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Avvocati penalisti, cinque giorni di sciopero a settembre

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Anche gli avvocati penalisti di Cremona aderiranno ai cinque giorni di astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria dal 17 al 21 settembre: è quanto confermato dall’Unione camere penali italiane in seguito alla decisione del 3 agosto scorso del Consiglio dei Ministri di licenziare il regolamento degli ordinamenti professionali, non abbandonando i riferimenti a quello forense e creando le premesse per la perdita di autonomia e libertà del futuro difensore. In un comunicato pubblicato sul sito ufficiale dell’Unione camere penali italiane si legge che “dal Consiglio dei Ministri non solo non è pervenuto il segnale di ascolto dell’avvocatura, ma si è avuta conferma dell’inaccettabile linea che confonde, snaturandola, la funzione dell’avvocato con quella di altre attività intellettuali. Non dando ascolto all’unanime richiesta dell’avvocatura, non è stata stralciata dal regolamento degli ordinamenti professionali la disciplina riguardante la professione forense e neppure è stato dato il parere richiesto dalla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati per esaminare la legge di riforma forense in sede deliberante”. “Inoltre”, prosegue la nota, “i contenuti della normativa emanata traducono in senso peggiorativo i già discutibili principi della delega. Nessun riferimento alla specializzazione è previsto, mentre viene indebolito l’iter formativo del futuro difensore, in quanto dei già ridotti 18 mesi soltanto 6 sono i mesi di tirocinio vero, ossia svolti presso un avvocato, mentre il resto si confonderà con gli studi universitari, oppure si perderà in attività diverse svolte presso uffici legali di enti pubblici o aziende private. E, quel che è peggio, molti aspiranti avvocati finiranno al servizio di un magistrato dove non impareranno certo a difendere. In tutti i casi il praticante non maturerà quello spirito di autonomia e libertà che è connaturato alla funzione dell’avvocato e che è indispensabile per la tutela del diritto di difesa del cittadino previsto dalla Costituzione”. “Tutto ciò conferma e rafforza”, conclude il comunicato, “le motivazioni che hanno indotto gli avvocati penalisti all’astensione alla ripresa delle udienze dopo la pausa estiva”.

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