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Festa della Repubblica, la cerimonia in piazza Marconi

Repubblica

Foto Francesco Sessa

Sobrietà e pensiero all’Emilia. Si è svolta nel pomeriggio, a partire dalle 17,30, la cerimonia di commemorazione del 66° Anniversario della Repubblica. Alla festa del 2 giugno hanno preso parte cittadini, autorità religiose, civili e militari, forze armate, dell’ordine, e associazioni combattentistiche e di volontariato.

MEDAGLIE

In mattina, invece, nella cornice  dell’auditorium dell’ex Chiesa di San Vitale del Capoluogo, il Prefetto Tancredi Bruno di Clarafond, ha consegnato, la medaglia d’onore a 40 cittadini cremonesi – ovvero ai loro familiari – che hanno vissuto la drammatica esperienza della deportazione nei lager nazisti e del lavoro coatto durante la seconda guerra mondiale. Nel medesimo contesto, 10 dei cittadini cremonesi hanno ricevuto anche la croce al merito di guerra, destinata a chi, nel medesimo periodo, militò in zone di guerra.

Alla cerimonia hanno partecipato oltre al Sindaco di Cremona e al Presidente del Consiglio provinciale, anche i Prefetti emeriti di Cremona e Mantova, il Questore, i Comandanti provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, il Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, il Comandante provinciale della Caserma Col di Lana,  e i Sindaci dei comuni di appartenenza degli insigniti, i dirigenti degli altri uffici pubblici e diversi esponenti del mondo culturale e religioso  del territorio.

Durante la cerimonia, il Prefetto ha ringraziato gli insigniti in quanto il loro sacrificio ha permesso agli uomini di comprendere meglio il significato profondo di concetti come “dignità umana”, “libertà” e “rispetto dell’altro”. E ha poi ricordato il sacrificio dei soldati “che, nel nome della difesa della Patria e dei suoi principi fondamentali hanno deciso di mettere a rischio la propria vita combattendo nelle zone di guerra e, quindi, ai 10 cittadini cremonesi che hanno fatto conoscere quanto profondo e convinto fosse l’attaccamento al proprio Paese e forte il desiderio di difendere l’integrità del suo territorio e della sua gente”.

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Commenti
  • MARIO

    Ma la gente dove’era ?