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Pensate se le primarie le avessimo praticate ad iniziare dal 2002

Lettera scritta da Deo Fogliazza

Ora sembrerebbe che la direzione nazionale del PD abbia assunto decisioni volte ad un (pur timidissimo) percorso di apertura e di riforma della politica. Bene. Ed arrivarci prima, no é?! Sono almeno 15 anni che – ciascuno nel proprio partito, prima, ed ora nel PD – in tanti rompiamo le balle su Riforma della politica, applicazione dell’art. 49, Primarie generalizzate ed organizzate per la selezione dei candidati a ricoprire cariche istituzionali; radicalità del riformismo innovazione ad ogni livello.

Ed in questi anni, chi più chi meno, tutti o quasi gli attuali dirigenti nazionali del PD hanno o frenato, o bloccato, o ritardato, o “assunto” per rallentare o insabbiare ogni e qualsiasi serio tentativo di rinnovamento vero. Non risparmiandoci – di volta in volta – o sberleffi, o aria di compatimento o, spesso, scarpate sulle gengive. Riducendosi ad accettare qualche timida misura solo quando davvero non era possibile ignorarla.

Pensate un po’ se le Primarie le avessimo praticate, che ne so, ad iniziare dal 2002? Pensate un po’ oggi come sarebbe la situazione politica nazionale. Questa generazione politica (devo dire: purtroppo la MIA generazione politica) porta sulle spalle responsabilità gravissime. Dovrebbero farsi da parte (ma, conoscendoli, non lo faranno).

Occorre costringerli, con misure precise e coercitive: limite massimo di 3 mandati (ma sarebbe meglio 2) nelle cariche istituzionali; applicazione rigorosa dell’art. 49 della Costituzionale; primarie regolate e generalizzate; fare spazio a chi ha idee ed a chi sa difenderle, a testa alta e senza intrupparsi in cordate e correnti. Applicare la radicalità del riformismo, fare spazio a innovazione e coraggio. Fare leva sull’entusiasmo di chi crede nella Politica innanzitutto come servizio. E ce n’é…. o sapeste quanto ce n’é in giro per il Paese e nel centro sinistra diffuso….

Spero che nelle Primarie aperte di cui si parla (e che andrebbero un tantinello meglio precisate…. ad esempio: occorrerà ben prevedere il Ballottaggio tra i primi due, se nessuno supera il 50% al primo turno…..) si mettano in gioco giovani dirigenti del PD, e che lo facciano senza furberie e senza rete. Per un progetto che riparta da qui – nonostante un certo grado di sfiducia si sia ormai impadronito di me – mi sentirei di rimettermi a disposizione per dare il mio modesto contributo da militante antico ma sempre attento al nuovo ed al futuro.

Deo Fogliazza
del circolo PD Cittanova

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Commenti
  • sandra

    Premesso che sono per un unico mandato, di durata massima quinquennale, non credo nell’ utilita’ delle primarie. Non sono uno strumento di rinnovamento dei partiti, ma il trampolino di ( ri )lancio dei soliti noti e la pietra tombale che sigilla sogni, speranze e aspirazioni di chi noto non e’ e potrebbe portare qualche ventata di aria fresca. Ma siccome gli americani le fanno, noi non potevamo esimerci dal scimmiottarli. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Pisapia a Milano e’ figlio delle peggiori primarie della storia.

    • marcog

      peggiori primarie della storia: per chi? non certo per chi le ha tenute, visto il risultato elettorale (il migliore dopo svariati anni).

  • Ftw

    perchè vendola in puglia? sono comunque personaggi scelti da una minoranza e imposti poi alla maggioranza degli elettori con il sottinteso: votate costui o restatevene a casa…. cosa che farò per le elezioni a venire!

  • Rinalda

    Se a Milano ed in Puglia avessero scelto il candidato con il solito metodo (cioè con il coinvolgimento di una decina di persone nelle segrete stanze) sicuramente non sarebbero stati scelti nè Pisapia né Vendola…. ed il centrosinistra, con ogni probabilità, avrebbe perso. Come si vede il metodo aperto e democratico non solo è più giusto, ma è anche vincente.

  • mario

    Ora bisogna raccontarlo anche ai nominati del passato, recente !
    O lo capiranno da soli ?
    Non credo !

  • mario

    Qui non troverete mai commenti di chi della comunicazione controllata ha fatto un arma.
    La carta stampata , bene orientata, basta al piccolo ras di provincia, privo di idee: è sufficiante per farsi pubblicità personalizzata e ottenere visibilità a basso costo.
    E’ già avvenuto più volte in passato con l’intento di sentenziare e dare giudizi approssimativi.
    Senza possibilità di replica.
    E’ avvenuto poi che, con ignoranza assoluta dei più elementari principi della comunicazione moderna siano stati lanciati nella mischia personaggi di rilievo.
    Con il solo risultato di ottenere bruciature anticipate degli stessi.
    Tutti abbiamo visto le conseguenze alle ultime elezioni comunali.