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All'asta i beni dell'ex Consorzio del Canale Navigabile Così finisce il sogno del Milano-Cremona-Po Colata di cemento alla cascina Zerbone

Canale

C’era una volta un patrimonio dal valore di qualche centinaio di miliardi di lire. Erano i beni del Consorzio del Canale Navigabile, ente sciolto qualche anno fa e i cui beni sono stati dispersi in vari rivoli (Provincia di Cremona, Comune e Provincia di Milano, Regione Lombardia). Dovevano servire per finanziare l’antico progetto di portare il mare a Milano. Ora vanno gradualmente all’asta. E’ quello che sta succedendo alla cascina Zerbone alle porte di Milano.

Le mani della città su una delle ultime cascine di Milano. E’ infatti appesa a un filo la sorte della Cascina Zerbone, 400 mila metri quadrati di terreni e 120 vacche da latte, situata a soli sette chilometri dal Duomo, a ridosso della tangenziale est, a fianco del centro Cardiologico Monzino: il rischio è che finisca tutto sotto una colata di cemento con palazzi per oltre 800 appartamenti. “Se tutto rimane così – spiega Giampiero Arioli, 50 anni, titolare dell’azienda – ci porteranno via quasi tutti i nostri terreni. Il fabbricato resterebbe, ma senza campi da coltivare come faremo a sfamare le mucche e produrre 1.500 litri di latte al giorno? E poi le case sorgerebbero proprio a ridosso della stalla”. Una situazione che verrà spiegata ai cittadini durante una manifestazione di protesta che si terrà domani martedì 3 luglio 2012 alle ore 10.30 davanti a Palazzo Marino a Milano. La famiglia Arioli abita la cascina Zerbone da quasi duecento anni. I bisnonni di Giampiero presero in affitto i terreni oggi di proprietà del comune di Milano, che ha dato il via libera alla costruzione del complesso residenziale. “Dal 2007 ci è scaduto il contratto di locazione – continua Arioli –. Da allora si fa un rinnovo annuale che non ci dà alcuna garanzia: noi vogliamo mantenere quest’attività, aprire un agriturismo e una fattoria didattica ma è tutto bloccato perché non abbiamo certezze per il futuro”.

I lavori di costruzione dovrebbero partire nel 2014. Intanto la cascina, di proprietà del Consorzio Canale Navigabile, è stata da poco messa all’asta. “Ci piacerebbe comprarla per continuare a essere agricoltori – conclude Arioli -. Se proprio non si può bloccare il progetto e costruire altrove, su un’area già edificabile, chiediamo che le case vengano realizzate a una certa distanza dall’azienda e che ci vengano assegnati altri terreni da coltivare”.

Stiamo assistendo – spiega la Coldiretti Lombardia – a una continua erosione dei campi: dal 1999 al 2009 solo nella provincia di Milano sono stati consumati oltre 70 milioni di metri quadrati di suolo verde e agricolo, a una media di 20 mila metri quadrati al giorno.

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Commenti
  • Deo Fogliazza

    In netta contraddizione con lo spirito e gli obiettivi di Expo 2015. Ci vedremo costretti a mangiare mattoni e cemento armato. Chiedo: quanti anni sono passati dal Celentano della Via Gluck?! Tanti. Inutili?