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Palazzo Grasselli, quelle decisioni nel silenzio estivo

Lettera scritta da Carlo Del Bruno

Egregio Direttore,
l’accellerazione che la politica riesce ad imprimere alle decisioni impopolari durante il periodo estivo, quello nel quale gode della minor attenzione di chi, lavorando tutto l’anno, ha pur diritto a staccare qualche giorno, ha trovato degna e ripugnante applicazione nelle decisioni riguardanti palazzo Grasselli. Ho letto l’originale del testamento di Ippolito Grasselli (leggi l’articolo) e ringrazio chi lo ha pubblicato. Devo dire che appaiono evidenti i salti mortali necessari a trasformare l’originale intenzione (“Intendo però che l’immobile, cessato  l’usufrutto, sia in perpetuo destinato o per gli usi attuali con utilizzo dei redditi per gli scopi istituzionali del legatario, oppure a scopi di istruzione, e che in  entrambi i  casi non venga alterato il carattere monumentale e il decoro dell’edificio”), nella successiva interpretazione che autorizza la vendita e destina i ricavati alla scuola. Che sia stato Napoleon o Palla di Neve, la razza cui appartiene tale interprete è più che chiara.
Una cosa non è stata chiarita e chiedo il suo aiuto per disporre dell’informazione: quali sono stati gli eredi che hanno avvallato tale interpretazione ? Gli eredi di Giancarlo Grasselli, ultimo della famiglia, sono noti. E’ corretto definire “assordante” il loro evidente silenzio sulla vicenda? Forse sono stati sentiti anche gli eredi di Giulio Grasselli? E ancora, tra gli eredi sentiti, tutti hanno condiviso l’interpretazione che ne è scaturita o c’è chi ha mostrato la dignità di opporvisi?
Grazie

Carlo Del Bruno

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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