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Calcioscommesse: un anno dagli arresti, inchiesta infinita

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Sopra, a sinistra Paoloni, a destra Milanetto (foto Francesco Sessa)

Un’inchiesta infinita. Così l’indagine sul calcioscommesse vista dal pm Roberto di Martino: “è come cercare di svuotare il mare con un cucchiaino”, ma prima o poi bisognerà mettere la parola fine: “ho più di tremila processi arretrati da portare avanti”, ha ribadito il pm. E’ ormai passata una settimana dagli arresti di quest’ultima ondata ed è passato un anno dall’inchiesta, nata dalla partita di calcio di prima divisione Cremonese-Paganese del 14 novembre 2010, durante la quale qualcuno mise il Minias, potente sonnifero, nelle borracce dei giocatori grigiorossi.

I PRIMI ARRESTI

Nel giugno del 2011 finirono in carcere 7 persone e altre 9 ai domiciliari, tra cui l’ex giocatore della Nazionale Beppe Signori. 28 gli indagati, tra cui Cristiano Doni. Vennero disposte intercettazioni telefoniche che rivelarono “l’accanita propensione del portiere Marco Paoloni”, a quel tempo fuori rosa e in prestito al Benevento, sospettato di aver messo il Minias nelle borracce dei compagni, “a fare scommesse sportive con particolare riguardo agli incontri di calcio e attività che venivano realizzate con l’intermediazione di Massimo Erodiani, organizzatore di scommesse, insieme a Marco Pirani, medico odontoiatra di Ancona”. Erodiani e Pirani erano in collegamento con i gruppi di scommettitori milanesi, bolognesi, con a capo Beppe Signori, e gruppi di stranieri, slavi e zingari.

LA SECONDA TRANCHE DELL’INCHIESTA

Il pm di Martino (foto Sessa)

Nel dicembre successivo altri arresti, sospetti su gare di serie A e nel mirino degli inquirenti un’organizzazione criminale con base a Singapore. 17 le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip Guido Salvini: in manette, tra gli altri, anche l’ex capitano dell’Atalanta Cristiano Doni, Carlo Gervasoni e Filippo Carobbio, i due grandi “pentiti” del calcio scommesse, e gli ex giocatori Luigi Sartor (Parma, Vicenza, Inter e Roma) e Alessandro Zamperini (serie B, Lega Pro). Tutti accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e frode sportiva. Centro dell’organizzazione Singapore e le basi operative nell’Europa dell’Est. Secondo la procura di Cremona, al vertice c’era Eng Tan Seet, detto “Dan”, che attraverso una rete di collaboratori lavorava per alterare incontri nei campionati italiani e in altri paesi.

MAGGIO 2012: ULTIMO BLITZ

A maggio del 2012 l’ultimo blitz della squadra mobile con gli arresti di altri personaggi illustri del mondo del calcio come Stefano Mauri, della Lazio e Omar Milanetto, ex Genoa. Emessi 19 provvedimenti, 10 ai danni di calciatori ed ex giocatori di A, B e Lega Pro. Ordini di arresto anche per cinque ungheresi, sostituitisi al gruppo degli zingari, braccio operativo in Europa. Il gip Salvini non ha invece accolto la richiesta di arresto avanzata dalla procura nei confronti dell’attaccante del Genoa Giuseppe Sculli, indagato per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva. Tra le partite nelle carte dell’inchiesta, Napoli-Sampdoria  (30 gennaio 2011, 4-0), Brescia-Bari (6 febbraio, 2-0), Brescia-Lecce (27 febbraio, 2-2), Bari-Samp (23 aprile, 0-1), Palermo-Bari (7 maggio, 2-1), Lazio-Genoa (14 maggio, 4-2) e Lecce-Lazio (24 maggio, 2-4).

BUFERA IN SERIE A: GLI INDAGATI ECCELLENTI

Ed è bufera in serie A: nell’inchiesta sono coinvolti anche il commissario tecnico della Juve Antonio Conte, il difensore della nazionale Domenico Criscito, escluso dagli Europei, e il difensore della Juve Leonardo Bonucci. Iscritti nel registro degli indagati risultano anche l’ex giocatore Bobo Vieri e il presidente del Siena Massimo Mezzaroma. A chiamare in causa quest’ultimo è stato Carlo Gervasoni, che agli inquirenti ha raccontato di aver saputo tramite il gruppo degli zingari che Mezzaroma avrebbe pagato due giocatori di un’altra squadra. All’ex bomber della Nazionale Beppe Signori, invece, la procura contesta il reato di riciclaggio in concorso con l’ex calciatore Luigi Sartor, un suo amico, Luca Burini, e il suo commercialista Daniele Ragone. Questi ultimi due sono stati posti agli arresti domiciliari. L’accusa riguarda della movimentazione di denaro, attraverso una società  panamense, proveniente dalle scommesse. Signori e Sartor rimangono a piede libero in quanto erano già  stati arrestati nella prima tranche dell’inchiesta.

GLI INTERROGATORI

Martedì scorso, intanto, è iniziato il valzer degli interrogatori davanti al gip Salvini.

L’ex calciatore Ivan Tisci si è detto estraneo all’associazione;

l’autotrasportatore bergamasco amico di Filippo Carobbio Vittorio Gatti e il calciatore del Vicenza Paolo Domenico Acerbis hanno fatto delle ammissioni. In particolare Vittorio Gatti avrebbe raccontato di aver portato i soldi da Bari, ma senza sapere, a suo dire, che servivano per scommesse illegali. Avrebbe agito per amicizia nei confronti di Carobbio. Gatti è già uscito dal carcere. Per lui la misura più lieve dell’obbligo di firma;

il capitano della Lazio Stefano Mauri,  accusato di aver concorso ad alterare il risultato delle partite Lazio-Genoa e Lecce-Lazio del campionato scorso, ha detto di non aver mai avuto rapporti con gli zingari;

Marco Turati, giocatore del Modena, ha pienamente confessato i fatti a lui addebitati. L’indagato avrebbe chiamato in causa anche dirigenti di Ancona e Grosseto. Turati, ex giocatore dell’Ancona e del Grosseto, e’ accusato di aver alterato il risultato di almeno sei partite;

l’interrogatorio di Omar Milanetto, ex giocatore del Genoa, ora al Padova, è stato considerato dagli inquirenti “non particolarmente brillante”. Il giocatore, che non ha fatto ammissioni, sarà risentito nei prossimi giorni dal pm Roberto di Martino. A Milanetto gli inquirenti avrebbero contestato nuovi episodi riguardanti partite alterate, oltre a Lazio-Genoa. Ci sarebbero infatti altre partite sospette per cui si vuole chiarire il ruolo dell’ex calciatore del Genoa;

“se non lo fate vi sparo nelle gambe”. È la minaccia che lo “zingaro” Hristian Ilievski avrebbe fatto all’allora portiere del Bellinzona Matteo Gritti e all’allenatore in seconda della squadra se non avessero favorito il meccanismo delle scommesse in Svizzera. In lacrime, lo ha raccontato al giudice lo stesso Gritti, ex calciatore dell’Albinoleffe. Era stato Almir Gecic a presentare Ilievski a Gritti, quest’ultimo soprannominato “l’ambasciatore”: secondo l’accusa, infatti, avrebbe importato dalla Svizzera all’Italia il sistema di manipolazione delle partite;

Alessandro Pellicori, attualmente svincolato dalla società inglese Qpr, ha spiegato di essere stato avvicinato da Carlo Gervasoni, ex di Cremona e Piacenza, per entrare nel giro delle scommesse truccate. Pellicori si sarebbe rifiutato, ma poi, una volta entrato nel Torino, avrebbe contattato Gervasoni di sua iniziativa in quanto indebitato per l’acquisto di una casa. Anche in quella occasione, però, ci avrebbe ripensato. A Pellicori sono contestate le combine di alcune partite del Mantova e di Torino-Siena;

Christian Bertani, ora alla Sampdoria, si è invece avvalso della facoltà di non rispondere.

Ad inizio settimana il gip deciderà se scarcerare il capitano della Lazio Stefano Mauri e l’ex genoano Omar Milanetto.

LA CREMONESE PATTEGGIA

Sempre in settimana al Foro Italico a Roma si è aperto il processo sportivo. Sotto accusa 22 società e 61 tra tesserati e non. La commissione disciplinare ha accolto il patteggiamento della Cremonese a un punto di penalizzazione (da scontare la prossima stagione) e 30mila euro di ammenda. Tra le partite sotto la lente della giustizia sportiva c’era la gara di Coppa Italia Cremonese-Monza del 27/10/2010 (il match Monza-Cremonese del 21 novembre 2010 era finito nel primo deferimento di quest’estate). Il deferimento era arrivato per ‘responsabilità oggettiva’ a causa delle accuse mosse ai tesserati Gervasoni, Paoloni e Stefani.

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