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Mortale: 60enne travolto all'uscita da lavoro "Era buio, ho sentito solo il botto"

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AGGIORNAMENTO – Incidente mortale poco dopo la mezzanotte in via Bergamo, tra Castelverde e Casalbuttano, all’altezza di San Martino in Beliseto e dello stabilimento di macellazione Bertana. Un uomo di 60 anni in sella alla sua bicicletta è stato investito da un’auto ed è deceduto. Sul posto il 118 in codice rosso, i vigili del fuoco e i carabinieri di Castelverde e Soresina. A perdere la vita è stato Claudio Mario Zaniboni, residente a Castelverde. Lavorava proprio da Bertana e stava uscendo dall’azienda per tornare a casa quando è stato travolto da una Hyundai nera condotta da una donna di 44 anni. Quest’ultima sostiene di non averlo visto e di aver solamente sentito il colpo contro il parabrezza che si è rotto. Ha inoltre detto di non aver trovato nulla una volta scesa dal veicolo e di non aver capito cose fosse successo. Ha quindi chiamato al telefono il fidanzato per chiedere aiuto e insieme hanno poi trovato il corpo del 60enne, sbalzato a diversi metri di distanza, nel fosso. Immediata la chiamata ai soccorsi, ma tutto è stato inutile: secondo quanto stabilito l’uomo è morto sul colpo. Le indagini proseguono sulla dinamica dell’incidente. Ancora da chiarire, infatti, se la bicicletta aveva o meno le luci accese, la velocità dell’auto e le posizioni di entrambi i mezzi.

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Commenti
  • lei

    Mi ritrovo a percorrere quasi quotidianamente quel tratto di strada. E’ forse uno dei più pericolosi della provincia, eppure a volte credo sia il più snobbato (vedi quando nevica!!!) o forse si crede che sia molto meno trafficato di quanto invece è (vedi i cantieri di questi giorni); l’illuminazione è scarsissima e il rettilineo spinge a una velocità molto elevata buona parte di chi lo percorre. Se non basta la prudenza, che si cerchi qualche metodo di dissuasione di folli corse e sorpassi!!!
    Sincere condoglianze alla famiglia del sig. Zaniboni.

  • Pippo

    La bici aveva le luci? E l’auto? Andava forte?

  • giulia

    Una volta perche’ c’e’ buio,un’altra,come e’ successo 6 anni fa nella mia famiglia,perche’c’e’ il sole!!!!La verita’ e’ che hanno tutti premura,non si ricordano piu’le basi elementari del codice stradale.Poi le famiglie superstiti devono rieinventarsi una vita dall’oggi al domani….puoi avere anche le luci alla bici,il giubbino con le fasce fosforescenti,ma il piu’ delle volte ti tagliano la strada, tanto sei solo una bici!Alla famiglia Zanaboni le mie sentite condoglianze,tantissimo coraggio,da oggi niente sara’ facile.Giulia S.

  • Alessandro Tegagni

    Sentite condoglianze alla famiglia Zaniboni.
    Questo incidente fa rilevare, ancora se ce ne fosse bisogno, di effettuare lavori di prevenzione anche su quel tratto di strada. Il lavoro di coordinazione tra automobilisti, ciclisti, comuni, provincie (?), non deve venire mai troppo, soprattutto quando c’è la salvaguardia del cittadino, della sua vita.