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Bancarotta fraudolenta, promotore Centro Arredamento rinviato a giudizio

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Sopra, foto di repertorio

Il gup Guido Salvini ha rinviato a giudizio con l’accusa di bancarotta fraudolenta e truffa aggravata Luigi Roversi, promotore della società Centro arredamento, con punto vendita a Castelvetro Piacentino e con sede legale a Cremona, fallita nel febbraio del 2006, e l’attuale compagna. L’ex moglie, Gabriella Tiboni, ex amministratrice, ha invece patteggiato una pena di tre anni (beneficerà dell’indulto), mentre il figlio, all’epoca dei fatti dipendente e socio, processato con il rito abbreviato, è stato assolto per non aver commesso il fatto. Il processo per Roversi e la compagna è stato fissato al prossimo 20 novembre.

Trentuno le vittime della truffa, quattro delle quali si sono costituite parte civile (una attraverso l’avvocato Pedro Verzani del foro di Modena).

Per l’accusa, dal 2004 il Centro arredamento avrebbe contattato i clienti di persona e anche attraverso annunci e promozioni sulle televisioni locali per poi pattuire la vendita di cucine e mobili da pagare a rate e senza interessi. Attraverso un contratto stipulato con una finanziaria, gli acquirenti consegnavano le rate al Centro arredamento, che poi le girava alla finanziaria stessa. Poi, improvvisamente, i compratori, per la maggior parte residenti nelle province di Cremona, Piacenza, Modena, Reggio Emilia e Bologna, avevano sporto querela, dicendo di aver ricevuto a casa i bollettini delle rate, nonostante avessero già saldato il debito con la finanziaria. Nel 2006 molti di loro si erano anche presentati davanti al punto vendita di Castelvetro Piacentino, trovandosi il capannone vuoto e le porte sbarrate.

Nel procedimento, Roversi e la compagna sono difesi dall’avvocato Luca Curatti, Gabriella Tiboni dal legale Roberto Calza, il figlio dall’avvocato Alberto Gnocchi. Da parte sua, la difesa sostiene che nella maggior parte dei casi le rate erano state versate alla finanziaria, estinguendo il debito. Alla fine del 2005 alcuni clienti avrebbero acquistato mobili, poi però le sorti del centro arredi erano precipitate, tanto che nel febbraio del 2006 il tribunale di Cremona aveva dichiarato fallita la società.

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