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Il salva-Spagna giudicato dai mercati un fiasco clamoroso

da Gianmario Beluffi

Il piano di salvataggio messo a punto per togliere dai pasticci le banche spagnole merita alcune riflessioni, perché i circa 100 miliardi di finanziamento da parte del fondo salva-stati e che i giornali nel weekend hanno celebrato come un clamoroso successo, i mercati invece lo giudicano come un fiasco clamoroso.

Perché? Perché la soluzione adottata ed il modo in cui è stata presentata è l’ennesimo escamotage per aggirare i trattati europei facendo sottobanco quel che non si ha il coraggio di fare alla luce del sole e chiamare col proprio nome. In questo modo nessuno è stato umiliato (eccetto la serietà) e Rajoy ha potuto affermare che la Spagna non è stata salvata. La realtà ha  dimostrato ancora una volta quanto i principi di equità e di solidarietà tra i paesi dell’eurozona vengano stiracchiati secondo le convenienze del momento.

1) La Spagna ha avuto un trattamento che la Grecia non si è nemmeno potuta sognare. Il prestito viene erogato senza nulla chiedere in cambio, se non una generica riforma del sistema creditizio. Le lacrime e sangue che i greci hanno dovuto versare, e che ancora dovranno, per avere le successive tranches del prestito, non si addicono agli spagnoli, che sono stati  graziati e che possono inoltre beneficiare anche della proroga di un anno sul fiscal compact  che non è stata messa in discussione.

2) Perché la Germania ha accettato questa volta così di buon grado il salvataggio spagnolo dopo aver fatto sempre il  bastiancontrario nelle precedenti circostanze? La risposta si trova in qualche numero pubblicato su La Stampa di domenica 9 giugno , relativo all’esposizione delle banche tedesche al sistema spagnolo, che ammonta a circa 78 miliardi (53 verso le banche e quasi 25 verso il debito pubblico spagnolo). Versarne una trentina al fondo ESFS, che magari un giorno verrà anche rimborsato, è decisamente meglio che rischiare l’esplosione delle proprie banche e dover salvare poi quelle..

3) Che cosa ci guadagna L’Italia? A fronte di un’esposizione complessiva delle nostre banche per 11,6 miliardi ai debiti delle banche e dello stato spagnolo, noi dovremo versare circa 20 miliardi al fondo ESFS, vanificando così per intero il gettito della tanto contestata IMU. Quindi dovremo fare un’altra manovra, che Monti chiamerà salva-Spagna, oppure mancheremo i tanto sbandierati obiettivi del pareggio di bilancio ?  Mentre la Germania paga metà del suo rischio, noi paghiamo il doppio del nostro. E lo dobbiamo fare col sorriso sulle labbra, ringraziando l’Europa di averci dato una mano a fronteggiare il contagio, cosicchè forse si ridurrà un po’ il nostro spread.

4) La manovra salva-Spagna si incardina perfettamente nel filone dei precedenti interventi. Anche questo intervento è un tappabuchi. Anche questa volta  aver atteso l’ultimo minuto prima dello schianto ha fatto lievitare il prezzo che i cittadini europei pagheranno. Anche questa volta l’intervento non risolve nulla e consiste nell’ennesimo rinvio della resa dei conti.

In conclusione il provvedimento salva-Spagna prende in giro Grecia, Portogallo, Irlanda, viene pagato in buona parte dall’Italia e getta benzina sul fuoco delle elezioni greche di domenica prossima, dalle quali dipende non poco del futuro dell’euro.

Grazie Merkel. Grazie Monti.

Gianmario Beluffi

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