Cronaca

Rsa: in Ats Valpadana rette di duemila euro al mese e liste d’attesa in forte crescita

Indagine della Federazione pensionati Cisl. Nel territorio 87 strutture, oltre 8mila posti letto e 11.492 domande in lista d’attesa con un aumento del 27%

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Case di riposo: nell’ATS Valpadana rette oltre i 2mila euro al mese e liste d’attesa in forte crescita (+27%)

Indagine della Federazione pensionati della Cisl sulle RSA lombarde. Nel territorio dell’ATS Valpadana 87 strutture, oltre 8mila posti letto autorizzati e 11.492 domande in lista d’attesa. In un anno le liste d’attesa aumentano del 27%.

Oltre 2mila euro al mese per un posto letto ordinario, fino a quasi 2.800 euro per i posti solventi, quelli in cui la spesa è tutta a carico dell’assistito. È questo il costo medio che le famiglie devono sostenere per il ricovero di un anziano non autosufficiente in una delle RSA del territorio dell’ATS Valpadana.

A fotografare la situazione è il nuovo report della Fnp Cisl Lombardia sulla non autosufficienza e sulle Residenze sanitarie assistenziali, che analizza i dati delle 738 RSA presenti in regione, con un focus anche sulle singole ATS.

Nel territorio dell’ATS Valpadana, che comprende le province di Cremona e Mantova, nel 2025 risultano attive 87 RSA, una in meno rispetto all’anno precedente. I posti letto autorizzati sono 8.078, in leggero calo rispetto agli 8.093 del 2024. Crescono invece i posti letto accreditati, che passano da 7.763 a 7.819, mentre restano sostanzialmente stabili quelli contrattualizzati, cioè quelli per i quali Regione Lombardia copre una parte della spesa: 6.957, contro i 6.963 dell’anno precedente.

Il dato più preoccupante riguarda però le liste d’attesa. Nel 2025 le domande registrate nelle RSA dell’ATS Valpadana sono 11.492, contro le 9.046 del 2024: un aumento di 2.446 domande, pari al 27,04%. Va precisato che una stessa persona può presentare domanda in più strutture, ma il dato conferma comunque una pressione crescente sul sistema. I tempi medi di attesa per entrare in una RSA sono tra i tre e i sei mesi, con punte di dodici mesi in alcuni casi estremi.

“Parliamo di numeri che devono far riflettere – osserva Cesira Chittolini, segretaria generale della Fnp Cisl Asse del Po – perché riguardano famiglie che si trovano ad affrontare contemporaneamente due problemi: da un lato rette sempre più difficili da sostenere, dall’altro tempi di attesa che rischiano di diventare incompatibili con i bisogni degli anziani non autosufficienti. La popolazione anziana cresce, ma l’offerta residenziale non aumenta nella stessa misura.”

Nel territorio dell’ATS Valpadana la popolazione complessiva passa da 760.588 a 761.667 abitanti, mentre gli over 65 salgono da 188.442 a 191.218, con un incremento dell’1,47%. La quota di anziani sul totale della popolazione passa così dal 24,78% al 25,11%. A fronte di questo aumento, il rapporto tra posti letto autorizzati e popolazione over 65 scende di poco dal 4,29% al 4,22% (superiore alle media regionale che è del 2,85%).

Sul fronte delle rette (media regionale 76,02 euro), la retta minima giornaliera media passa da 63,94 a 65,06 euro, con un aumento dell’1,75%. La retta massima media scende leggermente, da 70,89 a 70,26 euro, mentre la retta media per i posti solventi resta molto elevata: 92,61 euro al giorno, oltre 2.800 euro al mese.

“Il tema della sostenibilità economica resta centrale – conclude Chittolini –. Le pensioni medie, 1.300 e 1.400 euro al mese, sono molto più basse del costo mensile di una RSA e spesso nemmeno l’indennità di accompagnamento è sufficiente a colmare la distanza. Questo significa che le famiglie devono utilizzare risparmi, chiedere aiuto ai parenti o cercare strutture più lontane da casa, con conseguenze pesanti anche dal punto di vista umano e relazionale. A partire dal periodo post pandemico la Regione ha erogato contributi per circa 220 milioni di euro annui agli enti gestori delle Rsa, ma non è intervenuta per sostenere le famiglie che si trovano sempre più in difficoltà. Con l’assessorato al Welfare è in atto un confronto su questo tema e l’auspicio è che si possano concordare presto delle misure per contenere le spese a carico degli utenti.”

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