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Ora di religione a scuola, alle statali frequentata dall'82% degli studenti: percentuale in calo

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Insegnamento della religione cattolica nelle scuole statali e cattoliche del territorio diocesano. Ecco i dati dell’anno scolastico appena trascorso. Nel 2011/2012 sono stati complessivamente 40.084 (84,67%), su un totale di 47.344, gli studenti delle scuole statali e cattoliche di ogni ordine e grado, che hanno deciso di avvalersi dell’IRC. A livello diocesano la percentuale di adesione è maggiore (oltre l’85%) nelle scuole materne, elementari e medie, mentre per le scuole superiori la percentuale si attesta all’81,44%. Un dato abbastanza stabile, anche se nel tempo si registra un lieve calo percentuale, su cui incide anche la presenza degli alunni stranieri di altre fedi religiose. In dettaglio rispetto al 2010/2011 nel precedente anno scolastico gli studenti che frequentano l’ora di religione sono calati del 1,12%, mentre la diminuzione è del 5,47% se si comparano i dati con l’anno scolastico 2004-2005.

Nella zona cremonese, per la scuola dell’infanzia, su 3386 alunni di cui 971 stranieri, 2715 si avvalgono dell’ora di religione (80,18%), 671 no (19,82%). Nella scuola primaria, su 5957 alunni di cui 1679 stranieri, gli avvalentisi sono 5037 (84,56%), i non avvalentisi 920 (15,44%). Alle medie, su 4036 alunni di cui 852 stranieri, l’84,54% si avvale dell’insegnamento della religione (3412), il 15,46% no (624). Nella scuola superiore, su 7521 studenti di cui 970 stranieri, in 5927 scelgono l’ora di religione (78,81%), 1594 no (21,19%).

Chiaro il distinguo tra scuole cattoliche e statali. Nelle prime, infatti, solo alla scuola materna si contano bambini che non si avvalgono dell’IRC (23 su 5.123), per elementari, medie e superiori si registra un’adesione totale.

Diversa invece la situazione delle scuole statali dove compessivamente la percentuale dei non avvalenti è del 17,14%: se per elementari e medie la quota si attesta al 15%, sale al 19,34% per la materna e nel 20,02% per le superiori.

Per quanto riguarda le statali nelle scuole dell’infanzia la maggior adesione si registra nella zona Bergamasca della diocesi (82,84) nonostante la minor percentuale di adesione da parte degli stranieri (37,81). L’adesione da parte degli stranieri può essere considerata fattore più significativo nel resto della diocesi: nella zona Mantovana dove il 38,87 si avvale dell’IRC la percentuale complessiva sale al 79,52; nel Cremonese a fronte del 42,74% degli stranieri avvalentisi arriva a quota 80,18% sul totale.
È sempre la zona Bergamasca a predominare con la percentuale di avvalentisi, sia per la scuola primaria (86,85%) che alle medie (87%), anche grazie a un consistente numero di stranieri: il 47,15% alle elementari e il 61,70% alle medie. Nella zona Cremonese alle elementari si registra una partecipazione dell’84,56% (con il 53,19% tra gli stranieri), invece per le scuole medie l’84,54 (con il 39,44% tra gli stranieri). Nella zona Mantovana alle elementari il totale è di 82,55% con il 35,22% tra gli stranieri, invece alle medie il totale dell’81,42% con 29,66% tra gli stranieri.
Capitolo differente per quanto riguarda le scuole superiori. La presenza più massiccia degli avvalenti si trova nel Mantovano con il 85,05% con il 36,95% tra gli stranieri; nella Bergamasca la percentuale scende al 79,23% (con il 41,79% tra gli stranieri); per il Cremonese 78,81% (32,89% tra gli stranieri). Complessivamente, sempre in diocesi, nelle scuole superiori la maggior percentuale di adesione è nei licei (86,14%, con il 5,6% tra gli stranieri).
Tra i licei in cui si registra una adesione maggiore è lo Scientifico di Viadana con il 96,59%, seguito dal classico di Casalmaggiore con il 95,84; ultimo il liceo scientifico di Cassano d’Adda con il 72,97.  Per quanto riguarda gli istitui tecnici la percentuale è del 78,62% (con il 14,50 tra gli stranieri); per gli istituti professionali il 69,45% con il 22,55 tra gli stranieri. Complessivamente le scuole statali nell’anno scolastico 2011/2012 hanno registrato un calo dell’1,12%, maggiore rispetto al precedenti anno scolastico in cui era stato dello 0,76.

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Commenti
  • st jimmy

    l’unica statistica interessante da presentare potrebbe essere: Numero di studenti realmente interessati a quello che si dice nell’ora di religione.
    Anch’io l’ho sempre fatta l’ora di religione quand’ero a scuola e l’ho sempre utilizzata per mettermi in pari con compiti o studi. L’unica eccezione fu con un prete che impiegava l’ora di religione per fare dibattito su argomenti d’attualità con noi studenti: interessante, utile ed istruttivo.

  • kunta

    prova ad immaginare se la statistica la facessero sul numero degli studenti realmente interessati a tutte le materie…
    forse la percentuale sarebbe ancora più bassa di quella della singola materia ‘religione’. cosa vuoi provare con ciò?
    io l’ora di religione la metterei obbligatoria per tutti. durante l’ora di religione non si prega, si studia.
    o sei tra quelli che vorrebbe togliere il crocifisso per non offendere i fratelli musulmani?

    andiamo avanti così che i nostri figli un domani ci ringrazieranno…a calci nel sedere.

    W ORIANA FALLACI.

    • st jimmy

      1) Non voglio provare un bel niente, credo semplicemente che pochissimi ragazzi siano realmente interessati all’ora di religione perchè spesso una persona assume coscenza sulla religione in età adulta (quando sei piccolo è più un imposizione dall’alto, o sbaglio?)
      2) Durante l’ora di religione si studia? Ma quando mai! E soprattutto si studia cosa? Tutte le religioni o sola quella cristiana? E se uno non è cristiano?
      3) Io il crocifisso lo leverei solo perchè da qualche parte -non ricordo bene dove … ah già, nella costituzione- c’è scritto che lo stato è laico. Dunque perchè le scuole pubbliche mettono un simbolo religioso? Non mi pare corretto, tutto qua. Poi che ci sia o meno, mi interessa poco, come mi interessa poco dei mussulmani che si possono offendere. In fin dei conti, paese che vai, gente che trovi.