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Discarica di amianto, sindaci cremonesi in commissione

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Sindaci in Commissione di indagine sulla discarica di Cappella Cantone. Stamattina al Pirellone sindaci cremaschi e cremonesi hanno sfilato di fronte ai commissari che dovranno far luce sulle procedure di autorizzazione della discarica di amianto dopo l’operazione dei carabinieri che il 30 novembre scorso ha portato all’arresto di dieci persone (tra cui il Vice Presidente del Consiglio Regionale Franco Nicoli Cristiani e Giuseppe Rotondaro, dirigente Arpa).
Davanti al presidente della Commissione Francesco Patitucci dell’Italia dei Valori e ad altri sette membri, sono stati ascoltati gli amministratori Cesira Bassanetti, sindaco di San Bassano, Fabio Bertusi, vice sindaco di Soresina, Omar Bragonzi sindaco di Montodine, Luigi Scio, vicesindaco di Romanengo e Paolo Spadari assessore a Castelleone. Assente il sindaco di Pizzighettoni Pierluigi Tadi. Un incontro nel quale è stata messa nero su bianco tutta la cronistoria della vicenda, che ha visto per anni contrapporsi la Regione, più che mai convinta a voler insediare in quel luogo la discarica di amianto, e i sindaci e i cittadini del territorio contrari perché giudicavano l’area non adatta ad un insediamento tale. «Abbiamo ricostruito la vicenda dalle origini, cioè dal 2006 fino ad oggi e pensiamo di aver dato delle informazioni utili all’inchiesta e alla commissione per valutare quello che realmente è successo. Abbiamo fatto luce su tutti gli incontri che abbiamo avuto in Regione, tra i quali anche un incontro con l’allora assessore Buscemi», spiega il sindaco di San Bassano, Cesira Bassanetti, protagonista di un vertice insieme ad altri amministratori, tra i quali l’ex presidente della Provincia, Giuseppe Torchio, al termine del quale, come riferiscono, l’assessore avrebbe affermato dai banchi del consiglio che “chi era contrario a questa discarica faceva parte di una lobby che voleva mandare i rifiuti in Germania”.
«Da questa frase – sottolinea il sindaco di Montodine, Omar Bragonzi – emerge chiaramente la volontà della Regione di insediare la discarica proprio lì. Altro punto riguarda il costo esorbitante a cui era stato venduto il terreno: chiaro che chi stava dietro l’operazione sapeva con certezza che lì sarebbe stato insediato qualcosa di remunerativo, tipo la discarica. Anche su questo abbiamo chiesto di fare luce».
Gli amministratori hanno ribadito che il luogo dove la discarica doveva sorgere non è adatto: «Non si tratta di un no a prescindere ma di un no motivato: la falda è troppo in superficie e quindi l’amianto non poteva stare lì, anche perché è prevista una certa distanza che lì non c’era».
E a proposito di idoneità del terreno durante la seduta sarebbe emerso uno studio del geologo Zanin che spiegava il perché quell’area non sarebbe stata adatta. «L’incontro con i Sindaci è stato interessante e sono uscite due informazioni che andranno approfondite, una relazione tecnica di un esperto che non era nota in Regione e che racconta del perché in quell’area una discarica di amianto non deve essere fatta e un incontro dei Sindaci con l’allora assessore regionale Buscemi nel quale era già emersa chiaramente la volontà della giunta Formigoni di tirare dritto con la stessa discarica», ha commentato il consigliere regionale Agostino Alloni. Nelle prossime settimane sono attesi il presidente della Provincia di Cremona, Massimiliano Salini e l’ex presidente Giuseppe Torchio.
«Penso – conclude il sindaco di San Bassano – che siano state fornite informazioni utili che alcuni membri della Commissione non conoscevano. Ora spero si vada avanti, che valutino bene e che incrocino le informazioni raccolte con quelle già conosciute».
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