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Ruzante in dialetto Divertente lettura al teatro Filo

L’annuncio diceva che nel pomeriggio presso il Teatro Filodrammatici per conto dell’Università della Terza Età, vi sarebbe stata la “Lettura drammatizzata e divertentissima di pagine di Angelo Beolco, detto il Ruzante (1500-1542), tradotte da Gigi Manfredini in sapido dialetto cremonese” da parte di Gigi Manfredini, Walter Benzoni, Milena Fantini e Agostino Melega.

Era inevitabile che questi attori facessero ritornare alla memoria il Gruppo Studio di Teatro che per tanti anni è stato il perno dell’attività teatrale cremonese, realizzando tra l’altro, e con grande successo, tutti i testi del Ruzante che il Manfredini andava traducendo dal “pavano” al nostro dialetto cremonese con la ricerca di espressioni che rendessero al massimo lo spirito e la comicità degli originali.

Così, di fronte ad un pubblico sempre più divertito, i quattro attori hanno presentato brani tratti dalla “Moscheta”, dal “Parlamento”e da “Bilora” per concludere a quattro voci con l’omaggio all’amore tratto dal Prologo 2° de “L’Anconetana.

Il passaggio da una scena all’altra è stato condotto dalla guida puntuale del bravo Agostino Melega che si è anche misurato nella lettura di alcuni brani; ma poi lo spettatore ha potuto ritrovare i grandi di allora come la formidabile Milena Fantini in perfetta forma, Walter Benzoni che sembrava ringiovanire con la perfetta recitazione delle maliziose battute di Ruzante e Gigi Manfredini che ha saputo dominare la scena con sapiente gradualità fino a conquistare il pubblico ad una libera ed insistente risata, soprattutto con l’interpretazione di Andronico dalla “Bilora”.

La prima domenica di maggio si è celebrata la “Giornata mondiale della risata per la pace nel mondo”, coscienti che i dittatori, i nazionalisti ed i guerrafondai mancano di humor e di senso del ridicolo; vorremmo dire che nel pomeriggio di lunedì al Filo si è ricuperata a Cremona quella giornata con un’efficace “lezione di pace”, coronata dalla gran quantità di risate che gli attori hanno saputo provocare, a dimostrazione di come niente sia più serio di una sana risata.

Giorgio Bonali (Testo e foto)

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