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Scuole comunali, via all'anno scolastico per 105 insegnanti e oltre mille bambini Con volantinaggio sul tempo lungo

maestre

foto Francesco Sessa

Ore 16: un bambino in una valigia. E’ questa l’immagine stampata sul volantino distribuito dai sindacati Cgil, Cisl e Uil al tradizionale saluto da parte del sindaco agli insegnanti e al personale ausiliario delle scuole comunali che si è svolto nella mattina al teatro Monteverdi. Un’azione di protesta contro la privatizzazione del tempo lungo, a margine dell’incontro tra il primo cittadino e il corpo docente al quale ha partecipato anche l’assessore alle Politiche Educative Jane Alquati. Via, dunque, con qualche polemica all’anno scolastico.
Gli insegnanti impegnati quest’anno nelle scuole per l’infanzia comunali sono 65, 29 le insegnanti negli asilo nido comunali, 11 gli insegnanti di sostegno. Gli operatori sono complessivamente 39 e 10 i cuochi. I bambini iscritti alle scuole per l’infanzia sono così suddivisi: Agazzi 101, Aporti 75, Castello 98, Gallina 83, Lacchini 74, Martini 99, Martiri della Libertà 93, San Giorgio 74, Zucchi 75. Per quanto riguarda gli asili nido, i bambini iscritti al Navaroli sono 69, al Sacchi 64, al San Francesco 48, al Lancetti 69. Le scuole comunali apriranno i battenti il 3 settembre, con frequenza dal lunedì al venerdì con orario dalle 7,30 alle 16. Il tempo anticipato (dalle ore 7,30) ed il servizio ristorazione saranno attivi dallo stesso giorno. Il tempo prolungato, dalle ore 16 alle ore18, sarà attivato dal 10 settembre in ogni scuola.

L’INTERVENTO DEL SINDACO

“E’ per me sempre un piacere – ha esordito il sindaco Oreste Perri rivolgendosi ai presenti – partecipare a questo incontro che sancisce l’inizio ufficiale dell’attività dell’anno scolastico, in quanto mi permette di conoscere da vicino le insegnanti ed il personale ausiliario che lavora nelle scuole, tutti quanti impegnati in un compito complesso e delicato allo stesso tempo. La situazione che stiamo vivendo è difficile. La crisi la tocchiamo ogni giorno con mano sia come amministratori che come cittadini. Una crisi economica generale senza alcun dubbio, ma anche una profonda crisi dovuta alla perdita dei valori fondamentali che un tempo erano alla base del vivere comune. Anche se non siamo noi gli artefici della condizione di precarietà e di incertezza che il nostro Paese sta vivendo, ma di coloro che in passato hanno fatto determinate scelte, siamo noi che dobbiamo impegnarci per affrontare ora i problemi. La scuola, in tutte le sue componenti, ha in questo caso un ruolo fondamentale. Il servizio che l’Amministrazione comunale rende ai cittadini ha una grandissima rilevanza perché si tratta di avere cura dei bambini insegnando loro a rispettare le regole, a rispettare i loro compagni di gioco, a vivere in un ambiente sano. E’ un compito arduo, ma sono certo che tutti voi lo saprete affrontare lavorando con grande determinazione, come avete sempre fatto: è grazie al contributo di tutti, dalla direzione del servizio ai docenti al personale amministrativo ed ausiliario, che si raggiungono risultati di eccellenza così importanti, come dimostra ogni anno l’apprezzamento da parte delle famiglie”.

L’INTERVENTO DELL’ASSESSORE ALQUATI

L’incontro è proseguito con intervento dell’assessore Jane Alquati: “Avete tutta la mia stima e tutto il mio apprezzamento. L’ho detto all’inizio di questo mandato e ne sono sempre più convinta con il passare del tempo, soprattutto dopo le visite nelle nostre scuole: ambienti positivi, ricchi di grandi professionalità. I problemi sono tanti, sia per voi sia per noi amministratori; viviamo un momento difficile, a tratti drammatico, ma sono vicina a voi sempre, voi rappresentate la nostra immagine di eccellenza”.
“Il nuovo anno scolastico che sta per iniziare – ha detto poi l’assessore – vede l’introduzione di una novità importante: l’esternalizzazione del tempo lungo e del centro prima infanzia al privato sociale. Una decisione che l’Amministrazione comunale ha preso dopo un’attenta e approfondita valutazione che ha tenuto conto di due aspetti fondamentali: da un lato l’impossibilità di procedere a nuove assunzioni, dall’altro la volontà di mantenere inalterata la qualità del servizio offerto con un’attenzione ai costi di gestione. Tutti e tre i servizi rivestono un ruolo di non secondaria importanza per le famiglie cremonesi. Ma, nonostante vengano molto apprezzati dalle famiglie, l’attuale normativa non li classifica come essenziali e questo ne avrebbe potuto compromettere l’esistenza: potevano essere accorpati in strutture non scelte dalle famiglie, con tutti i problemi connessi, o addirittura soppressi. Bisogna fare un bagno di realtà e capire il momento drammatico che stanno vivendo gli enti locali e il Paese intero: non si può pensare che il mondo non sia cambiato, che tutto possa restare immutabile”.

“Sono convinta – ha concluso l’assessore Alquati – che sia la soluzione migliore perché il nostro territorio, il nostro privato sociale è ricco, è competente ed è arrivato il momento di instaurare con esso un vero dialogo, così come abbiamo fatto due anni fa per il doposcuola, con i progetti per i giovani, sempre con risultati eccellenti, sia in termini numerici che qualitativi. E’ necessario che il Comune dialoghi con i soggetti presenti sul territorio assumendo sempre più un ruolo di coordinamento perché le offerte si integrino, così da garantire servizi quantitativamente adeguati e qualitativamente flessibili ed efficaci. La polemica non mi interessa. L’Amministrazione si è dimostrata disponibile, convocando una commissione urgente e non sottraendosi al confronto; poi legittimamente ha deciso. Non è una posizione ideologica, ma una scelta politica ed è un diritto, ma soprattutto un dovere, di chi ha il compito di amministrare”.

IL VOLANTINAGGIO DEI SINDACATI

Protesta di Cgil, Cisl e Uil contro la scelta dell’amministrazione di sperimentare per un anno l’esternalizzazione del tempo lungo. Il volantinaggio al Monteverdi si affianca alla raccolta firme lanciata nei giorni
scorsi. “Il tempo prolungato per il Comune – si legge nel volantino – è sempre stato un servizio educativo, considerato a tutti gli effetti ‘tempo scolastico’, in continuità con la scuola del mattino svolta al nido o alla scuola per infanzia. L’educatrice del Tempo Prolungato aveva pari professionalità (e stesso stipendio) rispetto alle educatrici del mattino e collaborava con esse quotidianamente. Con la scelta della privatizzazione si formano due comparti, con due datori di lavoro diversi. Questo significa che mancherà la continuità”.
“C’è puzza di bruciato – prosegue il documento – Perché questa privatizzazione senza senso? Non si distruggono i servizi pubblici che funzionano”.

LA PRESENTAZIONE UFFICIALE DEL NUOVO TEMPO LUNGO

L’appuntamento con il sindaco prelude all’incontro di giovedì in cui l’assessore alle Politiche Educative Jane Alquati, Maurilio Segalini, dirigente del Settore Politiche Educative, Silvia Toninelli, responsabile del Servizio Politiche Educative, Lina Stefanini, responsabile del Servizio Pedagogico del Settore Politiche Educative e i rappresentanti delle sei cooperative sociali coinvolte nella sperimentazione, presenteranno ufficialmente la nuova gestione del tempo lungo.

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Commenti
  • Pico

    …. dire che il tempo prolungato nel pubblico funzionava….. ma vogliono andare a Zelig? Ho dovuto iscrivere mio figlio ad una privata perché il prolungato non era garantito se non al raggiungimento di un numero minimo di famiglie sfigate come la mia dove lavorano nel privato entrambi i genitori….. una scuola a misura di bocca per il dipendente pubblico.

    • kunta

      hai ragione, ma sai che in Italia non si possono dire queste cose? altrimenti passi per fascista, disfattista, contro i lavoratori, contro il sindacato…sono nella tua stessa situazione, ahimé. non potendo contare sui ‘nonni’, dobbiamo appoggiarci sempre alla babysitter. a scuola fanno orari assurdi, è vergnognoso tutto ciò!

      e poi ci sorprendiamo della crisi…

  • l era ura che i cuminciava a laurà..i prufesur disi!

    • ANONIMO

      GUARDA CHE SONO MAESTRE SCUOLA PER L’INFANZIA CON IL DIPOLOMA MAGISTRALE.
      PROVA TU A TENERE A BADA 27 O 28 BAMBINI POI NE PARLIAMO
      NON HANNO STIPENDI D’ORO ANZI A VOLTE SONO PRECARI PER ANNI PRIMA DI RIUSCIRE A PREMDERE UN POSTO FISSO.
      E’ SBAGLIATO ESTERNALIZZARE IL SERVIZIO SOLO PERCHE’ SI ABBASSA LA FIGURA PROFESSIONALE E SI SPENDE MENO.
      MA SONO I NOSTRI FIGLI E CI VOGLIONO DEI PROGETTI E FIGURE COMPETENTI.
      ALLORA CHE DIRE CARA JANE.
      PERCHE’ NON HAI PENSATO A VOLONTARI COME NONNI IN PENSIONE COSI’ SPENDEVI MENO.

  • pico

    Sugli stipendi parliamone… siete una barzelletta!!! Ma quanto volete prendere al mese? (e piantiamola con la favola che non avreste oltre tre mesi di ferie o che vi portate il lavoro a casa, tipo compiti da correggere!!!!!). Sul fatto che siano precari…. non è mica il medico che gli ha ordinato di stare aggrappati alla speranza del posticino pubblico per 20 anni….. Starei anche molto attento a dire che si abbassa la qualità del servizio… non è che solo i dipendenti pubblici, ai quali paghiamo (si, paghiamo noi contribuenti) fior di corsi (serviranno poi a qualcosa…), siano spesso così meglio del privato…. I progetti poi… Quante belle chiacchiere. La realtà è stanno finendo i soldini (sapete, quelli che non crescono sulle piante, ma per ottenerli bisogna produrre qualcosa…..) La scuola è fondamentale per la crescita di un popolo, ma ormai pare che il popolo sia solo quello composto dai dipendenti pubblici. Sono anni che il tempo lungo nel pubblico risulta di fatto una chimera per chi sfigato finisce di lavorare dopo le 17 (nel mondo reale tutti finiscono di lavorare dopo le 17, ma la scuola pare non avere questo concetto chiaro). RIbadisco: ho dovuto iscrivere mio figlio alle private per i motivi sotto riportati. Non se ne può più di gente che va in piazza a difendere dei privilegi. Siete dei cittadini di serie A, a differenza dei poveri pirla che per portare a casa la pagnotta devono aver combinato qualcosa alla fine delle 8 ore di lavoro (a proposito: quante ne fa una maestra?)

    • son completamente d accordo con pico!
      in un momento in cui ci sono giovani,e non,che il lavoro lo vedono come un miraggio,anche essere precario(magari da 20anni!)è oro colato!
      e poi mi dite,voi professori o maestre dove,nel privato,uno sta a casa almeno 3 mesi all anno(estate,natale,pasqua,ecc)prendendo cmq lo stipendio???e non ditemi che è na fatica innsegnare!ho avuro professori che il loro lavoro era leggere la gazzetta in classe mentre noi alunni leggevamo!oppure professori che dettavano…pari pari dal libro!
      ovvio che non tutti sono cosi,per fortuna,ma un lavoro faticoso forse è il minatore del sulci,o quelli che asfaltano le strade in agosto!e non hanno 3 mesi(o piu)di vacanza pagata all anno!