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Il buco di "Blugas" costerà ai cremonesi quattro milioni di euro. Nessun manager è responsabile? Perché il Comune tace?

E’ costato caro ai cremonesi il “buco di Blugas”, azienda costituita nel 2000 da alcune municipalizzate per fornire il metano alla rete di comuni Cremona, Pavia, Lodi e Mantova. Almeno quattro milioni di euro, secondo quanto emerso durante un convegno organizzato dal Coordinamento provinciale del Popolo della Libertà giovedì scorso, in sala Zanoni, alla presenza di Franco Mazzini, presidente di Linea Group Holding. Un buco elevato che ha ovviamente alterato il bilancio comunale, percui è stato necessario far pagare di più ai cremonesi. L’incontro era rivolto a sindaci e amministratori del Pdl  ed aveva lo scopo di “Conoscere, approfondire e confrontarci sul piano industriale e sulle linee strategiche di Lgh”. A far sapere quanto emerso è Gianmario Beluffi, già segretario del Psi cremonese, che ci ha scritto queste note. “Reduce da un incontro pubblico con il dottor Mazzini, neopresidente temporaneo di LGH, apprendo del caso Blugas Spa, partecipata LGH al 46,77 % e dell’accollo da parte della stessa della quota parte della perdita di 92,2 milioni di euro di Sinergie Italiane, società di trading sul gas naturale. In pratica Sinergie Italiane ha stipulato un contratto con Gazprom per la fornitura annua di un miliardo e mezzo di metri cubi di gas russo, della durata di undici anni, ad un prezzo più che doppio rispetto all’attuale quotazione di mercato. Tutto ciò in cosa si traduce? Nella svalutazione integrale della partecipazione in BLUGAS Spa per LGH per un importo di 13 milioni di euro. A domanda precisa di un consigliere comunale di Cremona presente all’incontro, che ha chiesto se l’utile di Lgh sarebbe quindi stato superiore di 13 milioni di euro se non ci fosse stato questa malaugurata evenienza, il dottor Mazzini non ha potuto che rispondere affermativamente, confermando questa circostanza”.

Prosegue poi Beluffi: “Per spiegarci meglio, per distribuire ai soci, tra cui AEM spa, un dividendo invariato rispetto all’anno scorso, Lgh , pur avendo incrementato significativamente il margine operativo lordo rispetto al 2010, dovrà attingere alle riserve. Ragionando sui numeri, si può quindi ragionevolmente dedurre che il dividendo che AEM spa incasserà per l’esercizio 2011 sarà di 3,301 milioni di euro, mentre avrebbe potuto essere superiore di circa quattro milioni di euro! Non sono bazzecole, soprattutto in tempo di crisi. Viene da chiedersi: Cosa avrebbe potuto fare il Comune di Cremona con quattro milioni di euro in più a disposizione nel 2012? Quanti aggravi di tariffe e servizi sarebbero stati evitati? Pur rendendo merito alla trasparenza e alla massima disponibilità a fornire dati e cifre da parte del dottor Mazzini, quello che sconcerta è l’assoluta impermeabilità della stampa locale ad una notizia di questa portata. Eppure proprio giovedì mattina della scorsa settimana il quotidiano locale aveva aperto la prima pagina con il caro–bollette. Sotto accusa: le autoletture! Forse sotto accusa, in questo caso, andrebbero messi un contratto capestro e le responsabilità di alcuni manager. In tempi di crisi non è edificante apprendere che le nostre aziende di scopo paghino il gas il doppio del prezzo di mercato. Le autoletture ? Parliamo d’altro, per favore”.

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