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Calcioscommesse, prime ammissioni di Gatti e Acerbis

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Nella foto il giudice Guido Salvini e il suo assistente Giovanni

Il giorno dopo la terza ondata di arresti del calcio scommesse, il gip Guido Salvini ha iniziato gli interrogatori. I primi a comparire davanti al giudice sono stati l’ex calciatore Ivan Tisci (al posto del giocatore della Sampdoria Bertani, il cui interrogatorio era previsto per oggi), l’autotrasportatore bergamasco amico di Filippo Carobbio Vittorio Gatti e il calciatore del Vicenza Paolo Domenico Acerbis. L’interrogatorio di Tisci, che si è detto estraneo all’associazione, è durato circa un’ora. Al termine i suoi avvocati hanno chiesto la revoca della misura cautelare. A differenza di Tisci, Gatti e Acerbis hanno fatto delle ammissioni. In particolare Vittorio Gatti avrebbe raccontato di aver portato i soldi da Bari, ma senza sapere, a suo dire, che servivano per scommesse illegali. Avrebbe agito per amicizia nei confronti di Carobbio. Gatti è già uscito dal carcere. Per lui la misura più lieve dell’obbligo di firma.

Domani tocca a Mauri, Milanetto e Turati.

Intanto da un’informativa della polizia agli atti dell’inchiesta di Cremona è emerso che il presidente del Siena Massimo Mezzaroma avrebbe chiesto ai suoi giocatori di perdere una partita perché voleva scommettere sulla sconfitta della sua squadra. A chiamare in causa Mezzaroma, gli ex giocatori della squadra Carobbio e Coppola.

Gli indagati hanno nominato i loro difensori e questa mattina a Cremona i legali hanno depositato le nomine. Il primo ad arrivare è stato Antonio De Rensis, che assiste Antonio Conte.  “E’ sereno ed è determinato a dimostrare la sua estraneità ai fatti che gli vengono contestati”, ha detto il legale. “Sono convinto che non c’entri nulla, lavoreremo per questo perché Conte è un patrimonio del calcio”. Poi il legale di Bobo Vieri, l’avvocato Danilo Buongiorno: “sono tranquillissimo e sono sicuro che il mio assistito sarà scagionato a breve perché non ha fatto nulla. Vieri non ha mai avuto contatti con gli arrestati o con gli indagati di questa vicenda e, leggendo la notifica, la sua posizione, al massimo, e’ quella di testimone e come tale potrebbe avere qualcosa da dire, ma a sua discolpa”. “Tranquillo e sereno”, secondo il suo avvocato, anche Stefano Mauri, assistito dal legale Matteo Melandri, che ha visitato il calciatore in carcere. ”Abbiamo chiesto al gip di sentire Mauri il piu’ rapidamente possibile. Per rispetto del suo lavoro intendiamo confrontarci con lui sull’ordinanza che ha portato all’arresto di Mauri e durante l’incontro formuleremo le nostre controdeduzioni”.

In questi primi due giorni l’ufficio Digit del tribunale di Cremona ha già digitalizzato 6.104 pagine che compongono sette faldoni e l’ordinanza dell’inchiesta.

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