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Ricorso a Napolitano contro il megaimpianto di stoccaggio del metano

Bordolano

Notificato e depositato il ricorso straordinario al Capo dello Stato contro il megaimpianto per lo stoccaggio del metano in costruzione a Bordolano. Si tratta del secondo ricorso  (in attesa di conoscere l’esito del primo ricorso del 20 aprile 2010) contro il “Progetto Borodlano Centrale e stoccaggio metano” presentato da Stogit nel 2008. Nel mirino di questa seconda azione il decreto Passera-Clini del 28 dicembre 2011 favorevole al programma dei lavori.

In questo secondo ricorso la conferma della contrarietà del Comune di Verolavecchia (BS); il raddoppio del numero delle associazioni e dei comitati rappresentati (Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia, Pro Loco Soresina, aderenti del Gruppo LUCI-Laboratorio Urbano Civica Iniziativa di Cremona, Salviamo
il Paesaggio-coordinamento cremonese, cremasco e casalasco); l’aumento delle adesioni di singoli cittadini (Quinzano d’Oglio, Borgo San Giacomo, San Paolo, Bordolano, Brescia, Casalmorano, Cremona, Soresina, Vescovato) provenienti da diverse località anche vicine o confinati con i paesi coinvolti nel “Progetto Bordolano” che comprende un territorio di 135 kmq, sedici Comuni, con 55.000 abitanti. Il numero dei firmatari passa dai cinque del primo ricorso ai quattordici dell’attuale.

La richiesta è l’annullamento del decreto del 28 dicembre per illegittimità. In una nota del Coordinamento comitati ambientalisti della Lombardia, a firma del presidente Imma Lascialfari e del vicepresidente Ezio Corradi, si evidenziano le motivazioni principali sostenute nel ricorso:

“1) il mancato coinvolgimento della Provincia di Brescia (presente nel “Progetto Bordolano” con 5 Comuni sui sedici Comuni interessati in totale) mai chiamata neppure alle conferenze di servizio e che come tanti altri Comuni non ha mai potuto esprimere le proprie analisi e valutazioni sul “Progetto”;
2) la mancanza di un piano nazionale degli stoccaggi di metano;
3) i numerosi stoccaggi di metano sorti attorno a quello di Bordolano;
4) il coinvolgimento di territori sensibili (ZPS e SIC) o tutelati come il Parco Oglio Nord (Bordolano Stoccaggio); Pianalto della Melotta (Romanengo Stoccaggio); Parco del Monte Netto (Bagnolo Mella-Capriano del Colle Stoccaggio); Palata del Menasciutto (Sergnano sovrapressione);
5) la omissione e mancata attuazione delle Direttive della Convenzione Europea di Aarhus del 1998;
6) la pericolosità sismica del sito di Bordolano (comprendente sedici Comuni) il cui stoccaggio del gas metano è situato a breve distanza dalla sorgente sismica composita ITCS002INF riconosciuta dall’Istituto Nazionale di Geofisica come capace di produrre terremoti di magnitudo massima di 6,1 come si evince dalla banca dati sulle sorgenti sismogeniche italiane (DSS, http://diss.rm.ingv.it/dissHTML/ITCS002INF.html), come precisa la nota del sismologo Prof. Marco Mucciarelli dell’Univeristà della Basilicata;
7) effetti sulla salute nei venti anni di durata della concessione di stoccaggio”.

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