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Sisma, a Cremona niente calamità: nessun fondo per i consolidamenti La Caritas è nelle zone terremotate Gli artigiani: "Comprare il Parmigiano"

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Nel pomeriggio arriva la conferma. La provincia di Cremona non è stata inserita tra quelle per cui è stato conferito lo stato di calamità e dunque non otterrà alcun fondo ministeriale per i lavori di messa in sicurezza degli edifici lesionati dal sisma. E se Torrazzo e Cattedrale non hanno dato nessun problema (guarda il video del sopralluogo), alcuni danni sono stati riscontrati a Duomo di Casalmaggiore, chiesa del Carmine di Sabbioneta, quella di Villa Pasquali, Cogozzo (chiusa al pubblico), Roncadello, Gussola nel Cremonese, Stagno Lombardo, Casanova d’Offredi, Piadena e Persico. “Non abbiamo la possibilità economica – è l’allarme del responsabile per i beni culturali ecclesiastici diocesani – per poter lavorare per il consolidamento strutturale di tutte le chiese. Anzi, c’è il problema di tener aperte le chiese che fungono da chiese parrocchiali”. Un esempio per quanto riguarda la conservazione delle chiese: la Chiesa Vecchia di Scandolara Ravara, che era stato oggetto di consolidamento dopo il terremoto di Salò del 2004, non ha dato segni di cedimento in seguito al sisma, mentre la parrocchiale qualche segno l’ha dato. “Ancora una volta tutto dipenderà dalla generosità delle comunità che dovranno farsene carico in prima persona”, conclude don Bonazzi.

NUOVA SCOSSA

E un nuovo terremoto è stato sentito nel Nord poco prima delle 17. Alle 16,58, per la precisione, è stata registrata una scossa di notevole intensità: magnitudo 4 con profondità di 5,8 chilometri ed epicentro nella zona di Novi di Modena.

LA CARITAS CREMONESE NELLE ZONE TERREMOTATE

Ventuno tende e 100 letti, con reti, materassi e guanciali: questi i materiali, per una cifra complessiva di oltre 20mila euro, consegnati nella giornata di mercoledì 30 maggio dalla Caritas Cremonese alle popolazioni terremotate del Mantovano e del Modenese. Si tratta del primo intervento messo in atto nelle zone colpite dal sisma da una delle Caritas lombarde, di concerto con la Caritas Italiana e la delegazione regionale.

«C’è tanta paura tra la gente – raccontano gli operatori Caritas rientrati a Cremona nel cuore della notte –. Passando per le strade si notano tende, camper, ombrelloni e sdraio disseminati in tutti gli spazi verdi accanto alle abitazioni. Non si tratta solo di persone che hanno le propie case inagibili, ma anche di chi ha paura di restare in un luogo chiuso». «È stato impressionante – continuano – vedere la devastazione provocata dal terremoto. Rispetto al nostro viaggio del 20 maggio abbiamo notato chiaramente come la situazione si sia aggravata. Ad esempio a Mirandola i crolli con le nuove scosse dei giorni scorsi sono stati numerosissimi».

Presto la Caritas Cremonese tornerà nel modenese per offrire altri aiuti. Probabilmente già la prossima settimana saranno trasferiti in Emilia gli alimenti raccolti in Caritas, così come negli oratori Cremonesi. Tanti i cremonesi che hanno già dimostrato la propria solidarietà, economica o materiale, nei confronti delle popolazioni colpite dal terremoto. «Grazie di cuore – afferma il vicedirettore di Caritas Cremonese, Cristiano Beltrami – ai tanti donatori per il sostegno. Grazie alla F.O.Cr.».

CONFARTIGIANATO: “ACQUISTARE PARMIGIANO PER SALVARE LA FILIERA”

Confartigianato Cremona, di fronte alle vicende che ormai da giorni aggravano le condizioni degli abitanti delle zone terremotate, ha deciso di proporre ai propri associati ed ai loro dipendenti, nonché a tutti i collaboratori dell’Associazione di comprare alcuni prodotti tipici della zona. Prodotti che mai come ora sono soggetti alla svalutazione ed al mercato nero. La decisione nasce a seguito dei richiami fatti dalle autorità ed alla vicinanza agli imprenditori che desiderano che tutto ritorni il prima possibile alla normalità. Confartigianato Cremona prima raccoglierà tutte le richieste di acquisto – nella certezza che saranno molte – e poi le inoltrerà direttamente alle aziende del territorio provate dal sisma.

L’iniziativa prenderà avvio con le prenotazioni di tranci di Parmigiano Reggiano: quelle stagionate di 14 mesi e quelle invecchiate. Il prezzo sarà quello dettato dalle autorità e varia dagli 11,50 ai 13 Euro al kg.

«Ci auguriamo – ha detto il Presidente di Confartigianato Cremona Massimo Rivoltini – che l’iniziativa possa ottenere un ampio riscontro perché siamo consapevoli che solo con lo sforzo di tutti il nostro Paese potrà tornare a fiorire nelle sue molteplici peculiarità e nelle sue varietà di prodotti di alto livello. Anche attraverso il profumo, il sapore e la delicatezza della stagionatura di questi particolari formaggi si esalta il lavoro dell’uomo e dell’individuo e, non dobbiamo dimenticarlo, soprattutto in momenti come questi in cui la sua produzione è ad alto rischio».

«Comprando questi prodotti – conclude Rivoltini – non abbiamo certo la presunzione di migliorare le condizioni immediate dei paesi colpiti dal terremoto, ma vogliamo sentirci vicini a quei lavoratori, a quegli artigiani per cercare di essere più forti della crisi economica e più forti del terremoto stesso».

Per gli acquisti è possibile contattare gli Uffici di Confartigianato Cremona – via Rosario, 5 – billi@confartigianato.cremona.it – tel. 0372 598820.

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