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Cremonesi alle prese con il bruco dell'Ifantria Molte segnalazioni

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Cremonesi alle prese con il bruco dell’Ifantria, un lepidottero defogliatore polifago di provenienza nord-americana. In sostanza un bruco che mangia le foglie delle piante a foglia dolce come aceri e alberi di albicocche, ciliegie e prugne. Numerose le segnalazioni nel cremonese. In questo periodo, infatti, è in azione la seconda generazione dell’Ifantria (la prima agisce a giugno). I bruchi si alimentano con le foglie e poi si allontanano dalle piante alla ricerca di un posto protetto in cui incrisalidarsi per trascorrere l’inverno: in questa fase possono quindi invadere numerosi anche gli edifici più prossimi alle piante infestate. “Ce ne sono eccome – dichiara l’ingegner Marco Pagliarini del Comune, responsabile del Verde Pubblico del Comune -, ma è un fenomeno normale. Non è pericolosa né per l’uomo, né per gli animali. E’ da quindici anni che il nostro territorio è abitato dall’Ifantria in questo periodo. Non crea grossi danni se non si sviluppa una vera e propria infestazione e dalle serre comunali la situazione è sotto controllo”.

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Commenti
  • Vecia Gnoga

    Forse l’Ing. Marco Pagliarini dimentica che i peli di questi simpatici animaletti sono urticanti per l’uomo e in soggetti sensibili possono causare delle vere e proprie crisi respiratorie….