Un commento

No alla svendita di Centropadane, quali prospettive?

Lettera scritta da Giuseppe Torchio

Ogni giorno porta la sua pena. Di certo che dopo aver perso il treno (Pendolino più pendolari in condizioni pietose più perdita degli abbonamenti a 5 giorni), la barca (taglio dei 180 milioni dei fondi Fas delle “allora” 13 province del Po, perdita dei 100 milioni regionali per il Po per i tagli Tremonti, mancato finanziamento di Tencara), l’aereo (tentativo fortunatamente momentaneamente fermato per vizio sostanziale di affidare il Migliaro ad “amici” piloti milanesi in luogo dell’Aeroclub), la provincia (soppressione ed accorpamento) ora si perde anche la strada…

E i cittadini cremonesi che nella loro storia hanno votato rappresentanti negli Enti Locali che fortissimamente vollero la clausola di garanzia statutaria che Centro Padane restasse pubblica a tutti gli effetti, sapranno con chi prendersela e chi ringraziare…

A parte il fatto che chi è stato nominato a rappresentare il territorio, pur di provenienza meneghina, è dubbioso sulle possibilità di realizzare le infrastrutture validate da decisioni ventennali ed unanimi delle Istituzioni Cremonesi.

Ma, già…il “Patto dello Sviluppo” votato da tutti ed, in particolare dalla Regione, è sparito dal sito della Provincia da tre anni.

Chi non lo mantiene è uno spergiuro?

E la storia si ripete come per la privatizzazione dell’acqua, dopo referendum e pronunciamento confermativo della “consulta”.

Ad avviso di “lorsignori” non è accaduto nulla e le nostre esigenze saranno comunque garantite.

Intanto si svende a vile prezzo un sistema di beni comuni che la stratificazione positiva delle volontà dei cremonesi aveva consegnato alle varie amministrazioni perché li custodissero come “beni della civitas”, cioè della comunità: garanzie etiche e morali ma anche concrete per un futuro meno povero di speranze e di prospettive.

Ma se per una volta essere messi sotto dagli eventi … può essere una disgrazia … continuare scientemente a prenderlo politicamente e concretamente nelle terga può diventare una professione. Anche un investimento a prova di rottamazione ed al netto degli effetti della spending review.

Ed i cremonesi questo capiranno e stanno capendo quando ormai forse è troppo tardi.

Giuseppe Torchio
Lista Civica Provinciale


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Commenti
  • danilo

    Caro ex parlamentare, si sono vendute le Banche Popolari di Cremona e Crema senza una lacrima , senza rimpianti , e sopratutto senza vergogna.
    E ora ci si sorprende che l’unica partecipazione industriale di vero rilevo in mano pubblica cremonese vada ad alimentare il business di alcuni gruppi che si accorderanno ( occultamente ) sulla transazione ?
    Siamno tutti un po’ troppo cresciutelli per lo stupore infantile !!!!!!!!!!