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Confartigianato premia tredici studenti meritevoli "Promuovere l'artigianato tra i giovani"

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Si è svolta presso il Salone dei Quadri di Palazzo Comunale, la 27a edizione della consegna delle Borse di Studio promosse da Confartigianato Cremona per l’anno scolastico 2011/2012. Un’edizione che si è svolta forse nel periodo peggiore della crisi economica in atto da alcuni anni e che non poteva non essere motivo di argomento della relazione del Presidente provinciale Massimo Rivoltini.

Una visione della crisi però che offre molto spazio alla positività e ad un futuro costruttivo. «Secondo i dati dell’Ufficio Studi di Confartigianato – ha detto Rivoltini – nel 2011, nonostante la crisi, 1 impresa artigiana su 4 ha avuto difficoltà nel reperire personale qualificato. Con il risultato che lo scorso anno, rispetto ad un fabbisogno occupazionale di oltre 90.000 persone, i piccoli imprenditori hanno dovuto rinunciare ad assumere il 25,1% della manodopera necessaria, pari a 23.000 persone».

Secondo il Presidente, uno strumento adeguato per risolvere la questione della mancanza di idonee figure professionali è sicuramente l’apprendistato. «Per i giovani, l’inserimento nelle piccole imprese rappresenta un’opportunità di formazione e di occupazione stabile e qualificata e le imprese rivestono, in questo senso, il fondamentale ruolo di soggetto formatore, capace non solo di insegnare una professione, ma anche di educare al lavoro e al senso del lavoro».

Secondo Rivoltini, il problema però è culturale. «Negli ultimi anni, infatti, è stato eccessivamente esaltato il lavoro intellettuale, con la conseguenza che i giovani si sono affollati nei licei e hanno abbandonato gli istituti professionali».

E per far sì che i giovani possano affrontare con coscienza le scelte del futuro, l’Associazione Artigiani si è sempre spesa per offrire occasioni di informazione. «Noi ci impegniamo da sempre in un capillare lavoro di promozione dell’artigianato partendo dalle famiglie e dalla scuola – ha proseguito Rivoltini -, dimostrando così che tutte le attività svolte da imprese artigiane possono offrire ampie possibilità ai giovani di costruirsi un futuro, certamente impegnativo, ma sicuramente affascinante».

Rivoltini ha quindi concluso con l’augurio “che i giovani possano in questo modo sentirsi sollecitati a dare spazio alla loro creatività, così da poter esprimere la loro voglia di fare ed a prendere concretamente in mano il loro futuro, trovando gli stimoli giusti per crescere sia dal punto di vista professionale, sia da quello umano”.

Dopo gli interventi delle Autorità presenti, sono seguite le premiazioni dei giovani meritevoli che hanno conseguito la promozione nell’anno scolastico 2010/2011 con la votazione media di 8/10 e di una giovane neo laureata.

BORSE DI STUDIO “CARLO ZAPPONI e LUIGIA CAZZONI”
1) Ruggeri Francesca – Castelverde
2) Bruni Michele – Piadena

BORSE DI STUDIO “DANTE FERRARI”
1) Galimberti Stefano – Vescovato

“GIUSEPPINA BASSI FERRARI”
1) Xhani Klejdis – Cremona

BORSA DI STUDIO “SILVIO  IACCHETTI”
1) Benazzi Francesco – Pieve San Giacomo

BORSA DI STUDIO “RINA GASPARINI IACCHETTI”
1) Bertoli Luisa Maria – Cremona

BORSA DI STUDIO “VITTORIO  IACCHETTI”
1) Bolsi Giulia – Grontardo

BORSA DI STUDIO “OTTORINO GALLINI”
1) Cozzini Jessica – Casalmaggiore

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Commenti
  • Rita

    Personalmente non condivido l’opinione espresse in questo articolo:
    L’apprendistato è troppo spesso usato come forma di sfruttamento, giunta l’età limite, l’operaio viene licenziato e assunto un’altro più giovane, pratica che si usava già negl’anni ’70 quando non esistevano ancora tutte le forme di collaborazioni odierne;
    Il fatto che le imprese non trovano manodopera specializzata è decisamente dovuto maggiormente, alla scarsa considerazione che viene data al lavoratore,principalmente da un punto di vista economico, ma in certi casi anche sotto l’aspetto di sicurezza e prevenzione.
    La leggenda metropolitane che i giovani preferiscono studiare ad un futuro più professionale, mi ricorda il verso di una vecchia canzone ” anche l’operaio vuole il figlio dottore”, troppo spesso le aziende preferiscono non assumere chi studia perchè temono la cultura, perchè essa spesso è espressione di conoscenza, e la conoscenza porta all’inalienabile convinzione dei diritti di un lavoratore; quindi la questione è più sociale che culturale, l’immobilità della scala sociale è una piaga della civiltà italiana; in altri paesi europei gli studenti vengono assunti part-time anche dagli artigiani,permettendo così di creare futuri membri della società con capacità tecniche e conoscenze culturali anche differenti l’una dall’altra,ma in questi paesi i diritti e i doveri sono garantiti, perchè sono insiti nel tessuto culturale.