Cronaca
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Raid degli anarchici in due banche cittadine, indagini in tutta Italia

Foto di Francesco Sessa

Episodi preoccupanti, a Cremona, per mano di un gruppo di anarchici appartenenti ad un centro sociale cremonese. Si tratta di raid ai danni di due istituti di credito cittadini, la Banca di Credito Cremonese di via Giordano e l’Agenzia della Banca Popolare di Milano di Porta Romana. In via Giordano venerdì notte gli autori dell’incursione hanno cercato, senza riuscirci, di sfondare l’ingresso con un piccone, dopodiché hanno applicato dello scotch al bancomat e lasciato come firma la A nel cerchio del simbolo anarchico con la scritta “Fuoco alle Banche”. Stessa mano a Porta Romana, con altre scritte dello stesso tenore contro le banche (tutto è già stato tutto cancellato). Episodi simili anche in altre città d’Italia e a Catania dove sono stati sabotati cinque bancomat e spaccata la vetrina di una banca. Rivendicazioni, si legge su alcuni blog, “in solidarietà ai compagni prigionieri colpiti dalla repressione”.

Le indagini sono ad ampio raggio. A Cremona gli uomini della Digos hanno già acquisito le immagini delle telecamere in entrambe le zone interessate dall’attacco del gruppo anarchico che pare sia collegato anche all’operazione portata a termine dalla Digos di Ravenna all’inizio del mese di settembre: in quell’occasione la polizia aveva denunciato sei persone, tra cui un 21enne cremonese, per associazione con finalità di terrorismo o eversive. Durante il blitz erano state effettuate una serie di perquisizioni domiciliari al termine delle quali due donne e quattro uomini, tutti studenti o disoccupati, erano stati indagati a piede libero. Proprio dalla città romagnola diversi mesi fa era partita l’inchiesta per fare luce su vari episodi. Tra questi, il danneggiamento a martellate di un bancomat. Diverso materiale, soprattutto informatico, era stato sequestrato. Tra questi una sorta di archivio digitale riguardante gli attentati compiuti in Italia e all’estero da cellule anarco-insurrezionaliste e documenti cartacei, tra cui una folta corrispondenza con noti terroristi anarchici detenuti all’estero.

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