Cronaca
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Permessi cari e divieti anche ai medici E un sanitario si rivolge al Procuratore "Ricadute sulla celerità delle visite e discriminante per i cittadini"

Il pasticcio della gestione comunale dei nuovi permessi “onerosi” per alcune categorie economiche e le solite tutele ad assessori e consiglieri comunali e provinciali non ha ancora finito di produrre problemi al sindaco Perri e alla sua Giunta. In attesa che i commercianti diano il via al ricorso al Tar da parte del loro legale (l’avvocato Zontini tra l’altro sostiene la manifesta infondatezza di urgenza del provvedimento che anticipa la scadenza dei permessi attuali, probabilmente solo per ragioni di bilancio), è di ieri l’istanza inviata da un noto medico di famiglia cremonese al Procuratore della Repubblica Roberto di Martino con la quale si chiede di intervenire “per mettere fine ad un palese abuso del Comune che pretende anche dai medici in visita il pagamento dei permessi con il divieto alla sosta in alcune vie”.

“Signor Procuratore, sono un medico di medicina generale convenzionato con il sistema sanitario nazionale e svolgo nella città di Cremona il compito di medico di base nel territorio di Cremona. Le scrivo per porre la sua attenzione sulla liceità dell’ordinanza del Sig Sindaco, Prot 65301 del 15 dic 2010 emendata e resa esecutiva nella giornata odierna inerente la disciplina del rilascio delle autorizzazioni al transito ed alla sosta dei veicoli nel territorio comunale. Premesso e data per necessaria una nuova normativa a tal fine, le chiedo un giudizio etico, professionale e giuridico sull’obbligo di corrispondere una tariffa al fine di poter svolgere correttamente il mio lavoro in una città governata da ipocriti ed ignoranti governatori (assessore al traffico) che speculano spavaldamente sulla sanità e sulla salute dei cittadini proclamandosi pionieri di un nuovo corso. – afferma il noto medico di famiglia – L’accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generate ai sensi dell’art. 8 del d.lgs. n.502 del 1992 e successive modifiche ed integrazioni e resa attuativa ai sensi dell’art.5 dell’accordo stato regioni, rep n.1805 del 24 luglio 2003 recita all’art. 47 che devo eseguire le visite domiciliari nel più breve tempo possibile, tenendo conto della severità della patologia e della non trasportabilità del paziente. Tale dovere è gratuito infatti la legge prevede sanzioni se il medico chiede un onere aggiuntivo al proprio assistito. Il signor Sindaco chiede al medico che deve svolgere un compito istituzionale come quello del Sindaco stesso (che forse ignora o dimentica di essere la massima autorità locale della sanità pubblica) un onere o come Lei vuole definirlo una tariffa annua. Ma l’ignoranza della nostra amministrazione va ben oltre. Infatti discrimina i cittadini. Se il sig. Bianchi abita in corso Mazzini non ha diritto ad avere una visita domiciliare urgente perchè abita in una zona che l’assessore al traffico definisce inaccessibile. L’amministrazione inoltre si dimostra ignorante discriminando i medici di medicina generale dai medici di guardia medica infatti per loro il permesso è gratuito. Qualcuno mi sa spiegare il perché? Solo perche lavora di notte o nei festivi e non ruba spazi adibiti a parcometri? Ma la vita di un cittadino vale cosi poco per l’assessore al traffico? Ignoranti, ignoranti, ignoranti! I nostri amministratori sanno che il decreto Balduzzi impone ai medici di medicina generale nuove regole e che è “superata” la guardia medica?”

Il medico poi prosegue nella sua istanza: “Le porgo una domanda provocatoria, signor Procuratore, se mi trasformo in Superman quando arriverà l’ondata influenzale infrango qualche norma o devo chiedere all’assessore qualche permesso per volare a casa dei miei 1500 assistiti senza dar fastidio a nessuno o il prezzo che devo pagare è solo il terzo infarto? E se qualche collega decidesse di non pagare “dazio” e scrivesse fuori dall’ambulatorio che fa visita domiciliari solo fuori il centro storico cittadino? O se qualcuno decidesse di far pagare l’onere dei permessi ai cittadini della città? Lei, chiamato a decidere sulla morte di un cittadino non soccorso celermente darebbe la concausa del mancato o ritardato intervento all’assessore al traffico?

“Più semplicemente se si voleva evitare gli abusi l’amministrazione non poteva far gestire i permessi all’ASL che conosce quali medici operano in città e quali non vi operano? Ma è solo l’ennesima scusa di fare cassetta! È vergognoso sapere che il massimo rappresentante della sanità pubblica specula sulla salute dei propri cittadini. Tutto gratis ai politici, ai taxisti ed alla guardia medica che non esisterà più… Ma l’unica categoria che non esisterà più tra un po’ saranno proprio i politici per quello che meritano. Attendo fiducioso un suo sollecito riscontro”.

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