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Edilizia, il Consiglio adotta il nuovo regolamento Malvezzi: "Tradizione e modernità"

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Il Consiglio comunale ha adottato il nuovo regolamento edilizio denominato Regolamento edilizio per la qualità paesaggistica la sostenibilità ambientale e l’efficienza energetica. “La città e gli operatori – dichiara il vice sindaco Carlo Malvezzi – attendevano da tempo un Regolamento nuovo, al passo coi tempi e, per certi aspetti, proiettato nel futuro. Dal canto nostro, siamo convinti, grazie al contributo di tutti coloro che a vario titolo vi hanno partecipato, di avere fatto un buon lavoro, un lavoro certamente attento alla tradizione ed alla sua salvaguardia quando meritevole, ma allo stesso tempo uno strumento che non disdegna, ma anzi apre, anche ad un linguaggio architettonico moderno, persegue una dichiarata ricerca della migliore qualità paesaggistica, oltre che favorire l’affermazione di una coscienziosa sostenibilità ambientale e di una consapevole efficienza energetica.”

Come ha detto il vice sindaco ed assessore all’Urbanistica Carlo Malvezzi illustrando il nuovo testo durante la seduta consiliare, all’interno del lungo ma progressivo processo di semplificazione iniziato con la dematerializzazione delle procedure a carattere edilizio (DIA, SCIA, CIA asseverata e CIA), che sarà concluso entro l’anno (con Permesso di Costruire, Autorizzazione Paesaggistica e Certificato di Agibilità), si colloca anche la nuova stesura di alcuni testi regolamentari riguardanti l’attività edilizia, la revisione di altri e la loro razionalizzazione attraverso un accorpamento degli stessi in due distinte macro aree: attività su aree pubbliche e attività su aree private. Di quest’ultima fa parte il nuovo Regolamento Edilizio.

“Dal 1979 , anno di adozione del vigente Regolamento Edilizio, ad oggi – aggiunge il vice sindaco – sono trascorsi 33 anni nei quali si è assistito ad importanti trasformazioni sociali, economiche e tecnologiche che hanno strutturalmente modificato l’edilizia, il modo con cui viene concepita,  realizzata, immessa sul mercato e, non da ultimo, vissuta. E’ del tutto evidente che, con queste premesse, prima ancora che l’impegno assunto attraverso l’enunciazione di un obiettivo strategico dell’attività amministrativa, è stato semplicemente il buon senso a farci capire che era tempo di ‘pensare’ un nuovo regolamento edilizio, ben sapendo la funzione e l’importanza che riveste questo documento per una città ed il suo territorio e quindi per i suoi cittadini.”

“Desidero infine sottolineare – conclude il vice sindaco – come l’Amministrazione comunale, nell’ottica della massima trasparenza e dell’acquisizione di quanti più contributi possibili, ha fortemente perseguito ed ottenuto un ampio percorso partecipativo alla stesura del nuovo Regolamento Edilizio per la Qualità Paesaggistica, la Sostenibilità Ambientale e l’Efficienza Energetica. Il testo, infatti, a più rispese è stato analizzato e condiviso dagli uffici comunali preposti alla gestione delle pratiche a carattere edilizio, dagli uffici interni e da tutti gli enti esterni interessati dalle procedure, dalle commissioni tecniche (edilizia e per il paesaggio), dagli ordini/collegi professionali e dalle associazioni di categoria. Sento pertanto la necessità di esprimere il mio personale ringraziamento e quello di tuta l’Amministrazione comunale a tutti coloro che, a vario titolo facendosi parte attiva e propositiva, hanno contribuito a fare crescere e migliorare il testo di questo nuovo Regolamento ed anche un apprezzamento, sotto il profilo più squisitamente politico, per il buon livello partecipativo e di confronto costruttivo e, perché no, di condivisione, che si sono raggiunti in sede di dibattimento all’interno della Commissione consiliare Politiche urbanistiche e territoriali.”

IL NUOVO REGOLAMENTO EDILIZIO

Il Regolamento Edilizio e il Piano di Governo del Territorio rappresentano i due strumenti che disciplinano l’attività edilizia sul territorio trasferendo nel dettaglio quanto stabilito dalla normativa di settore sia statale che regionale. I due strumenti sono complementari: infatti, se il PGT ha il compito di indicare cosa, quanto e dove costruire, il regolamento edilizio ha la funzione di spiegare come costruire. Si evince da se che quello del Regolamento Edilizio, unitamente al PGT, è un ruolo estremamente importante e delicato per lo sviluppo armonico e sostenibile di un territorio, di una città.

Buona parte dei temi portanti, innovativi e qualificanti del nuovo Regolamento sono stati proposti già nella sua nuova denominazione dove si cita la qualità paesaggistica, la sostenibilità ambientale e l’efficienza energetica. Il Regolamento si sviluppa in dieci Titoli, suddivisi in 34 Capi e 160 articoli ed è corredato da  un’appendice di 15 schede che raccoglie una serie di allegati tecnici.

Tra gli elementi maggiormente innovativi e qualificanti del nuovo testo regolamentare, sottolineati dal vice sindaco Malvezzi anche durante l’illustrazione in Consiglio comunale, vi sono la flessibilità, la capacità di assecondare e sopravvivere a certo “dinamismo legislativo” verificatosi negli ultimi 15-20 anni: diversamente si sarebbe rischiato di fare nascere un testo già superato o superabile nel giro di breve tempo. L’introduzione delle procedure edilizie online  costituisce il primo dei punti innovativi e, senza dubbio, qualificanti del nuovo Regolamento, fortemente voluto e perseguito, come detto, dall’Amministrazione ed in buona parte già in attuazione.

Da sottolineare l’ulteriore semplificazione delle procedure per gli interventi cosiddetti minori (tende parasole, impianti per la climatizzazione, antenne paraboliche, coloriture esterne dei prospetti ecc.), sino ad oggi soggetti a richiesta di permesso di costruire, derubricati, quando conformi al Regolamento, ad interventi realizzabili in forza di una semplice Comunicazione di Inizio Attività (CIA), senza più alcuna attesa da parte dei cittadini: inoltrata la comunicazione è possibile eseguire l’intervento.

Nel nuovo testo ci si occupa e ci si preoccupa della qualità architettonica e ambientale degli edifici  definendo gli elementi ed i criteri per la verifica di conformità degli interventi edilizi ai caratteri architettonici ed ai valori del contesto sia per la nuova costruzione, sia per gli interventi riguardanti il patrimonio edilizio esistente. L’individuazione di tali criteri risulta utile sia per chi progetta che per chi verifica.

Si rende inoltre obbligatorio, per interventi edilizi non coerenti ai criteri indicati, il ricorso al progetto preliminare per valutarne gli effetti di modifica del contesto. Questo è un tratto assolutamente qualificante, oltre che maggiormente rispettoso di stili e espressioni architettoniche più moderne ed innovative. Si è voluto affermare la possibilità di proporre tipi architettonici alternativi rispetto alla “tradizione”, anche in deroga, totale o parziale ai criteri individuati, sottoponendo gli stessi valutazioni preliminari degli uffici e delle commissioni tecniche preposte (Edilizia e Paesaggio).

Allo scopo di ridurre i testi regolamentari del Comune per agevolare tutti i cittadini, il nuovo testo è stato integrato con quello che riguarda gli interventi sul patrimonio arboreo relativa al verde privato (quella relativa al verde pubblico confluirà nel nuovo Regolamento Viario e della Qualità Urbana) che, per l’occasione, è stato ampiamente revisionato e semplificato.

La parte dedicata alla sostenibilità ed efficienza energetica costituisce un grande elemento di innovazione, qualificando sensibilmente il nuovo testo nei confronti dei temi scottanti dell’ambiente e del risparmio energetico, puntando su un nuovo approccio metodologico che tiene conto della prestazione energetica degli edifici, della sostenibilità ambientale del costruito, di nuove procedure per la verifica ed il controllo della qualità energetica e della sostenibilità ambientale. Si punta ad incentivare la realizzazione di edifici a basso consumo energetico attraverso sistemi di premialità.

In conformità con gli sviluppi urbani previsti dal recente PGT e con la legislazione regionale, nazionale ed europea in vigore, il Comune di Cremona ha infatti deciso di dotarsi di un sistema di premialità innovativo che pone in primo piano la questione della valorizzazione non solo delle nuove costruzioni ma anche della valorizzazione energetico-ambientale del patrimonio edilizio esistente nella logica di recupero dello stesso. In generale si può dire che, proprio grazie a questo aspetto, il nuovo Regolamento non è soltanto uno strumento attuale, ma è proiettato nel futuro.

Nel nuovo Regolamento è confluito anche il vigente Regolamento per l’Installazione di Impianti Fissi per le Telecomunicazioni e la Radiotelevisione operando, quando necessario, un’opportuna revisione ed aggiornamento dei contenuti. Un’altra scelta importante e senza è rappresentata dalla volontà di esercitare la facoltà, riconosciuta ai comuni dalla Legge Regionale n. 12/2005, di potere non avvalersi del parere tecnico della Commissione Edilizia che è prevista alla scadenza esatta di un anno trascorso dall’approvazione del Regolamento.

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  • IN CODA

    Il veleno, si usa dire. Al termine del Consiglio comunale di ieri, alle 20, diversi consiglieri già usciti, il poco pubblico quasi scomparso, il sindaco Pivetti legge due righe: viene prorogato l’incarico sugli immobili del Comune ai consiglieri Borsella e Romani. Contenuto, silenzio.
    Ripeto l’antefatto. Pivetti, è ormai noto, uomo di polso, trascorsi due anni a chiedere ai Servizi: datemi l’elenco degli immobili di nostra proprietà, chiede ai due consiglieri, entrambi costruttori, di occuparsene. Dopo mesi sembrava cosa fatta, con amenità del tipo 18 garage sulla carta ma non sul suolo, affitti superiori al valore del locato etc.
    Da ieri, rinnovo dell’incarico, almeno quello: gratuito, grazie alla buona volontà dei due, e siccome Cremona non sfugge alla regola generale, molto si dice, poco si scrive, la domanda mi viene spontanea: cosa c’è sotto?
    In tre anni il sindaco non sa ancora come gestire il patrimonio immobiliare del Comune? Se così è, come si concilia la faccenda con la trattativa in corso sul giudizio del lavoro di impiegati e, soprattutto, dirigenti, che incassano dei bei premi per “meriti acquisiti sul campo”?
    Perché questa domanda, apertamente, in Salone, con interrogazioni etc, non la presentano, ufficialmente, i consiglieri, destra e sinistra che siano?
    E non per fare polemica inutile, solo legittima difesa, perché noi di destra, nemmeno qui, siamo capaci di sottolineare le prodezze di chi ci ha preceduto, neanche gli immobili contavano, al punto da temere, come già per Tamoil, piazza Marconi etc, tra un po’ venga rinfacciato che i buoni a nulla siamo noi?

    Cremona 17 07 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • Giovanni Baldesio

    Interessa, da subito, sapere se al Regolamento si dovranno attenere TUTTI o solo la solita minoranza qualificata: quella vessata da obblighi e balzelli.
    Si, perche’ c’e una fascia di cittadini che, invero, per la costituzioni sarebbero identificabili in TUTTI e dovrebbero godere “solo” di ALCUNI diritti e ALCUNI doveri e ben distinti dai cittadini VERI, quelli con il diritto di voto, per intenderci, che fanno e per me continueranno a fare quello che vogliono.
    “io non capire!” “io non sapere”
    Hallahalla alllmemed
    Il diritto di antenna e’ da barattare con il dovere di un anno donato alla Patria e non certo uno IUS TERRA PISCIS, diritto acquisito perche’ si piscia sulla terra, quella stessa che un tempo si poteva impegnare solo con il sangue e il sudore.
    Poi c’e’ la questione di chi minaccia, gli autonomi tanto per fare un nome.
    La facciata del Centro Asociale Autogestito sara’ soggetta al regolamento. si consideri che si sta parlando di un edificio comunale per cui il comune dovrebbe avere un affitto di diciamo 650 mila lire al mese e dove il comune stesso non riesce ad avere la minima autorita’. anche se quello che e’ stato e’ stato, siamo sicuri che il potere comunale (sic! l’imperatore tedesco era meno esigente) non se la prenda con il solito padre di famiglia carrettatirante lasciando la marmaglia a fare quel caspita che vuole?
    Apropo… ma davvero i compagni corrispondono al comune 650 mila lire, diciammo un 300euro mensili?
    e i bilanci dell’associazione senza fini di lucro?
    e la guardia di finanza? dopo aver letto le dichiarazioni dei redditi delle famiglie carrettatirante un’occhiata ai guardiani dell’antifascismo ce la vogliamo dare?

    • amelia

      BLEAH…datemi un plasil…