la dodicesima in Italia, per densità di incidenti con biciclette.
    Ciò appreso, il capo del gabinetto del sindaco Oreste Piva, il dottor Misuracalzini, ha consigliato all’Assessore alla mobilità sostenibile sempre che ce la faccia, Francesco Bordi, di ordinare al dirigente del servizio, o in caso di inidoneità, a un collaboratore esterno, di preparare un corso accelerato, ma meditato, per i cittadini in bicicletta, che risultano responsabili di un numero tale di incidenti, da essere segnalati all’intera Italia.

    Cremona 12 05 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

    • mario

      E perchè non preparare un corso accelerato anche per amministratori ?

  • mario

    Ma qualcuno poteva aspettarsi cose diverse dagli amministratori della “città in blu” ?
    Nel blu dipinto di blu( a terra) siamo i primi : complimenti al sindaco
    C’è inquinamento anche senza riscaldamento acceso: qualcuno sa qualcosa ?