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Ex Consorzio Agrario, via ai lavori per il 'comparto C' Alloggi di housing sociale finanziati dalla Regione

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foto Francesco Sessa

Un grosso cantiere in via della Vecchia Dogana, strada inaugurata nel 2003. Intervento di housing sociale. Via ai lavori per il “Comparto C”, area di progetto all’interno del Programma di Riqualificazione Urbana dell’ex consorzio agrario approvato dalla Regione nel 1998. Una superficie di 4.866 metri quadrati su cui sorgeranno alloggi residenziali tradizionali, spazi con funzioni commerciali e spazi sociali volti a valorizzare l’area dell’intervento e a favorire l’integrazione sociale degli abitanti. Il tutto, finanziato dal Fondo Immobiliare di Lombardia che ha l’obiettivo di realizzare case a costi accessibili per le famiglie della cosiddetta ‘fascia grigia’, troppo ‘ricche’ per avere diritto alle assegnazioni di Edilizia Residenziale Pubblica, ma troppo povere per accedere al libero mercato privato. La tipologia degli utenti destinatari degli alloggi è la più varia: famiglie, giovani coppie, giovani, studenti universitari, cittadini che necessitano di una residenza temporanea per motivi di lavoro oppure di assistenza medica, immigrati e altri soggetti in condizione di debolezza o di svantaggio sono il target preferenziale di questa iniziativa. I lavori – secondo programma – finiranno nel 2013 con la realizzazione di 100 alloggi residenziali da 40 a 110 metri quadri di diverse tipologia, dai monolocali ai quadrilocali con cucina.
Il  progetto prevede anche la realizzazione di  attività commerciali in corrispondenza della piazza pubblica principale e di 105 box al piano interrato, oltre a spazi sociali per complessivi 160,8 metri quadrati con ufficio gestore sociale/portineria, living room e deposito carrozzine con affaccio principale verso l’interno della corte “al fine – si legge sul sito della regione – di rafforzare il carattere di luogo di relazioni sociali della corte stessa”.

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Commenti
  • ..insomma un altro ghetto visto la tipologia dei futuri residenti!

  • Annamaria Menta

    “Programma di Riqualificazione Urbana”…che parolone….ai progettisti servirebbe un “ripasso” delle opere che hanno lasciato alcuni architetti, non è che perchè uno non ha soldi da buttare deve per forza vivere in un quartiere che ricorda “Stalag 17” (tipologia che abbonda, insieme all’architettura stile ‘fort apache’).

    “spazi sociali” per 160,8 metri quadrati?!? A “numero chiuso”?