Un commento

Sessanta anni fa la scomparsa dell'arcivescovo Giovanni Cazzani

Giovanni_Cazzani

Domenica 26 agosto ricorre il sessantesimo anniversario della morte di mons. Giovanni Cazzani, arcivescovo di Cremona dal 1914 al 1952. Per l’occasione, in Cattedrale, alle ore 11, il rettore-parroco, mons. Ruggero Zucchelli, celebrerà una Santa Messa alla quale parteciperà il perinsigne Capitolo dei Canonici. Al termine clero e fedeli scenderanno nella cripta e sulla tomba del venerato presule reciteranno una particolare preghiera di suffragio. L’intero rito sarà trasmesso in diretta dall’emittente televisiva interregionale Studio 1 (canale 80 del digitale terrestre) e dall’emittente radiofonica diocesana RCN. Mons. Cazzani, originario di Samperone in provincia di Pavia, è unanimemente considerato uno dei pastori più insigni della Chiesa cremonese: apprezzatissimo per la vasta cultura e la sincera pietà, guidò con mano ferma e sapiente la diocesi nel mezzo di due guerre mondiale, della dittatura fascista e del difficile tempo della riconciliazione e della ricostruzione dopo la Liberazione dal giogo nazista. Particolarmente attento allo sviluppo dell’associazionismo cattolico e alla preparazione culturale e spirituale dei suoi sacerdoti, compì 6 visite pastorali, indisse 3 sinodi, scrisse 38 lettere pastorali.

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Commenti
  • Giovanni Baldesio

    Deve essere ricordata come opera di Santita’ la sua azione verso i tedeschi in ritirata e fermi sulla sponda piacentinadel Po per il ponte bombardato che minaccivano di radere al suolo Cremona con il tiro delle Artiglierie.
    I tedeschi, che non erano tutti nazisti, non dobbiamo dimenticarlo eche si sentivano traditi ma volevano tornare a casa dalle loro famiglie (magari alla merce’ dei selvaggi russi…) si fecero convincere da quel Vescovo che li aveva raggiunti in barca a risparmiare la Citta’ d’Arte. a distruggerla ci penseranno poi Amministrazioni di sinistra ma questa e’ un’altra storia.
    Poi, cio’ che successe dopo non e’ di certo meritorio: quanti tedeschi vennero uccisi mentre attraversavano il fiume a nuoto…
    A quanti vennero tagliate le dita per recuperare anelli.
    Scommetto che il Vescovo ha sofferto anche per quello. La misericordia non sempre paga subito!

    Molto piu’ cupa, invece, l’azione, anzi la non azione del Nostro Vescovo durante l’inumana fucilazione di Agenti di Polizia, comunque uccisi senza processo, neanche sommario e Innocenti (la signorina Lucilla Merlini, ad esempio) avvenuta alla Caserma del Diavolo i primi di maggio con una mitragliatrice pesante che si inceppo’ e tutta la storia, brutta storia, che ne segui’, ahime’ dimenticata nonostante la meritoria opera di informazione del direttore Leoni sul Mondo Padano.
    Pagine, dimenticate a forza, di quando seguire un percorso di Santita’ era veramente difficile.